Ci precipitiamo alla villa e ci barrichiamo al suo interno. Arold mette regole che possano tenere fuori il vampiro. La cosa sembra funzionare e Antoine si presenta al cancello coi suoi scagnozzi ma ci dice di non poter entrare.
Comincia a minacciarci dicendo che ammazzerà una persona ogni 10 minuti se non gli diamo ciò ceh vuole.
Così Faust, preso dalla disperazione, esce con un fucile e spara a lui e a uno dei suoi sgherri. I due fattoni fuggono mentre Antoine, colpito in pieno volto, cade a terra ma, dopo pochi minuti, si rimette in piedi come se nulla fosse.
Arriva finalmente l'alba e il vampiro scompare.
Facciamo ricerche sui vampiri ma non troviamo null'altro che leggende infondate.
Arriva nuovamente la notta e, con essa, un'orda di topi che invade la casa e cominciano a rosicchiare di tutto. All'esterno cominciano a raggrupparsi cani randagi che ululano e ringhiano disturbando la nostra notte.
Usciamo e chiamiano il vampiro. Compare e, naturalmente, nega qualunque implicazione con gli animali. Diciamo che abbiamo deciso di dargli una pietra però deve svelarci come funzionano. La prende, la controlla e dice che, per farle fuzionare, ci vuole anche la terza. Capiamo tutti che si tratta di un vile trucco e decidiamo di non cedre. Però Arold, preso forse dalla stanchezza, gli consegna la pietra. Lui sparisce senza mostrarci il funzionamento delle pietre e gli animali restano, anzi adesso ci invadono anche dei pipistrelli.
Antony esce dalla casa e fa per andarsene. Fa un paio di passi e dal nulla appare il vampiro che lo schianta a terra e comincia a schiacciarlo. Qualcuno gli spara e scompare nel nulla. William si precipita fuori per aiutare Antony ma anche lui è colto di sorpresa e viene sbattuto contro il cancello da un trmendo colpo sferrato alla bocca dello stomaco.
Gli altri, armi in pugno, mettono in fuga il vampiro e, finalmetne, il sole nuovo sorge.
Nelle concitate fasi della trattativa e del combattimento Jimbo nota un simbolo su Antoine. Un drago che forma una specie di scudo.
Scopriamo che appartiene a un casato nobile che ha una cappella nel cimitero di mon matre.
Ci rechiamo lì e troviamo la tomba di Antoine... VUOTA!!!
Ulteriori ricerche ci portano alla sua residenza di un tempo.
Senza tergiversare ci rechiamo lì. All'interno delle sue stanze scopriamo cose orripilanti. Cadaveri appesi con addosso segni di torture e dissanguamenti.
Perlustrando la casa troviamo delle scale che scendono. Conducono ad una stnza dove, al suo interno, ci sono appostati gli sgherri di Antoine. Con grande abilità Jimbo e John li mettono fuori gioco. Così abbiamo libero accesso alla bara del nobile. La trasciniamo all'aperto e la scoperchiamo.
Appena il sole colpisce il corpo rinsecchito questo si trasforma in polvere e, nella bara, restano soltanto il mantello e il cilindro.
Delle pietre non c'è traccia.
Dato che il sole sta per calare decidiamo di tornare alla villa.
Quando arriviamo scopriamo che gli animali sono spariti.
La soddisfazione per la vendetta consumata viene lentament sostituita dal dubbio e dal timore della possibile comparsa di un nuovo nemico. Nella stanza dover era custodito il feretro di Antoine c'era infatti questa frase : "L'Ordo difende questo luogo".
mercoledì 9 giugno 2010
martedì 8 giugno 2010
Il Vampiro parte prima
Mentre continuiamo a prendere confidenza con la casa, uno dei nostri uomini, ci chiama dicendo che all'ingresso c'è qualcuno che chiede di Arold.
E' un tizio, un fattone ceh dice che il suo capo vuole incontrare Arold per parlare di affari. Così gli diamo appuntamento per la sera stessa al Louvre.
Dato le mancate risposte da parte del fattone a riguardo del suo capo, decidiamo di seguirlo ma il tizio riesce a far perdere le sue tracce.
Così, alla sera, ci presentiamo all'appuntamento. Assieme al fattone c'è un altro tizio e il loro capo. Un uomo distinto con tanto di mantello e cilindro. Dice di chiamarsi Antoine e che vuole comprare le nostre pietre. Quelle coi simboli.
Dice che il prezzo non è un problema nè se si tratta di soldi nè se si tratta di cose immorali o di eliminare qualcuno.
Noi rifiutiamo qualsiasi offerta e così se ne va. Nel momento stesso in cui si allontno i nostri corpi si paralizzano e i suoi due scgnozzi entrano con un coltello e ci fanno chiaramente capire che, se volessero, potrebbero farci fuori senza problemi.
E' un tizio, un fattone ceh dice che il suo capo vuole incontrare Arold per parlare di affari. Così gli diamo appuntamento per la sera stessa al Louvre.
Dato le mancate risposte da parte del fattone a riguardo del suo capo, decidiamo di seguirlo ma il tizio riesce a far perdere le sue tracce.
Così, alla sera, ci presentiamo all'appuntamento. Assieme al fattone c'è un altro tizio e il loro capo. Un uomo distinto con tanto di mantello e cilindro. Dice di chiamarsi Antoine e che vuole comprare le nostre pietre. Quelle coi simboli.
Dice che il prezzo non è un problema nè se si tratta di soldi nè se si tratta di cose immorali o di eliminare qualcuno.
Noi rifiutiamo qualsiasi offerta e così se ne va. Nel momento stesso in cui si allontno i nostri corpi si paralizzano e i suoi due scgnozzi entrano con un coltello e ci fanno chiaramente capire che, se volessero, potrebbero farci fuori senza problemi.
mercoledì 26 maggio 2010
I misteri della casa
Dopo che Barcker ci ha messi a capo dell'agenzia e averci dato pieni poteri sulla casa, cominciamo a perlustrare la villa e a prendere confidenza col nostro nuovo quartier generale.
Come prima cosa ci viene detto che nella villa ci sono 7 regole che vanno sempre rispettate:
1- nella villa non si può uccidere
2- non si deve modificare niente nella villa
3- non si deve modificare niente nel giardino della villa
4- di giorno si può stare in quanti si vuole
5- di notte possono stare al massimo 10 persone
6- si può entrare nella villa solo se permesso
7- si può uscire dalla villa solo se permesso
Facciamo un giro veloce (che date le dimensioni ci occupa l'intera giornata) e poi, come consigliato, 5 di noi si fermano lì per la notte mentre gli altri tornano al Louvre.
Di notte sembra che la villa prenda vita e che ci siano degli strani scricchiolii. E così arriva il mattino.
Mentre stiamo parlando del più e del meno si sente un gran frastuono al piano superiore ci precipitiamo e troviamo Paul completamente squartato da quelli che sembrano artigli e, con l'ultimo alito di vita, ci mette in guardia dal non aprire la porta col simbolo.
Poi perde i sensi e viene affidato alle cure di Faust.
Dopo un paio d'ore di ricerca troviamo una stanza la cui porta presenta un simbolo in metallo. Chiediamo e ci dicono che questa porta è sempre chiusa a chiave e che nessuno ha la chiave e che, quindi, non è mai stata aperta.
Arold, spinto dall'istinto, afferra la maniglia, la fagirare e la porta si apre.
All' interno la stanza è vuota, fatta eccezione per un tavolino di legno con al centro un carillon mononota a manovella .
La stanza è completamente affrescata: 4 alberi agli angoli che, conginugende i rami, danno vita a un cerchio di fuoco al centro del qual c'è nu punto completametne nero. Sotto il punto è posizionato il carillon.
Facciamo un pò di domande in giro e scopriamo che il tavolino è stato ricavato dal tronco di un albero abbattuto parecchi anni prima perchè pericolante.
Vagando per il giardino scopriamo un labirinto di siepi. E' fatto a spirale ma, dopo essersi addentrati per un pò, la siepe diventa un muro verde impenetrabile.
Così diamo ordine ai giardigneri di potarla proseguendo la spirale.
Quando gli uomini hanno finito il loro lavoro scopriamo che al centro della spirale, c'è un pozzo. Lo esaminiamo ma sembra non portare a nulla.
Torniamo in villa e... ci ritoviamo tra le lamiere conterte di un bus che si è ribaltato sulla lingua d'asfalto he teglia il deserto del Nevada in direzione Las Vegas.
martedì 18 maggio 2010
Il furto

Scritto da Ace4
Dopo aver venduto le pietre ai cinesi siamo andati a pagare il "lumiere".
siamo tornati alla nostra sede vicino al louvre;visto che la situazione sembrava tranquilla abbiamo deciso di ritornarci stabilmente.
faust ha provato ad entrare nei sogni di barker, ma abbiamo scoperto che c'e qualcuno con lo stesso potere di faust che lo protegge e quindi da quel lato è inattaccabile.
mentre eravamo al 1 piano a discutere abbiamo sentito dei rumori al piano di sotto.
una volta scesi abbiamo beccato due uomini che avevano forzato la porta e stavano per entrare.
dopo una discussione un po accesa abbiamo scoperto che questi facenano parte di un associazione capeggiata da barker.
siccome anthony era andato a cercare barker alla villa (quella dello specchio), allora loro sono venuti a cercare noi x capire chi siamo.
la discussione nn ha portato a nulla e ci siamo lasciati con una specie di patto: noi lasciamo stare loro e loro faranno lo stesso con noi.
una volta che se sono andati abbiamo scoperto però che avevano sottratto dallo zaino di arold il suo libretto su cui annotava tutto.
io (jimbo) ho cercato di riprenderlo ma senza successo, e ora il libretto e nella villa.
siamo tornati alla nostra sede vicino al louvre;visto che la situazione sembrava tranquilla abbiamo deciso di ritornarci stabilmente.
faust ha provato ad entrare nei sogni di barker, ma abbiamo scoperto che c'e qualcuno con lo stesso potere di faust che lo protegge e quindi da quel lato è inattaccabile.
mentre eravamo al 1 piano a discutere abbiamo sentito dei rumori al piano di sotto.
una volta scesi abbiamo beccato due uomini che avevano forzato la porta e stavano per entrare.
dopo una discussione un po accesa abbiamo scoperto che questi facenano parte di un associazione capeggiata da barker.
siccome anthony era andato a cercare barker alla villa (quella dello specchio), allora loro sono venuti a cercare noi x capire chi siamo.
la discussione nn ha portato a nulla e ci siamo lasciati con una specie di patto: noi lasciamo stare loro e loro faranno lo stesso con noi.
una volta che se sono andati abbiamo scoperto però che avevano sottratto dallo zaino di arold il suo libretto su cui annotava tutto.
io (jimbo) ho cercato di riprenderlo ma senza successo, e ora il libretto e nella villa.
sabato 1 maggio 2010
Willfred
Scritto da pippolomazzo
Arold giace esanime per terra.
E' ormai morto da un paio di giorni, dissanguato da una ferita e dalla sua emofilia.
Ciò nonostante il suo corpo sembra non deperire... non emana odori di decomposizione ... sembra che il suo potere soprannaturale sia ancora presente.
Nel frattempo ci prepariamo per accogliere il grande Willfred.
Faust si è adoperato per influenzare i suoi sogni e per convincerlo a venire a Parigi.
Noi dovremo, con il pretesto di fungere da impresari teatrali, convincerlo a fare il rituale di resurrezione che già aveva fatto in inghilterra.
Willfred arriva a Parigi.
Anfdiamo ad incontrarlo. Non sembra essere cambiato tantissimo, forse solo un po' più vecchio.
Lui non si ricorda assolutamente di noi.
Pattuiamo di incontrarci tra circa una settimana nella dimora parigtina di John. Lì incontrerà il gestore del teatro Lumierè, al quale mostrerà i suoi trucchi.
Come impresari otterremo il 10% dei guadagni.
Il nostro obiettivo, ovviamente, sarà quello di far fare il rituale di resurrezione e riportare in vita Arold.
Viene il grande giorno, il giorno della prova, il giorno nel quale Arold potrà tornare in vita.
Willfred si presenta all'impresario, mostrando qualch trucchetto iniziale al limite del banale e del ridicolo.
Ma poi ecco il colpo di scena.....
Wilfred scompare dalla scena ed al suo posto appare una figura femminile.
L'impresario si alza e va a parlare con lei. Lei è la madre dell'impresario, madre morta ormai da anni.... Siamo tutti veramente basiti dal trucco fatto da Willfred.
Anche noi restiamo di stucco. Non avevamo mai visto un trucco così ... sembra che i poteri di Willfred siano aumentati tantissimo. Non era mai stato in grado di pfar parlare le perosne con i morti
L'unica cosa strana è che, ogni volta che Willfred ci vede, non sembra ricordarsi di noi ....
Alla fine della recita, l'impresario va via molto soddisfatto e noi parliamo con Wilfred, chiedendogli di rifare i ltrucco di e convocare lo spirito del nostro amico Arold, deceduto da poco.
"Il vostro amico non è morto" risponde Willfred "il suo spirito non esiste e non risponde perchè è ancora vivo".
Impossibile... Arold per noi è morto... non respira ormai da giorni.
Mostriamo il cadavere a Willfred, il quale però non è in grado di aiutarci ....
"Arold potrebbe essere in una specie di stadio larvale" dice Joseph
"E' come se fosse in uno strano stato, in attesa di ricevere qualcosa... magari quello che ha perso .... tipo il sangue".
Paul e John si prodigano alla ricerca di un volontario che fornisca il proprio sangue, nonchè la propria vita, per riportare il vita Arold, ma il suo sacrifio sarà inutile, in quanto Anthony offre eroicamente il suo sangiue ad Arold, il quale miracolosamente si riprende e si sveglia.
"Io vi sentivo, sentivo tutto quello che dicevate ma non potevo rispondere" dice Arold in presa ad una crisi di nervi, dopodiche crolla esausto.
Nel frattempo William e Jimbo si attivano per recuperare del denaro utile a mandare in scena Wilfred.
L'idea è vendere una pietra runica a dei ricettatori.
Dalla vendita ne ricavano un gran bel gruzzolo di franchi, che ci serviranno per mantenerci e per portare avanti la nostra pseudo attività di impresari.
Arold giace esanime per terra.
E' ormai morto da un paio di giorni, dissanguato da una ferita e dalla sua emofilia.
Ciò nonostante il suo corpo sembra non deperire... non emana odori di decomposizione ... sembra che il suo potere soprannaturale sia ancora presente.
Nel frattempo ci prepariamo per accogliere il grande Willfred.
Faust si è adoperato per influenzare i suoi sogni e per convincerlo a venire a Parigi.
Noi dovremo, con il pretesto di fungere da impresari teatrali, convincerlo a fare il rituale di resurrezione che già aveva fatto in inghilterra.
Willfred arriva a Parigi.
Anfdiamo ad incontrarlo. Non sembra essere cambiato tantissimo, forse solo un po' più vecchio.
Lui non si ricorda assolutamente di noi.
Pattuiamo di incontrarci tra circa una settimana nella dimora parigtina di John. Lì incontrerà il gestore del teatro Lumierè, al quale mostrerà i suoi trucchi.
Come impresari otterremo il 10% dei guadagni.
Il nostro obiettivo, ovviamente, sarà quello di far fare il rituale di resurrezione e riportare in vita Arold.
Viene il grande giorno, il giorno della prova, il giorno nel quale Arold potrà tornare in vita.
Willfred si presenta all'impresario, mostrando qualch trucchetto iniziale al limite del banale e del ridicolo.
Ma poi ecco il colpo di scena.....
Wilfred scompare dalla scena ed al suo posto appare una figura femminile.
L'impresario si alza e va a parlare con lei. Lei è la madre dell'impresario, madre morta ormai da anni.... Siamo tutti veramente basiti dal trucco fatto da Willfred.
Anche noi restiamo di stucco. Non avevamo mai visto un trucco così ... sembra che i poteri di Willfred siano aumentati tantissimo. Non era mai stato in grado di pfar parlare le perosne con i morti
L'unica cosa strana è che, ogni volta che Willfred ci vede, non sembra ricordarsi di noi ....
Alla fine della recita, l'impresario va via molto soddisfatto e noi parliamo con Wilfred, chiedendogli di rifare i ltrucco di e convocare lo spirito del nostro amico Arold, deceduto da poco.
"Il vostro amico non è morto" risponde Willfred "il suo spirito non esiste e non risponde perchè è ancora vivo".
Impossibile... Arold per noi è morto... non respira ormai da giorni.
Mostriamo il cadavere a Willfred, il quale però non è in grado di aiutarci ....
"Arold potrebbe essere in una specie di stadio larvale" dice Joseph
"E' come se fosse in uno strano stato, in attesa di ricevere qualcosa... magari quello che ha perso .... tipo il sangue".
Paul e John si prodigano alla ricerca di un volontario che fornisca il proprio sangue, nonchè la propria vita, per riportare il vita Arold, ma il suo sacrifio sarà inutile, in quanto Anthony offre eroicamente il suo sangiue ad Arold, il quale miracolosamente si riprende e si sveglia.
"Io vi sentivo, sentivo tutto quello che dicevate ma non potevo rispondere" dice Arold in presa ad una crisi di nervi, dopodiche crolla esausto.
Nel frattempo William e Jimbo si attivano per recuperare del denaro utile a mandare in scena Wilfred.
L'idea è vendere una pietra runica a dei ricettatori.
Dalla vendita ne ricavano un gran bel gruzzolo di franchi, che ci serviranno per mantenerci e per portare avanti la nostra pseudo attività di impresari.
mercoledì 28 aprile 2010
La morte di Arold
Scritto da Eol88
- Arold -
Spero solo che Elmut, l'amico di William, riesca a raggiungere i nostri compagni in tempo...anche se queste specie di moscierini microscopici ci permettono di muoverci non so quanto resisteremo con tutte le ossa rotte...Dopo un tempo imprecisato veniamo svegliati dal nosto tormetnato sonno sentendo delle voci, la porta della casa si apre e entrano Elmut e i nostri compagni!!
Anche se un po controvoglia Antony promette che una volta usciti ci farà bere il suo sangue per poter guarire, e deciso questo cerchiamo un modo per uscire dalla città grigia.
A un certo punto la nostra attenzione è attirata da una casa particolare...sembra la stessa dell'uomo con la bombetta a Parigi!
Anche se un po controvoglia Antony promette che una volta usciti ci farà bere il suo sangue per poter guarire, e deciso questo cerchiamo un modo per uscire dalla città grigia.
A un certo punto la nostra attenzione è attirata da una casa particolare...sembra la stessa dell'uomo con la bombetta a Parigi!
Entriamo cerchiamo il passaggio dietro l'armadio e con grande soprpesa cè anche qua! scendiamo le scale e ci troviamo di fronte alla porta e Paul senza difficoltà la apre...dove ne usciremo?
Nel nostro tempo?
Nel futuro?
La attraversiamo.
Una vlolta di la Antony fa bere il sngue ai feriti che rapidamente guariscono, e ci si prospetta uno scenario terribile, una città completamente rasa al suolo, dopo un po troviamo due ragazzi, ci dicono di essere a Londra, o quello che ne rimane, e di essere nel 2027.
Ci raccontano poi che nel 2015 cè stata un'epidemia violentissima che ha ucciso tutti quelli che non avevano preso la cura commercializzata da Barker, e che la sede della sua azienda si trova propio qua a Londra. Decdiamo di andare, la raggiungiamo e vediamo che a differenza di tutto il resto l'edificio è intatto, attorniato da sciami di quei piccoli insetti della città grigia che lo riparano in continuazione!
Ci avviciniamo, sfondiamo la porta di vetro e esploriamo finchè non riusciamo a salire all'ultimo piano che sembra essere 'ufficio di Barker ma è vuoto.
Decidoamo di restare li per la notte , m al nostro risveglio ci troviamo non più nell'ufficio ma bensi nel 1863 a Parigi nalel nostre camere da letto.
Una vlolta di la Antony fa bere il sngue ai feriti che rapidamente guariscono, e ci si prospetta uno scenario terribile, una città completamente rasa al suolo, dopo un po troviamo due ragazzi, ci dicono di essere a Londra, o quello che ne rimane, e di essere nel 2027.
Ci raccontano poi che nel 2015 cè stata un'epidemia violentissima che ha ucciso tutti quelli che non avevano preso la cura commercializzata da Barker, e che la sede della sua azienda si trova propio qua a Londra. Decdiamo di andare, la raggiungiamo e vediamo che a differenza di tutto il resto l'edificio è intatto, attorniato da sciami di quei piccoli insetti della città grigia che lo riparano in continuazione!
Ci avviciniamo, sfondiamo la porta di vetro e esploriamo finchè non riusciamo a salire all'ultimo piano che sembra essere 'ufficio di Barker ma è vuoto.
Decidoamo di restare li per la notte , m al nostro risveglio ci troviamo non più nell'ufficio ma bensi nel 1863 a Parigi nalel nostre camere da letto.
Parecchio sconcertati decidiamo di accantonare momentaneamente i ricordi di questi ultimi avvenimenti per concentrarci sul problema più iminente, la salute di Joseph, che a quanto sembra comincia a non essere più lui.
Paul mentre gli altri discutono va nelle biblioteche del Louvre a cercare informazioni storiche sulle steli presenti in varie parti del mondo.
Dopo un po torna con un vecchio libro, per noi scritto in simboli indecifrabili ma che il nostro compagno riesce a leggere come fosse inglese! Facendo delle prove con altre lingue per capire il motivo di questa cosa Paul legge anche i simboli che il cavaliere ci aveva raccomandato di non utilizzare, ma sembra non accadere nulla.
Il libro parla delle pietre e dei simboli, le pietre finzionano come una specie di catalizzatore, e il potere non deriva dai simboli ma più che altro dall'azione di leggerli.
Successivamente usciamo per cercare il nostro compagno Antony che era uscito in cerca di Elisabeth ma ci troviamo bloccati. L'intera casa è avvolta da migliaia di piccoli insetti neri come quelli della città grigia e si riversano all'interno della casa prendendo una forma vagamente umana con gli occhi rossi...abbiamo liberato l'ombra che cera nello specchio!! Lei fa un inchino come per ringraziare e se ne va.
Istantaneamente nella stanza compaiono 3 uomini vestiti di nero con dei coltelli che tentano di ucciderci.
Riusciamo a difenderci e ucciderli ma Arold viene ferito e perde molto sangue...e Antony non cè.
Prima che arrivino altre persone decidiamo di lasciare l casa e nasconderci nelle catacombe dove ci dirigiamo verso una delle misteriose porte intonacate.
Paul con il suo nuovo potere traduce un messaggio cifrato nel diario dell'esploratore La Valle, e scopriamo che le porte non sono messe in maniera casuale ma hanno un senso e una in particolare è diversa dalle altre.
Ci dirigiamo verso quella porta e quando scocca mezzanotte stavolta a differenza delle altre succede qualcosa, tutto diventa buoi e ci troviamo in aperta campagna.
Incontriamo un manipolo di cavalieri e ci informano che siamo nel 1100 circa, e ci indicano un villaggio poco distante. Arriviamo al villaggio e le condizioni di Arold sono disperate, Faust tenta di curarlo in qualche modo ma senza il sangue di Antony è spacciato.
Il mattino, ci risvegliamo ancora nel 1863 nei nostri letti a Parigi, e Arold è privo di vita.
Paul mentre gli altri discutono va nelle biblioteche del Louvre a cercare informazioni storiche sulle steli presenti in varie parti del mondo.
Dopo un po torna con un vecchio libro, per noi scritto in simboli indecifrabili ma che il nostro compagno riesce a leggere come fosse inglese! Facendo delle prove con altre lingue per capire il motivo di questa cosa Paul legge anche i simboli che il cavaliere ci aveva raccomandato di non utilizzare, ma sembra non accadere nulla.
Il libro parla delle pietre e dei simboli, le pietre finzionano come una specie di catalizzatore, e il potere non deriva dai simboli ma più che altro dall'azione di leggerli.
Successivamente usciamo per cercare il nostro compagno Antony che era uscito in cerca di Elisabeth ma ci troviamo bloccati. L'intera casa è avvolta da migliaia di piccoli insetti neri come quelli della città grigia e si riversano all'interno della casa prendendo una forma vagamente umana con gli occhi rossi...abbiamo liberato l'ombra che cera nello specchio!! Lei fa un inchino come per ringraziare e se ne va.
Istantaneamente nella stanza compaiono 3 uomini vestiti di nero con dei coltelli che tentano di ucciderci.
Riusciamo a difenderci e ucciderli ma Arold viene ferito e perde molto sangue...e Antony non cè.
Prima che arrivino altre persone decidiamo di lasciare l casa e nasconderci nelle catacombe dove ci dirigiamo verso una delle misteriose porte intonacate.
Paul con il suo nuovo potere traduce un messaggio cifrato nel diario dell'esploratore La Valle, e scopriamo che le porte non sono messe in maniera casuale ma hanno un senso e una in particolare è diversa dalle altre.
Ci dirigiamo verso quella porta e quando scocca mezzanotte stavolta a differenza delle altre succede qualcosa, tutto diventa buoi e ci troviamo in aperta campagna.
Incontriamo un manipolo di cavalieri e ci informano che siamo nel 1100 circa, e ci indicano un villaggio poco distante. Arriviamo al villaggio e le condizioni di Arold sono disperate, Faust tenta di curarlo in qualche modo ma senza il sangue di Antony è spacciato.
Il mattino, ci risvegliamo ancora nel 1863 nei nostri letti a Parigi, e Arold è privo di vita.
giovedì 15 aprile 2010
Theodore Wells
10 giorni prima
Seguiamo Arcer fino ad Avignore.. Lì oltrepassiamo un porta di metallo e veniamo catapultati in un altro luogo.. Stanza piena di vetri, una citta praticamente sotto di noi..
"Salve" dice l'uomo..
Theodeore, l'uomo che abbiamo di fronte è un po' la causa di tutto..
È la causa del ritorno di Barker..
È la causa per cui Elisabeth, la moglie di Anthony, non ha ancora partorito.
È la causa di molte al tre cose che poi avremo scoperto..
Theodore il nuovo capo di Barker..
Theodore l'unico figlio di Anthony..
Già Theodore è il figlio che Anthony avrà da Elisabeth..
Theodore colui che, alla fine, lavora per Robert, un po' come tutti.
Sembra, insomma, che siamo tutti sulla stessa sponda del fiume, chi più vicino alla riva chi meno..
Anche lui, dunque, lavora per Robert e sta per nascere nel 1863..
Il tutto è un po' confuso nelle nostre menti..
Parliamo con lui di quello che sta succendendo e il quadro diventa sempre più nitido..
Il suo compito è quello di eliminare le persone con dei poteri che abusano degli stessi..
E fin qui sembra un lavoro piuttosto chiaro, solo che sta a lui decidere chi sta abusando delle proprie capacità e chi no..
Mentre parliamo Theodore ci dice che se lui è qui davanti a noi in questo momento, vuol didre che è nato e, di conseguenza, noi non potremo fare nulla per impedirlo..
Da come parla sembra che il futuro sia una cosa imperturbabile.. Anche se lo si conosce e si cerca di cambiarlo in qualche modo il finale sarà sempre lo stesso..
Quindi nulla si può fare perchè la cura non venga somministrata nel 2012..
Non si può evitare che Barker la crei e che la distribuisca..
Ormai Barker ha parlato con il se stesso del 2009..
Barker ha la cura dentro di sè e sa se cercheremo di ostacolarlo..
Insomma sembra un circolo che non si può spezzare..
Parlando con Theodore capiamo che sarà lui a mandare Bournden nel passato per ostacolare l'agenzia e che questa missione gli è stata affidata proprio in seguito a questa discussione..
È brutto avere a che fare con il futuro, perchè anche se ti fa schifo non puoi fare niente per evitarlo..
Ora ci conviene tornare dai nostri compagni, ma non dobbiamo fare parola di quest'incontro, ma non credo che ce la faremo..
Sembra che nulla ci spossa salvare questo casino, nulla che possiamo fare per evitare un futuro inevitabile.
Io penso che questa situazione richieda che qualcuno faccia un'azione assolutamente futile e stupida... Si tratta solo di stabilire quale
Seguiamo Arcer fino ad Avignore.. Lì oltrepassiamo un porta di metallo e veniamo catapultati in un altro luogo.. Stanza piena di vetri, una citta praticamente sotto di noi..
"Salve" dice l'uomo..
Theodeore, l'uomo che abbiamo di fronte è un po' la causa di tutto..
È la causa del ritorno di Barker..
È la causa per cui Elisabeth, la moglie di Anthony, non ha ancora partorito.
È la causa di molte al tre cose che poi avremo scoperto..
Theodore il nuovo capo di Barker..
Theodore l'unico figlio di Anthony..
Già Theodore è il figlio che Anthony avrà da Elisabeth..
Theodore colui che, alla fine, lavora per Robert, un po' come tutti.
Sembra, insomma, che siamo tutti sulla stessa sponda del fiume, chi più vicino alla riva chi meno..
Anche lui, dunque, lavora per Robert e sta per nascere nel 1863..
Il tutto è un po' confuso nelle nostre menti..
Parliamo con lui di quello che sta succendendo e il quadro diventa sempre più nitido..
Il suo compito è quello di eliminare le persone con dei poteri che abusano degli stessi..
E fin qui sembra un lavoro piuttosto chiaro, solo che sta a lui decidere chi sta abusando delle proprie capacità e chi no..
Mentre parliamo Theodore ci dice che se lui è qui davanti a noi in questo momento, vuol didre che è nato e, di conseguenza, noi non potremo fare nulla per impedirlo..
Da come parla sembra che il futuro sia una cosa imperturbabile.. Anche se lo si conosce e si cerca di cambiarlo in qualche modo il finale sarà sempre lo stesso..
Quindi nulla si può fare perchè la cura non venga somministrata nel 2012..
Non si può evitare che Barker la crei e che la distribuisca..
Ormai Barker ha parlato con il se stesso del 2009..
Barker ha la cura dentro di sè e sa se cercheremo di ostacolarlo..
Insomma sembra un circolo che non si può spezzare..
Parlando con Theodore capiamo che sarà lui a mandare Bournden nel passato per ostacolare l'agenzia e che questa missione gli è stata affidata proprio in seguito a questa discussione..
È brutto avere a che fare con il futuro, perchè anche se ti fa schifo non puoi fare niente per evitarlo..
Ora ci conviene tornare dai nostri compagni, ma non dobbiamo fare parola di quest'incontro, ma non credo che ce la faremo..
Sembra che nulla ci spossa salvare questo casino, nulla che possiamo fare per evitare un futuro inevitabile.
Io penso che questa situazione richieda che qualcuno faccia un'azione assolutamente futile e stupida... Si tratta solo di stabilire quale
giovedì 8 aprile 2010
Un vecchio amico
Dope le controversie interne al gruppo, quasi involontariamente, ci dividiamo.
Paul, Blaise e Faust tornano a Parigi, io e gli altri rimaniamo in Scozia per cercare il castello in cui Liliana aveva fatto il rito utilizzando per la prima volta gli antichi simboli.
Prima di partire per il castello, Antonhy ci racconta la verità sul suo (loro) viaggio ad Avignone. Ci dice che in realtà hanno incontrato Teodor e che gli ha raccomandato di non interferire con Barker, Arcer o Robert. Che è Robert a comandare tutto e tutti perché ha immensi poteri e che tutti, se potessero, si sottrarrebbero al suo controllo ma è talmente potente che nessuno ci riesce.
Apresa questa notizia, partiamo a cavallo. Dalle mie conoscenze sono due i castelli che corrispondono a quello visto da Barker così, sotto una pioggia battente, in una mezza giornata arriviamo al primo ma non c'è nulla. Così, dopo un breve sopralugo, ci rechiamo al secondo. Qui la nostra attenzione viene attirata da due cose: una costruzione enorme, tutta in metallo alle spalle dei ruderi del castello e una piccola casa da cui esce del fume nelle vicinanze.
Ci rechiamo alla casa e qui, con piacevole sorpresa scopro che c'è Elmut, il mio vecchio maestro non che padre di Vivian.
Ci mettiamo un pò a parlare con lui e scopriamo che è stato lui a costruire quella cosa e che gli è stata commisionata da un uomo, sui 50 con gli occhiali... dalla descrizione e calcolando il periodo capiamo che è stato Joseph. I 2 giorni in cui noi siamo stati su GEA, non si sa bene come, lui era in Scozia a far costruire questa cosa.
La costruzione sorge vicino alla porta di metallo creaa dall'ombra evocata da Liliana.
Elmut dice che aspetta un pezzo dal fabbro per poterla finire.
Così lo aiutiamo a completare e collegare il tutto.
Arold tenta di aprire la porta col solito metdo ma non riesce
Un fulmine colpisce la struttura e la porta viene letteralmete strappata dal telaio.
Al di là è tutto buio.
Paul, Blaise e Faust tornano a Parigi, io e gli altri rimaniamo in Scozia per cercare il castello in cui Liliana aveva fatto il rito utilizzando per la prima volta gli antichi simboli.
Prima di partire per il castello, Antonhy ci racconta la verità sul suo (loro) viaggio ad Avignone. Ci dice che in realtà hanno incontrato Teodor e che gli ha raccomandato di non interferire con Barker, Arcer o Robert. Che è Robert a comandare tutto e tutti perché ha immensi poteri e che tutti, se potessero, si sottrarrebbero al suo controllo ma è talmente potente che nessuno ci riesce.
Apresa questa notizia, partiamo a cavallo. Dalle mie conoscenze sono due i castelli che corrispondono a quello visto da Barker così, sotto una pioggia battente, in una mezza giornata arriviamo al primo ma non c'è nulla. Così, dopo un breve sopralugo, ci rechiamo al secondo. Qui la nostra attenzione viene attirata da due cose: una costruzione enorme, tutta in metallo alle spalle dei ruderi del castello e una piccola casa da cui esce del fume nelle vicinanze.
Ci rechiamo alla casa e qui, con piacevole sorpresa scopro che c'è Elmut, il mio vecchio maestro non che padre di Vivian.
Ci mettiamo un pò a parlare con lui e scopriamo che è stato lui a costruire quella cosa e che gli è stata commisionata da un uomo, sui 50 con gli occhiali... dalla descrizione e calcolando il periodo capiamo che è stato Joseph. I 2 giorni in cui noi siamo stati su GEA, non si sa bene come, lui era in Scozia a far costruire questa cosa.
La costruzione sorge vicino alla porta di metallo creaa dall'ombra evocata da Liliana.
Elmut dice che aspetta un pezzo dal fabbro per poterla finire.
Così lo aiutiamo a completare e collegare il tutto.
Arold tenta di aprire la porta col solito metdo ma non riesce
Un fulmine colpisce la struttura e la porta viene letteralmete strappata dal telaio.
Al di là è tutto buio.
domenica 4 aprile 2010
Arold - Pensieri
Scritto da Eol88
Maledizione non riesco a prendere sonno...quello che è succeso ieri mi ha veramente scioccato, forse è per quello anzi...sicuramente.
Prendo la mia pipa e il mio tabacco e esco da questo buco di locanda.
Carico il bracere, esco dalla porta e comincio a camminare...
Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto, fino a pochi mesi fa non avrei mai fatto un'azione così avventata e sconsiderata.
Sto cambiando, è inutile che tento di nasconderlo agli altri e tanto meno a me stesso, ma come? Sicuramente non in meglio...Quando sono stato nel 2012 e mi sono sentito parlare ho avuto paura di me stesso, non potevo concepire di ragionare in quel modo...ma adesso non ne sono più così sicuro.
Quello che è successo non è altro che il primo passo.
Però si ok...a combinare questo casino sono stato io, ma il problema non sono SOLO io, anche gli altri come me non sono disposti a fare un passo indietro e a ragionare con calma, quanti di loro metterebbero da parte ciò che secondo loro è più importante di altro...non lo so...
So solamente che arrivati a questo punto devo darmi una calmata e tornare aessere utile al gruppo come lo ero prima altrimenti non si va da nessuna parte...ad agire da soli si diventa come Franklin e io non voglio diventare così, ma non vorrei neanche trovarmi un giorno a usare i miei amici per quelli che porebero diventare i miei scopi come fa Barker...no no NO!
Devo restare calmo e tentare di non pensare a me stesso...senza pretendere di sapere e conoscere tutto subito...è follia...
Pensandoci bene...non ho frettà di conoscere...ho davanti ancora un sacco di tempo...
Maledizione non riesco a prendere sonno...quello che è succeso ieri mi ha veramente scioccato, forse è per quello anzi...sicuramente.
Prendo la mia pipa e il mio tabacco e esco da questo buco di locanda.
Carico il bracere, esco dalla porta e comincio a camminare...
Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto, fino a pochi mesi fa non avrei mai fatto un'azione così avventata e sconsiderata.
Sto cambiando, è inutile che tento di nasconderlo agli altri e tanto meno a me stesso, ma come? Sicuramente non in meglio...Quando sono stato nel 2012 e mi sono sentito parlare ho avuto paura di me stesso, non potevo concepire di ragionare in quel modo...ma adesso non ne sono più così sicuro.
Quello che è successo non è altro che il primo passo.
Però si ok...a combinare questo casino sono stato io, ma il problema non sono SOLO io, anche gli altri come me non sono disposti a fare un passo indietro e a ragionare con calma, quanti di loro metterebbero da parte ciò che secondo loro è più importante di altro...non lo so...
So solamente che arrivati a questo punto devo darmi una calmata e tornare aessere utile al gruppo come lo ero prima altrimenti non si va da nessuna parte...ad agire da soli si diventa come Franklin e io non voglio diventare così, ma non vorrei neanche trovarmi un giorno a usare i miei amici per quelli che porebero diventare i miei scopi come fa Barker...no no NO!
Devo restare calmo e tentare di non pensare a me stesso...senza pretendere di sapere e conoscere tutto subito...è follia...
Pensandoci bene...non ho frettà di conoscere...ho davanti ancora un sacco di tempo...
martedì 30 marzo 2010
Le riflessioni di un uomo solo
Le vicissitudini mi hanno riportato nella mia Scozia. La mia terra tanto amata.
Gli ultimi eventi mi hanno portato ad allontanarmi dai mie compagni e questo mi permette di stare solo con me stesso e di riflettere e ripensare un pò a tutto.
Dopo molto tempo mi trovo a ripensare alla mia Vivian, alla mia fuga a Londra, poi a Parigi... e adesso, finalmente, di nuovo a casa. Il calore della mia famiglia e del mio popolo mi sono mancati molto più di quello che pensavo. Solo ora mi rendo conto di quello che ho lasciato.
Forse fino ad ora non ci pensavo perché con gli altri le cose andavano bene e non c'erano mai state particolari controversie.
Ora però alcuni di loro stanno cambiando. Sembra che qualcuno cerchi risposte alle sue domande seguendo quelle che sono le sue priorità. Sembra che qualcune stia iniziando a mentire agli altri, ad agire per conto suo o in gruppetti e non più all'unisono come un tempo.
Sembra che Jimbo, come me, sia quello che riesce a mantenere un certo distacco dal potere.
Proverò a parlare con lui per capire se le mie sensazioni sono proprio sbagliate o se, anche sta volta, il mio intuito mi sta mettendo in guardia da qualcosa di strano che stavolta viene dal nostro interno.
Barker, Robert, Arcer e questo nuovo capo, Liliana... sempre più persone si intrecciano coi nostri destini, persone che cercano di manipolarci per avere il sopravvento le une sulle altre. E riescono molto bene a manipolarci, troppo bene.
Più ci penso più vedo che molti di noi stanno perdendo il raziocigno. Arold che manda il treno e Toropolis e si fa toccare dall'ombra per sedare la sua sete di conoscenza, Paul che spezza un cubo di cui si ingoranvano i poteri con che conseguenze...???
John, Blaise e Antony... non la raccontano tutta. Antony fino a poco fa avrebbe ucciso per Elisabet e ora non fa nemmeno un tentativo per fermare Barcker che vuole far nascere il bimbo e quindi far morire lei.
E poi se non hanno trovato quello che cercavano perché stare via addirittura un giorno in più?
Poi c'è la malattia di Joseph...
Troppe cose troppo caos. Invece qui c'è la mia terra, la mia gente... qui c'è la mia pace.
Forse dovrei valutare l'idea di...
-Toc Toc-
Forse è toranto Jimbo.
Gli ultimi eventi mi hanno portato ad allontanarmi dai mie compagni e questo mi permette di stare solo con me stesso e di riflettere e ripensare un pò a tutto.
Dopo molto tempo mi trovo a ripensare alla mia Vivian, alla mia fuga a Londra, poi a Parigi... e adesso, finalmente, di nuovo a casa. Il calore della mia famiglia e del mio popolo mi sono mancati molto più di quello che pensavo. Solo ora mi rendo conto di quello che ho lasciato.
Forse fino ad ora non ci pensavo perché con gli altri le cose andavano bene e non c'erano mai state particolari controversie.
Ora però alcuni di loro stanno cambiando. Sembra che qualcuno cerchi risposte alle sue domande seguendo quelle che sono le sue priorità. Sembra che qualcune stia iniziando a mentire agli altri, ad agire per conto suo o in gruppetti e non più all'unisono come un tempo.
Sembra che Jimbo, come me, sia quello che riesce a mantenere un certo distacco dal potere.
Proverò a parlare con lui per capire se le mie sensazioni sono proprio sbagliate o se, anche sta volta, il mio intuito mi sta mettendo in guardia da qualcosa di strano che stavolta viene dal nostro interno.
Barker, Robert, Arcer e questo nuovo capo, Liliana... sempre più persone si intrecciano coi nostri destini, persone che cercano di manipolarci per avere il sopravvento le une sulle altre. E riescono molto bene a manipolarci, troppo bene.
Più ci penso più vedo che molti di noi stanno perdendo il raziocigno. Arold che manda il treno e Toropolis e si fa toccare dall'ombra per sedare la sua sete di conoscenza, Paul che spezza un cubo di cui si ingoranvano i poteri con che conseguenze...???
John, Blaise e Antony... non la raccontano tutta. Antony fino a poco fa avrebbe ucciso per Elisabet e ora non fa nemmeno un tentativo per fermare Barcker che vuole far nascere il bimbo e quindi far morire lei.
E poi se non hanno trovato quello che cercavano perché stare via addirittura un giorno in più?
Poi c'è la malattia di Joseph...
Troppe cose troppo caos. Invece qui c'è la mia terra, la mia gente... qui c'è la mia pace.
Forse dovrei valutare l'idea di...
-Toc Toc-
Forse è toranto Jimbo.
lunedì 29 marzo 2010
L'essere uniti e l'agire da soli
Gli altri sono al treno.
Tentano in ogni modo di farlo partire, ma non funziona nulla.
Stanchi di provare a vuoto decidono di incidere i siboli sul legno del pianali, così come li avevano visti nella visione di Barker.
Il treno scompare.
Per loro è solo uno spostamento d'aria, vengono sbalzati a terra e il treno è sparito!
E' come se si fosse spostato talmente veloce che li ha disarcionati.
Dove può essere andato?
William dice:
"Io stavo pensando alla Scozia, la mia terra. Nella visione di Barker il treno correva senza nessuno a bordo in una distesa di prato verde... e se fosse davvero la?"
"Andiamo in Scozia" dice Jimbo.
Prima di andare però, dato che devono attendere i 3 che se ne sono andati, decidono di usare ancora lo specchio.
Arrivano alla villa di Barker ma la trovano vuota.
Entrano e nella casa c'è solo lo specchio.
Arold lo vuole usare.
Decide di scoprire come tradurre i simboli.
Tocca lo specchio e quello che vede lo inquieta.
Nessuna visione, solo un campo bianco e un'ombra con gli occhi di fuoco che lo guarda.
"Così sei tu che usi lo specchio. Dopo tanto usarlo devi pagare il prezzo."
L'ombra con una visione gli indica che deve fare qualcosa a Robert per pagare il pegno.
Ucciderlo?
Parlarli di qualcosa?
Nel frattempo Paul torna a Louvre e spezza il cubo antico che li era conservato.
Dopo 3 giorni arrivano i 3 ma sono molto vaghi su ciò che hanno visto e cioè che gli è capitato.
La squadra parte per la Scozia.
Dopo varie vicissitudini trovano il treno, ma tentando di usarlo di nuovo uno di loro pensa a Thoropolis e il treno sparisce nella terra.
Questo fa infuriare William che abbandona il gruppo.
In alcune ore lo riescono a ritrovare, ma lui non vuole più parlare con loro.
Alla squadra la sue reazione sembra esagerata, ma assecondano la cosa per evitare che possa succedere qualcosa di peggio.
Mentre attendono che la rabbia passa a William la squadra incontra un uomo con i capelli rossi che dice di essere una persona che lavora per Liliana.
Dice di evitare di usare i simboli se non si sa come funzionano.
"I simboli sono una gabbia che può impirigionare l'enità che permette a Liliana e ad altri di avere la capacità di non invacchiare, se voi usate i simboli aprite la gabbia e potrebbe succedere che l'ombra fugga."
Chi è questa misteriosa ombra che sembra essere connessa con tutte le cose?
E' un bene o un male che si stia interessando a loro?
Mentre discutono Antony dice:
"Fino a poco tempo fa il gruppo era un entità compatta, una essenza di emozioni e volontà che agiva per una direzione comune, adesso stiamo correndo il rischio che le motivazioni personali rompano il nostro connubio. Mettiamo da parte le nostre intenzioni e le nostre ambizioni e ricordiamo che se siamo uniti e per agire come un gruppo non come singoli.
Altrimenti rischiamo davvero di perderci."
Mente parla mescola il mazzo di carte, poi si ferma.
Guarda gli altri ed estrae la Torre.
mercoledì 24 marzo 2010
L'incontro di Barker
Una settimana prima
Come tutte le mattine Richard si reca al Louvre.
Il fatto che Arold, un uomo che dice di essere suo amico, gli ha trovato quel lavoro lo rende utile.
Un uomo che lentamente recupera pezzi della memoria e che è relegato su una sedia a rotelle, senza quel lavoro, si sentirebbe davvero inutile.
Saluta il vecchio guardiano.
Entra nella sua sala da lavoro e inizia a riordianre i libri negli scaffali più bassi.
Ogni tanto si trova dei libri da mettere negli scaffali alti.
Ogni volta che accade li mette da parte, pensando che prima o poi ci arriverà.
Un bussare alla porta lo distoglie dal suo lavoro.
"Avanti" dice.
La porta si apre ed entra un uomo sui trent'anni.
"Salve Mr. Barker."
"Buongiorno, ci conosciamo?"
"Per ora no, ma la conosce l'uomo che mi manda qui. Dovrei parlarle e farle fare un giro ad Avignone."
"Avignone?"
"Si."
L'uomo sui trenta si avvicina.
"So che devo farle vedere questo."
Dalla tasca della giacca estrae una lettera e la porge a Richard.
"Posso chiamarla Richard?"
Barker prende la lettera e velocemente la legge.
"Si, credo di si..."
"Si al nome o ad Avignone?"
"A tutte e due."
Oggi
Richard entra nel louvre ed entra nella sua stanza di lavoro.
Da un occhio alla pila di libri.
Prende tutti quelli che ha messo da parte, e li sistema sui loro scaffali.
martedì 23 marzo 2010
Il ritorno di Barker
Decidiamo di tornare a Parigi con Dustin per cercare una cura al suo male.
Ma mentre cerchiamo di partire arrivano i militari e con loro hanno una donna.
Vogliono fare uno scambio.
La donna per Dustin.
All'inizio non capiamo poi tutto è chiaro: la donna è la moglie di John.
Sembra che ora la scelta è vincolata.
Facciamo lo scambio e torniamo a Parigi con la moglie di John.
Mentre siamo nella nostra casa a parlare sul da farsi si sente bussare alla porta.
Apriamo e rimaniamo a bocca aperta.
"Salve" dice l'uomo e noi rispondiamo in coro: "Barker"
Barker è davanti a noi, coscente di quello che è, ma sopratutto in piedi.
Insieme a lui c'è un certo Philippe Arcer che ora è un suoi collega, ha un nuovo capo e il suo compito è cercare di fare nascere il figlio di Anthony.
Non capiamo come faccia a essere lì e come faccia a essere tornato come nuovo.
Mentre ci domandiamo il come e il perchè lui chi chiede: "Posso riprendermi lo specchio?"
Discutiamo sul da farsi e decidiamo di fare un altro scambio.
Lo specchio per tre risposte.
Prendiamo lo specchio e andiamo da Barker.
Intanto cerchiamo le domande da fare a lui o allo specchio.
Una volta arrivati partiamo con le domande.
La prima è come funziona il treno.
Lui scrive qualcosa sulla mano e poi tocca lo specchio.
Passano alcuni secondi in cui Barker cade in trance e poi ci dice che il treno va grazie a dei simboli che bisogna segnare su di esso e non come funzionano normalmente i treni.
Ci scrive i simboli e sono li stessi che si sono sui nostri orologi.
I nostri occhi si illuminano e chiediamo subito cosa sono quei simboli
Barker fa la stessa cosa di prima, tocca lo specchio e cade in trance.
Dopo pochi secondi ci dice che la prima volta che furono tracciati era nel medioevo, da una donna con i capelli neri e ricci di nome Liliana.
Quando li ha tracciati era in un castello e pronunciava delle parole a lui incomprensibili.
Vicino a lei c'era un cavaliere con i capelli rossi.
Una volta che ebbe tracciato i simboli all'interno di essa camparve un ombra. E dopo aver chiesto a Liliana se era conscia del prezzo che chiedeva loro.
Alla risposta affermativa della donna l'ombra si avvicina al muro, lo tocca ed ecco comparire una porta di metallo
Una delle famose porte di metallo.
E subito il cavaliere invecchia ediventa polvere e si sentono dei gridi nel castello.
Dopo di ciò Barker ci dice che l'ombra si è girata nella sua direzione fissandolo e lui ha staccato la mano dallo specchio mentre vedeva la donna che passava attraverso la porta.
Una volta che ci ha raccontato questo ha perso i sensi per pochi attimi, stremato dalla fatica.
"Mi serve del tempo prima della terza domanda" dice lui appoggiandosi a dei servitori.
"Possiamo usare lo specchio nel mentre?" chiede Paul e lui un po' restio acconsente dicendo che andrà a riposarsi nell'altra sala.
Con noi rimane Philippe che ci guarda disisnteressato.
Io mi avvicino a lui e mentre mi appoggio alla parete Paul ha già scritto qualcosa sulla mano e sta già toccando lo specchio.
"Sai quello che stai facendo?" chiede Philippe e Paul sorridendo "No!" e tocca lo specchio
Passano trenta secondi e già non si regge in piedi. William lo prende e lo stacca di forza dallo specchio.
È stremato.
Paul non fa in tempo a dirci quello che ha visto e subito John ha la mano sullo specchio.
Arcer sembra sconsolato. "Qualcuno fermi questa follia" dice appoggiando la testa fra le mani.
Questa volta Jimbo afferra John pochi secondi dopo la sua caduta in trance, ma sembra che anche lui abbia visto qualcosa.
Mentre tutti cercano di far riprendere Paul e di trattenere John, il nostro compagno Joseph il bibliotecario ha la mano sullo specchio.
Mentre anche lui cade in trance e il suo corpo cede seduta stante alla fatica io chiedo ad Philippe: "Bello il giubbotto! È Pelle?" e lui: "Sì è molto bello ed è di pelle?", lo incalzo "Dove lo hai trovato?" e lui alzandosi "Non in questo tempo" ede sce dalla stanza.
Afferriamo Joseph che ormai stremato era crollato a terra, lo sepcchio è evidentemente troppo per la sua età.
Ci riprendiamo un po' tutti da quello che sta succendendo e Jimbo propone di andare a provare il treno. Subito William è con lui come quasi tutti gli altri.
Ma John, Anthony e io decidiamo di fermarci qui, vogliamo parlare con questo Philippe Arcer.
Ma mentre cerchiamo di partire arrivano i militari e con loro hanno una donna.
Vogliono fare uno scambio.
La donna per Dustin.
All'inizio non capiamo poi tutto è chiaro: la donna è la moglie di John.
Sembra che ora la scelta è vincolata.
Facciamo lo scambio e torniamo a Parigi con la moglie di John.
Mentre siamo nella nostra casa a parlare sul da farsi si sente bussare alla porta.
Apriamo e rimaniamo a bocca aperta.
"Salve" dice l'uomo e noi rispondiamo in coro: "Barker"
Barker è davanti a noi, coscente di quello che è, ma sopratutto in piedi.
Insieme a lui c'è un certo Philippe Arcer che ora è un suoi collega, ha un nuovo capo e il suo compito è cercare di fare nascere il figlio di Anthony.
Non capiamo come faccia a essere lì e come faccia a essere tornato come nuovo.
Mentre ci domandiamo il come e il perchè lui chi chiede: "Posso riprendermi lo specchio?"
Discutiamo sul da farsi e decidiamo di fare un altro scambio.
Lo specchio per tre risposte.
Prendiamo lo specchio e andiamo da Barker.
Intanto cerchiamo le domande da fare a lui o allo specchio.
Una volta arrivati partiamo con le domande.
La prima è come funziona il treno.
Lui scrive qualcosa sulla mano e poi tocca lo specchio.
Passano alcuni secondi in cui Barker cade in trance e poi ci dice che il treno va grazie a dei simboli che bisogna segnare su di esso e non come funzionano normalmente i treni.
Ci scrive i simboli e sono li stessi che si sono sui nostri orologi.
I nostri occhi si illuminano e chiediamo subito cosa sono quei simboli
Barker fa la stessa cosa di prima, tocca lo specchio e cade in trance.
Dopo pochi secondi ci dice che la prima volta che furono tracciati era nel medioevo, da una donna con i capelli neri e ricci di nome Liliana.
Quando li ha tracciati era in un castello e pronunciava delle parole a lui incomprensibili.
Vicino a lei c'era un cavaliere con i capelli rossi.
Una volta che ebbe tracciato i simboli all'interno di essa camparve un ombra. E dopo aver chiesto a Liliana se era conscia del prezzo che chiedeva loro.
Alla risposta affermativa della donna l'ombra si avvicina al muro, lo tocca ed ecco comparire una porta di metallo
Una delle famose porte di metallo.
E subito il cavaliere invecchia ediventa polvere e si sentono dei gridi nel castello.
Dopo di ciò Barker ci dice che l'ombra si è girata nella sua direzione fissandolo e lui ha staccato la mano dallo specchio mentre vedeva la donna che passava attraverso la porta.
Una volta che ci ha raccontato questo ha perso i sensi per pochi attimi, stremato dalla fatica.
"Mi serve del tempo prima della terza domanda" dice lui appoggiandosi a dei servitori.
"Possiamo usare lo specchio nel mentre?" chiede Paul e lui un po' restio acconsente dicendo che andrà a riposarsi nell'altra sala.
Con noi rimane Philippe che ci guarda disisnteressato.
Io mi avvicino a lui e mentre mi appoggio alla parete Paul ha già scritto qualcosa sulla mano e sta già toccando lo specchio.
"Sai quello che stai facendo?" chiede Philippe e Paul sorridendo "No!" e tocca lo specchio
Passano trenta secondi e già non si regge in piedi. William lo prende e lo stacca di forza dallo specchio.
È stremato.
Paul non fa in tempo a dirci quello che ha visto e subito John ha la mano sullo specchio.
Arcer sembra sconsolato. "Qualcuno fermi questa follia" dice appoggiando la testa fra le mani.
Questa volta Jimbo afferra John pochi secondi dopo la sua caduta in trance, ma sembra che anche lui abbia visto qualcosa.
Mentre tutti cercano di far riprendere Paul e di trattenere John, il nostro compagno Joseph il bibliotecario ha la mano sullo specchio.
Mentre anche lui cade in trance e il suo corpo cede seduta stante alla fatica io chiedo ad Philippe: "Bello il giubbotto! È Pelle?" e lui: "Sì è molto bello ed è di pelle?", lo incalzo "Dove lo hai trovato?" e lui alzandosi "Non in questo tempo" ede sce dalla stanza.
Afferriamo Joseph che ormai stremato era crollato a terra, lo sepcchio è evidentemente troppo per la sua età.
Ci riprendiamo un po' tutti da quello che sta succendendo e Jimbo propone di andare a provare il treno. Subito William è con lui come quasi tutti gli altri.
Ma John, Anthony e io decidiamo di fermarci qui, vogliamo parlare con questo Philippe Arcer.
giovedì 18 marzo 2010
Il ritorno
Dopo la parentesi nel futuro ci ritroviamo nella nostra sede con delle "belle" novità.
Jimbo ha scoperto come funziona lo specchio, sappiamo che quando Faust sviene ci proietta in tempi e realtà che ci aiutano a capire e scoprire i nostri poteri col rischio però di rimanere intrappolati in queste realtà...
Ora dobbiamo decidere che cosa fare. Valutiamo tra le varie possibilità e decidiamo di divederci gli incarichi.
Io e Jimbo ci dedichiamo al recupero dei pezzi del treno, gli altri continuano ad indagare sulla morte dei due operai nelle catacombe.
Dopo circa 1 mese si sa che nelle catacombe c'è un mistero che aleggia, come un'ombra che non si sa cos'è e della quale nessuno vuol parlare.
Mentre i pezzi del treno sono stati quasi tutti recuperati. Già quasi. Mancano 4 ruote che sono state usate sul treno della prima metropolitana a Londra.
Così, senza esitazione, torniamo nella nostra Londra.
Scopriamo che sono cambiate molte cose. Nuove costruzioni hanno rimpiazzato quelle rase al suolo dai militari. Facciamo un giro per quelle che un tempo erano le nostre strade e ci assale un pizzico di malinconia.
Ma non abbiamo tenpo da perdere, siamo qui per uno scopo.
Andiamo a vedere questo strano treno che chiamano metroplitana e saliamo. Facciamo tutto i lpercorso parlando e facendo domande al loquace macchinista.
Così vediamo la galleria dove lo parcheggiano la notte. E' un posto appartato e incustodito; è presto deciso che, la notte stessa, avremmo preso le ruote.
Nel frattempo qualcuno di noi va a fare un giro per il porto per vedere de c'è ancora la cassa.
Con grande stupore scoprono che qualcuno l'ha rubata.
E non è la sola cosa che scoprono. Mentre si aggirano per i vicoli bui si sentono seguiti e scoprono ceh sulle loro tracce c'è un mostro umanoide.
Un paio di loro hanno un duro scontro con essa.
L'ultimo a lottare con questa creatura è John. La cosa sorprendente è che questo essere lo conosce, lo chiama per nome e chiede il suo aiuto.
Così, mentre alcuni portano le ruote in una locanda fuori città per poi portarle a Parigi il mattino seguente, altri si ridirigono al porto per cercare e aiutare questa creatura.
Oltre a lei ci sono anche dei militari che cercano di ucciderla ma, con l'aiuto di John, i militari vengono messi in fuga.
Così ci ritroviamo alla locanda con 4 ruote di treno e un essere mostruoso.
John ci racconta che è un suo ex commilitone, un certo Dustin, che si è trasormato così dopo la missione di recupero in Idia.
Il nostro breve ritorno a Londra è finito ma, di certo, non ce ne andiamo a mani vuote.
Jimbo ha scoperto come funziona lo specchio, sappiamo che quando Faust sviene ci proietta in tempi e realtà che ci aiutano a capire e scoprire i nostri poteri col rischio però di rimanere intrappolati in queste realtà...
Ora dobbiamo decidere che cosa fare. Valutiamo tra le varie possibilità e decidiamo di divederci gli incarichi.
Io e Jimbo ci dedichiamo al recupero dei pezzi del treno, gli altri continuano ad indagare sulla morte dei due operai nelle catacombe.
Dopo circa 1 mese si sa che nelle catacombe c'è un mistero che aleggia, come un'ombra che non si sa cos'è e della quale nessuno vuol parlare.
Mentre i pezzi del treno sono stati quasi tutti recuperati. Già quasi. Mancano 4 ruote che sono state usate sul treno della prima metropolitana a Londra.
Così, senza esitazione, torniamo nella nostra Londra.
Scopriamo che sono cambiate molte cose. Nuove costruzioni hanno rimpiazzato quelle rase al suolo dai militari. Facciamo un giro per quelle che un tempo erano le nostre strade e ci assale un pizzico di malinconia.
Ma non abbiamo tenpo da perdere, siamo qui per uno scopo.
Andiamo a vedere questo strano treno che chiamano metroplitana e saliamo. Facciamo tutto i lpercorso parlando e facendo domande al loquace macchinista.
Così vediamo la galleria dove lo parcheggiano la notte. E' un posto appartato e incustodito; è presto deciso che, la notte stessa, avremmo preso le ruote.
Nel frattempo qualcuno di noi va a fare un giro per il porto per vedere de c'è ancora la cassa.
Con grande stupore scoprono che qualcuno l'ha rubata.
E non è la sola cosa che scoprono. Mentre si aggirano per i vicoli bui si sentono seguiti e scoprono ceh sulle loro tracce c'è un mostro umanoide.
Un paio di loro hanno un duro scontro con essa.
L'ultimo a lottare con questa creatura è John. La cosa sorprendente è che questo essere lo conosce, lo chiama per nome e chiede il suo aiuto.
Così, mentre alcuni portano le ruote in una locanda fuori città per poi portarle a Parigi il mattino seguente, altri si ridirigono al porto per cercare e aiutare questa creatura.
Oltre a lei ci sono anche dei militari che cercano di ucciderla ma, con l'aiuto di John, i militari vengono messi in fuga.
Così ci ritroviamo alla locanda con 4 ruote di treno e un essere mostruoso.
John ci racconta che è un suo ex commilitone, un certo Dustin, che si è trasormato così dopo la missione di recupero in Idia.
Il nostro breve ritorno a Londra è finito ma, di certo, non ce ne andiamo a mani vuote.
martedì 16 marzo 2010
Il volto nello specchio
L'orologio di Barker ferma il tempo...
Questo pensa Jimbo mentre osserva il grigio spazio immoto della città che il meccanismo dell'orologio ha cristallizzato in un tramonto interminabile.
Gli uccelli sopra la Senna sono bloccati in evoluzioni che sembrano essere scolpite da un abile mano.
Jimbo fa due passi.
Gli oggetti sono inamovibili, il tempo bloccato ne impedisce il movimento, anche se lui cerca di spostarli a forza.
Lo specchio sembra reagire al blocco del tempo e se Jimbo lo sfiora, come un metallico fiore, si apre e mostra il suo segreto: la possibilità di scrutare il mondo!
Basta pensare a qualcosa e lo specchio lo mosta.
Jimbo muove le lancette e lo specchio, docile, mostra ciò che è avvenuto prima e forse, se Jimbo lo volesse mostrerebbe anche quello che avverà dopo.
Ma l'uomo con la bombetta, tempo addietro, aveva detto di non giocare con il tempo, e Jimbo non vuole rischiare.
Mentre parla con gli altri di quello che ha scoperto il suo sguardo viene catturato dal vetro di una finestra, al suo interno sembra essere riflesso un volto.
E' solo un istante, ma Jimbo ne è certo, qualcuno li spiava!
Torno a scrutare il tempo con lo specchio, manda le lancette indietro fino al momento in cui ha intuito il volto nella finestra e lo vede.
Un volto d'ombra con profondi occhi rossi.
Gli occhi di un cacciatore.
Un brivido scende lungo la schiena di Jimbo.
Forse giocare col tempo ha richiamato l'attenzione di esseri che loro non possono combattere.
Jimbo osserva il volto e con sua immenso terrore, mentre tutto il tempo è fermo, l'essere si volta verso di lui!
Jimbo si stacca dallo specchio e fa riprendere il moto del tempo.
Mio dio, quella cosa non è vincolata la tempo!
Jimbo mette via l'orologio e si promette di essere molto, molto cauto.
Questo pensa Jimbo mentre osserva il grigio spazio immoto della città che il meccanismo dell'orologio ha cristallizzato in un tramonto interminabile.
Gli uccelli sopra la Senna sono bloccati in evoluzioni che sembrano essere scolpite da un abile mano.
Jimbo fa due passi.
Gli oggetti sono inamovibili, il tempo bloccato ne impedisce il movimento, anche se lui cerca di spostarli a forza.
Lo specchio sembra reagire al blocco del tempo e se Jimbo lo sfiora, come un metallico fiore, si apre e mostra il suo segreto: la possibilità di scrutare il mondo!
Basta pensare a qualcosa e lo specchio lo mosta.
Jimbo muove le lancette e lo specchio, docile, mostra ciò che è avvenuto prima e forse, se Jimbo lo volesse mostrerebbe anche quello che avverà dopo.
Ma l'uomo con la bombetta, tempo addietro, aveva detto di non giocare con il tempo, e Jimbo non vuole rischiare.
Mentre parla con gli altri di quello che ha scoperto il suo sguardo viene catturato dal vetro di una finestra, al suo interno sembra essere riflesso un volto.
E' solo un istante, ma Jimbo ne è certo, qualcuno li spiava!
Torno a scrutare il tempo con lo specchio, manda le lancette indietro fino al momento in cui ha intuito il volto nella finestra e lo vede.
Un volto d'ombra con profondi occhi rossi.
Gli occhi di un cacciatore.
Un brivido scende lungo la schiena di Jimbo.
Forse giocare col tempo ha richiamato l'attenzione di esseri che loro non possono combattere.
Jimbo osserva il volto e con sua immenso terrore, mentre tutto il tempo è fermo, l'essere si volta verso di lui!
Jimbo si stacca dallo specchio e fa riprendere il moto del tempo.
Mio dio, quella cosa non è vincolata la tempo!
Jimbo mette via l'orologio e si promette di essere molto, molto cauto.
mercoledì 10 marzo 2010
Il meccanismo del tempo
Continuo a controllare sui monitor quello che sta accandendo, ma una volta che i miei compagni sono entrati nella stanza non riceviamo più loro notizie e non osserviamo alcuna attività sospetta. Dopo un po' di tempo che sono fermo a non fare nulla decido di andare a vedere, prendo una pistola e mi alzo dirigendomi verso il corridoio. Così fa anche la nostra compagna, ma una volta sulla porta tutti gli schermi diventano neri e sull'unico rimasto acceso vi sono solo dei numeri: 4.00 - 3.59 - 3.58 - 3.57 - ...
Nella mia testa si palesa un pensiero che si tramuta in orrore, guardo l'orologio o mi precipito all'interno della stanza. Entro e davanti a me si apre un cunicolo scavato nella roccia e, senza chiedere ne come ne il perchè, mi fiondo all'interno di questo e finisco in una grotta. William giace morto e i miei compagni sono tutti presi da una discussione. Arrivo e li avviso che nella stanza comandi è comparso un countdown. Loro mi guardano rattristiti e mi spiegano come stanno le cose.
Nella stanza a fianco c'è un sorta di buco nero e sempre nella stessa stanza c'è un tipo che sprigiona un forte magnetismo, qualche volta anche repulsivo.
Decidiamo di parlare con questo tizio. Lui sembra quasi lobotomizzato e l'unica informazione che riusciamo ad avere è quella che il professore ha istallato delle cariche esplosive per tutta la struttura. Così il mio compagno Anthony si lega alla sua pistola e si getta nel buco nero, subito lo segue Joseph. Uno dopo l'atro sia Faust che John li seguono e così decido anche io di fare il salto.
Da allora solo il buio.
Il buoi si dirada e ci ritroviamo ancora nel labirinto. Faust sta ancora precipitando e noi siamo accerchiati da questi guardiani. Uno di essi ci chiede il motivo della nostra visita e noi diciamo di essere in cerca di Toropolis. Lui ci guarda e ci dice che non possiamo raggiungerla.
Facciamo delle domande a questo guardiano ma non ne caviamo un ragno da un buco, così lui ci dà due alternative, o rimanere qui per sempre o andarcene. Senza pensarci troppo prendiamo le nostre cose e torniamo a casa.
La troviamo Faust che dorme beato e una volta sveglio ci spiega che tutte le volte che lui sviene o si addormenta involontariamente ci fa ricordare momenti dimenticati delle nostre vite. Un po' quello che ci aveva detto Robert circa il linguaggio di Gea, ma da lì a capirci qualcosa il passo è lungo.
Mentre riflettiamo Jimbo nota che l'orologio di Barker diversamente dai nostri ha la possibilità di regolare l'ora.
Noi gli diciamo di provare e lui prova, insistiamo e lui ci risponde che lo ha già fatto.
Il tempo si è fermato quando lui ha staccato l'orologio ed è ripartito quando lo ha riattaccato, ma noi non ce ne siamo minimamente accorti.
Jimbo si alza e fa alcune prove e dopo una di essa torna con la barba. Noi un po' allarmati gli chiediamo che cosa è successo e lui ci risponde: "Ho capito come funziona lo specchio"
Nella mia testa si palesa un pensiero che si tramuta in orrore, guardo l'orologio o mi precipito all'interno della stanza. Entro e davanti a me si apre un cunicolo scavato nella roccia e, senza chiedere ne come ne il perchè, mi fiondo all'interno di questo e finisco in una grotta. William giace morto e i miei compagni sono tutti presi da una discussione. Arrivo e li avviso che nella stanza comandi è comparso un countdown. Loro mi guardano rattristiti e mi spiegano come stanno le cose.
Nella stanza a fianco c'è un sorta di buco nero e sempre nella stessa stanza c'è un tipo che sprigiona un forte magnetismo, qualche volta anche repulsivo.
Decidiamo di parlare con questo tizio. Lui sembra quasi lobotomizzato e l'unica informazione che riusciamo ad avere è quella che il professore ha istallato delle cariche esplosive per tutta la struttura. Così il mio compagno Anthony si lega alla sua pistola e si getta nel buco nero, subito lo segue Joseph. Uno dopo l'atro sia Faust che John li seguono e così decido anche io di fare il salto.
Da allora solo il buio.
Il buoi si dirada e ci ritroviamo ancora nel labirinto. Faust sta ancora precipitando e noi siamo accerchiati da questi guardiani. Uno di essi ci chiede il motivo della nostra visita e noi diciamo di essere in cerca di Toropolis. Lui ci guarda e ci dice che non possiamo raggiungerla.
Facciamo delle domande a questo guardiano ma non ne caviamo un ragno da un buco, così lui ci dà due alternative, o rimanere qui per sempre o andarcene. Senza pensarci troppo prendiamo le nostre cose e torniamo a casa.
La troviamo Faust che dorme beato e una volta sveglio ci spiega che tutte le volte che lui sviene o si addormenta involontariamente ci fa ricordare momenti dimenticati delle nostre vite. Un po' quello che ci aveva detto Robert circa il linguaggio di Gea, ma da lì a capirci qualcosa il passo è lungo.
Mentre riflettiamo Jimbo nota che l'orologio di Barker diversamente dai nostri ha la possibilità di regolare l'ora.
Noi gli diciamo di provare e lui prova, insistiamo e lui ci risponde che lo ha già fatto.
Il tempo si è fermato quando lui ha staccato l'orologio ed è ripartito quando lo ha riattaccato, ma noi non ce ne siamo minimamente accorti.
Jimbo si alza e fa alcune prove e dopo una di essa torna con la barba. Noi un po' allarmati gli chiediamo che cosa è successo e lui ci risponde: "Ho capito come funziona lo specchio"
martedì 2 marzo 2010
La base nei ghiacci
Polo Sud - Novembre 2009
Jimbo si risveglia con l'acqua calda che gli brucia le mani.
"Sembra che funzioni tutto.."
La ragazza alle sue spalle è vestita con abiti da esplorazione antartica.
Il labirinto è solo un vago ricordo, come un sogno.
Adesso Jimbo è nel 2009 e sta cercando risposte alla morte di alcuni esploratori.
Per tutto il gruppo il 1863 nn è altro che un vago sentore che rimane in fondo al cervello.
Come un fugace ricordo di un'altra vita.
La spedizione ha lo scopo di capire chi, o cosa, ha ucciso 11 scienziati che si trovavano nella base antartica.
Hanno solo pochi indizi:
Primo: il capo spedizione, il dott. Lewis, sembra essere impazzito ed ha sfogato la cosa in una sorta di grafomania che lo ha portato ha scrivere cifre e date sui muri del suo laboratorio.
Secondo: la spedizione era li per studiare un fenomeno magnetico che si origina sotto la superficie terrestre, a circa 100m di profontità.
Terzo: le registazioni audio identificano la presenza di un' "ombra" che i ricercatori sembrano avere visto aggirarsi nei corridoi
Quarto: I computer sono stati tutti formattati e tutti i dati della ricerca sono stati persi.
Esplorano la base e scoprano che è completamente vuota.
Attivano in sequenza le telecamere scoprono che a volte ci sono dei cali elettrici in alcune zone della base.
Durante questi cali elettrici nell0ochio delle telecamere appare un'ombra indistinta.
Qualcuno pensa a fenomeni magnetici, altri ad un virus informatico..
Tre di loro armati di coraggio si nascondono nei corridoi.
Appena i compagni li avvisano di un calo elettrico corrono nella zona per vedere se l'ombra esiste realmente.
La vedano!
John lancia una torcia di segnalazione nella sua direzione e la luce illumina il corpo fisico di un uomo.
E' il professor Lewis!
Appena lo vedono il professore scompare come nel nulla e torna la luce.
Controllano le registrazioni delle telecamere:
l'immagine non viene registrata correttamente, come se l'ottica non riuscisse a catturarla, ma la cosa più sconvolgente è che nel momento della scomparsa gli orologi delle telecamere sembrano avere fatto un salto di 19 secondi!
venerdì 19 febbraio 2010
Si ricomincia
Ancora una volta ci troviamo a misurarci con qualcosa di inaspettato e di sconvolgente. Che, sin dall'inizio, sta mettendo a dura prova le nostre capacità e la nostra resistenza.
Scendere nel cuore della Terra è qualcosa di molto difficile sia fisicamente che mentalmente. Passare tutto qul tempo nell'oscurità rpofonda, con l'aria quasi irrespirabile e nel quasi totale silenzio ha messo a dura prova le nostre menti. Se fossi sceso solo credo sarei impazzito.
Quello che abbiamo scoperto è a dir poco inquietante.
Un intreccio di scale che sembrano "muoversi" slegate dalle normali leggi fisiche e architettoniche. A cosa porterà questo labirinto? Da chi o da cosa vuole tenere lontani i più deboli o i meno coraggiosi?
Mentre ci stiamo facendo queste domande nell'incredulità dello spettacolo che si dipana davanti ai nostri occhi, John ci fa spostare la nostra attenzione su una persona che si profila all'orizzonte. Su una delle innumerevoli scale c'è in piedi un uomo. Dall'abbiglaimento sembrerebbe un monaco. Vesito con un saio, cinto da una corda e dei sandali ai piedi.
Il tempo di dare un'ultima ochhiata e poi capiamo che le nostre forze psicofisiche ci stanno abbandonando. Non possiamo fare altro che risalire.
Dopo una faticosissima e lunghissima risalita finalmente rivediamo la luce e ricominciamo a respirare aria buona. Ci abbandoniamo a un sonno pieno di incubi.
Poi ci rechiamo nell'agenzia e risporfondiamo nel sonno.
Al nostro risveglio un biglietto sotto la porta ci intima di stare lontani.
Ora, come sempre, dobbiamo decidere cosa fare.
Scendere nel cuore della Terra è qualcosa di molto difficile sia fisicamente che mentalmente. Passare tutto qul tempo nell'oscurità rpofonda, con l'aria quasi irrespirabile e nel quasi totale silenzio ha messo a dura prova le nostre menti. Se fossi sceso solo credo sarei impazzito.
Quello che abbiamo scoperto è a dir poco inquietante.
Un intreccio di scale che sembrano "muoversi" slegate dalle normali leggi fisiche e architettoniche. A cosa porterà questo labirinto? Da chi o da cosa vuole tenere lontani i più deboli o i meno coraggiosi?
Mentre ci stiamo facendo queste domande nell'incredulità dello spettacolo che si dipana davanti ai nostri occhi, John ci fa spostare la nostra attenzione su una persona che si profila all'orizzonte. Su una delle innumerevoli scale c'è in piedi un uomo. Dall'abbiglaimento sembrerebbe un monaco. Vesito con un saio, cinto da una corda e dei sandali ai piedi.
Il tempo di dare un'ultima ochhiata e poi capiamo che le nostre forze psicofisiche ci stanno abbandonando. Non possiamo fare altro che risalire.
Dopo una faticosissima e lunghissima risalita finalmente rivediamo la luce e ricominciamo a respirare aria buona. Ci abbandoniamo a un sonno pieno di incubi.
Poi ci rechiamo nell'agenzia e risporfondiamo nel sonno.
Al nostro risveglio un biglietto sotto la porta ci intima di stare lontani.
Ora, come sempre, dobbiamo decidere cosa fare.
martedì 16 febbraio 2010
Il Labirinto
Due settimane di tempo per sistemare la nuova casa fornita dal museo.
Due piani tutti loro per installare una nuova agenzia investigativa.
L’unico lavoro che sanno fare.
Ficcare il naso è il loro unico modo per tirare avanti.
Ficcando il naso Paul scopre una cosa interessante.
Durante uno scavo sono stati scoperti una serie di cunicoli sotto Mont-Parnasse.
Due operai sono morti in circostanze misteriose.
Visitano lo scavo.
Scoprono, nei cunicoli, un passaggio che scende in profondità.
Scendono.
Una scalinata antica li porta in un antro profondo sotto la città di Parigi.
L’oscurità è opprimente.
Qualcuno prima di loro è sceso ad esplorare i cunicoli.
Un esploratore di nome Jerarde La Valle ha passato un mese nel 1979 in quell’antro cercando una cosa che lui chiama “IL LABIRINTO”.
Dalle incisioni che La Valle ha inciso sul muro capiscono che il labirinto è abitato.
Ma da chi?
Trovano il labirinto e la loro mente ha un collasso.
Nel labirinto sembra che le dimensioni verticale e orizzontale si fondano e perdano senso.
E’ troppo.
Lasciano il labirinto incapaci di esplorarlo.
Troppe domande sul quel luogo li affliggono.
Due piani tutti loro per installare una nuova agenzia investigativa.
L’unico lavoro che sanno fare.
Ficcare il naso è il loro unico modo per tirare avanti.
Ficcando il naso Paul scopre una cosa interessante.
Durante uno scavo sono stati scoperti una serie di cunicoli sotto Mont-Parnasse.
Due operai sono morti in circostanze misteriose.
Visitano lo scavo.
Scoprono, nei cunicoli, un passaggio che scende in profondità.
Scendono.
Una scalinata antica li porta in un antro profondo sotto la città di Parigi.
L’oscurità è opprimente.
Qualcuno prima di loro è sceso ad esplorare i cunicoli.

Un esploratore di nome Jerarde La Valle ha passato un mese nel 1979 in quell’antro cercando una cosa che lui chiama “IL LABIRINTO”.
Dalle incisioni che La Valle ha inciso sul muro capiscono che il labirinto è abitato.
Ma da chi?
Trovano il labirinto e la loro mente ha un collasso.
Nel labirinto sembra che le dimensioni verticale e orizzontale si fondano e perdano senso.
E’ troppo.
Lasciano il labirinto incapaci di esplorarlo.
Troppe domande sul quel luogo li affliggono.
mercoledì 10 febbraio 2010
Casa, Dolce Casa
Non è pazzo, ma quando è nervoso perchè non riesce a venir a capo di qualche problema, parla da solo. Un brutto vizio che si trascina da più di trent'anni. E passa..
"Pffffhhhhhhhhhhhh!" "Sgrat, sgrat"
Il bibliotecario concentrato e assorto nei suoi pensieri soffiava la polvere e puliva nervosamente le copertine di alcuni testi antichi. Intanto la sua mente vagava agli avvenimenti
"Vabbè, a quanto pare, d'ora in poi dovrò abituarmi a stranezze di tutti i tipi; e forse stranezze ancor peggiori di quel felino maledetto che mi voleva far diventare un involtino."
Una mano gli andò inconsciamente al petto, dove il lungo taglio trasversale si stava lentamente cicatrizzando. In effetti la sua è stata proprio una brutta avventura.
"le cose ora sembrano comunque andare per il meglio, o no, mio caro e vecchio Roger?"
Il gatto sollevò il capo, lo guardò con aria assonnata, agitò la coda e riprese a dormire.
"E comunque è stata geniale l'idea di chiedere l'uso del palazzo antistan

Sospirò passando al volume successivo.
"Ehi! Questo libro è proprio conciato male.. altro che pulizia, bisognerebbe trascriverlo.. Ma temo che nel prossimo futuro non avrò troppo tempo da dedicare ai miei amati libri."
"MEEEOOOWHHHHHHHHHHHH!"
Il gatto strillò e scappò sotto uno scaffale quando un piccolo scopino dal manico ricoperto da sottili lacci di cuoio lo colpì in pieno sulla testa:
"Roger! Maledetto pelandrone! vattene a cacciare i topi che mi rosicchiano i libri al posto di poltrire tutto il giorno!"
Mentre il gatto lo stava osservando in cagnesco con le orecchie tese, il vecchio studioso iniziò a sistemare i libri su uno scaffale vuoto e polveroso lì vicino.
"Bisogna trovare una soluzione: dobbiamo inventarci il modo di ottenere informazioni a livello planetario e quasi in tempo reale.. e direi che senza i mezzi strambi che hanno i miei nuovi compagni, sia proprio impossibile.. Ed il bello Roger è che manco loro sanno in che modo farlo!"
Il felino in tutta risposta soffiò nella sua direzione e, come se volesse volutamente ignorarlo, dedicò tutti i suoi sensi acuti e la sua attenzione ad un movimento sotto le assi del pavimento.
"Si potrebbe.. si potrebbe fare.. No! che non si potrebbe, maledizione!"
E rimase assorto nei suoi cupi pensieri e nel suo lavoro finchè la candela non si spense in uno sfrigolio..
martedì 2 febbraio 2010
Un nuovo capo?
Dopo aver ulteriormente indagato capiamo che non possiamo uccidere il guardiano e che, forse, il solo modo per far tornare il villaggio alla sua vita tranquilla è quello di far allontanare le due persone a cui il guardiano da la caccia. Il maniscalco e il bibliotecario.
Loro sono le sole persone che hanno toccato la stele senza averne il permesso e quindi sono una minaccia da eliminare
Così parliamo col maniscalco e col borgomastro e, anche loro, convengono con noi su questa soluzione.
Nel giro di qualche ora il maniscaclo è diretto a nord sul suo carro con la sua famiglie.
Noi invece ci rechiamo alla stazione del villaggio vicino e, dopo una breve consulto decidiamo tornare in Austria da Robert l'orologiaio.
Dopo qualche ora di treno in cui cerciamo di recuperare le energie, arriviamo a Vienna. Il locandiere vuole essere certo della perdita della sua locanda e così è.
Quindi ci rechiamo da Robert con il solito nugolo di domande che ci attanaglia la mente.
Quando arriviamo alla casa siamo subito colpiti dalla torre dell'orlologio che svetta al centro.
Ci faciamo annunciare e veniamo indirizzati proprio verso la torre.
Quando iniziamo a salire le scale quasi tutti noi dell'agenzia, iniziamo ad avere strani malori.
Ci rechiamo in uno studio con Robert e, quando gli chiediamo dei malori,
dice di non conoscerne la causa ma è palese ceh stia mentendo.
Gli raccontiamo l'accaduto e lui si presenta con un antichissimo tomo scritto nell'antica lingua egizia. La stessa che parlava il guardiano.
Ci spiega chi e cosa sono i guardiani, di questa lingua antica delle porte che conducono a Gea e, da quel che sembra, sa molto più di quello che ci dice.
Come al solito e come accadeve con Barker, l'uomo con la bombetta... la maggior parte delle noste domande cade nel vuoto.
Forse ci sono cose che non siamo pronti a conoscere, o forse la nostra sete di conoscenza è il loro modo di tenerci al loro servizio.
Con Barke fuori gioco sarà Robert il nostro nuovo vapo?
Loro sono le sole persone che hanno toccato la stele senza averne il permesso e quindi sono una minaccia da eliminare
Così parliamo col maniscalco e col borgomastro e, anche loro, convengono con noi su questa soluzione.
Nel giro di qualche ora il maniscaclo è diretto a nord sul suo carro con la sua famiglie.
Noi invece ci rechiamo alla stazione del villaggio vicino e, dopo una breve consulto decidiamo tornare in Austria da Robert l'orologiaio.
Dopo qualche ora di treno in cui cerciamo di recuperare le energie, arriviamo a Vienna. Il locandiere vuole essere certo della perdita della sua locanda e così è.
Quindi ci rechiamo da Robert con il solito nugolo di domande che ci attanaglia la mente.
Quando arriviamo alla casa siamo subito colpiti dalla torre dell'orlologio che svetta al centro.
Ci faciamo annunciare e veniamo indirizzati proprio verso la torre.
Quando iniziamo a salire le scale quasi tutti noi dell'agenzia, iniziamo ad avere strani malori.
Ci rechiamo in uno studio con Robert e, quando gli chiediamo dei malori,
Gli raccontiamo l'accaduto e lui si presenta con un antichissimo tomo scritto nell'antica lingua egizia. La stessa che parlava il guardiano.
Ci spiega chi e cosa sono i guardiani, di questa lingua antica delle porte che conducono a Gea e, da quel che sembra, sa molto più di quello che ci dice.
Come al solito e come accadeve con Barker, l'uomo con la bombetta... la maggior parte delle noste domande cade nel vuoto.
Forse ci sono cose che non siamo pronti a conoscere, o forse la nostra sete di conoscenza è il loro modo di tenerci al loro servizio.
Con Barke fuori gioco sarà Robert il nostro nuovo vapo?
venerdì 29 gennaio 2010
Il Guardiano
La mente dell'essere non è costruita per pensare in maniera filosofica o morale.
La mente dell'essere è fatta per pensare a difendere.
Quando l'uomo tocca la stele la mente del guardiano si attiva e lui, dopo anni torna ad aprire gli occhi.
Il richiamo della pietra è un grido che gli spezza la mente.
Sente la pietra che vuole essere usata e lo urla senza ritegno.
Lo urala a orecchie umane che non possono sentire il suo grido.
Non è così per le orecchie dell'essere.
Un rapido movimento e il muschio che copriva il suo corpo si sbriciola.
Erano anni che era immobile, in attesa che servisse di nuovo.
Pochi balzi ed è nei pressi della roccia.
Ci sono due uomini che parlano.
Uno dei due tocca di nuovo la roccia e questa urla di nuovo.
Il grido ferisce l'essere per metà uomo e per metà gatto.
Nei suoi occhi le figure dei due sono avvolte da un alone rosso.
Rosso è male, rosso è non la puoi toccare.
L'essere si muove senza alcun rumore e arriva a pochi passi dai due.
La foresta difende la sua figura e le ombre della sera lo celano agli sguardi distratti dei due.
Un nuovo urlo.
Un balzo ed è tra i due.
Rimane immobile.
I due uralano e scappano.
L'essere prova un fendente ma va a vuoto.
Uno dei due spara.
Deve aver pensato:
Ce la posso fare, sono quasi al villaggio.
Già deve avere pensato così.
Adesso che è riverso nel canalone, sventrato da due colpi di artiglia sa che quello che ha pensato era sbagliato.
L'essere lo annusa e lo osserva.
Nessun alone.
Nessun alone è minaccia cessata.
L'altro uomo arriva a casa, chiude la porta di colpo e la spranga.
Non dovevamo andare li!
Le ossa, eccoco cosa erano, un avviso.
Mio dio che mi succederà adesso.
Dio mio, fa che non mi torvi!
mercoledì 27 gennaio 2010
Prede o cacciatori?
Si va a Caccia
La creatura che ci siamo messi a cercare è qualcosa di strano.
Fino a qui non c'erano dubbi, ma di cosa si tratti realmente non lo sappiamo ancora.
Ci sembra strano che si tratti di un lupo, le artigliate ci indicano un'altra fiera.
Magari un orso, o una qualche strana bestia uscita da qualche parco zoologico.
L'unica cosa che sappiamo che è molto grande.
Decidiamo di tornare al villaggio per passare la notte.
Ci barrichiamo nella locanda insieme a tutta la poca popolazione del villaggio. E mentre cerchiamo di riposarci il più possibile in questo nostro fortino improvvisato riceviamo una sorprendete visita.
John dice che c'è qualcosa vicino al villaggio.
Guardando bene vediamo una figura umanoide sul limitare del bosco.
Il militare, più svelto di tutti noi a prendere decisioni, con un pezzo di carne si arrampica sul tetto.
Dopo aver gettato la bistecca nei pressi dell'essere e dopo che questo non si interessa a essa fa esplodere un colpo dal suo fucile.
Colpito in pieno l'animale due di noi, Jimbo e Antony, scendono e cercano di avvicinarsi all'essere. Sembra un incrocio tra un animale e un uomo.
L'essere proferisce parola in una lingua a noi incomprensibile e poi sparisce nella foresta.
Alla mattina parte la battuta di caccia.
Con i cani e alcuni del villaggio ci inoltriamo nel bosco.
Dirigendoci verso le montagne troviamo un a sorta di recinto composto da corde a cui sono appese ossa umane.
I villani e i cani non vogliono proseguire oltre, dunque decidiamo di proseguire da soli.
Camminando avanti a noi troviamo dei menhir. Su uno di essi riusciamo a riconoscere i simboli e il disegno di una porta come quella da noi trovata nel deserto dai due soli.
Mentre Arold e il nostro fido archivista analizzano questa pietra io, Jimbo e William torniamo al villaggio a fare provviste per la notte, ma durante la nostra assenza succede il finimondo.
Dai racconti di Faust riusciamo a ricostruire i seguenti avvenimenti.
È cosparsa la creatura. Un incrocio tra un gatto e un uomo. Un essere veramente strano.
Questo si avvicina all'archivista, senza calcolare minimamente gli altri nostri compagni.
Tutti stanno fermi. Vogliono cercare un rapporto pacifico con la creatura.
Tutti tranne l'essere che colpisce con una zampata il nostro compagno. E qui John più veloce che mai risponde al colpo con la sua pistola.
Inizia il combattimento in cui John con l'aiuto della corda di Antony riescono ad avere la meglio. Ma la creatura sembra non subire troppo i colpi.
Sembra rigenerare le sue ferite. Così Arold, Faust e l'archivista fuggono verso il villaggio.
Stanotte credo che ci sarà lo scontro.
Le uniche notizie che riusciamo ad avere sono le seguenti.
La creatura parla in una lingua che sembra essere molto antica.
Sembra che protegga la porta.
Attacca solamente l'archivista.
I dubbi si aprono strada nella nostra mente, ma, mentre ognuno di noi fa le proprie congetture, carichiamo i fucili in attesa di una notte di fuoco.
martedì 19 gennaio 2010
Cadere in una nuova vita
È strano come la vita ti giochi dei brutti scherzi. Un giorno stai gestendo la locanda dei tuoi sogni e quello dopo sei a prendere fucilate degli zombie.
Ieri servivo birra e abbacchio, ora cammino in un deserto.
Ma non è un deserto normale.
Già, perchè quando il mio nuovo amico Antony ha preso in mano la maschera del faraone ed essa si è sbriciolata tutto è cambiato.

Tutti i tesori spariti, gli zombie con loro e il mio orologio ha smesso di funzionare correttamente. Decidiamo di uscire attraversio il passaggio del muro e ci troviamo in un deserto.
Nulla di strano fino a qui, finchè qualcuno di noi alza gli occhi al cielo e vede due soli.
Ebbene sì, due soli.
Non so dove sia comparso l'altro, non so che cosa sta succendendo.
L'unica cosa che so è che fa stramaledettamente caldo e avere due soli non aiuta affatto.
Camminiamo nel deserto per circa due ore in direzione delle montagne quando avvistiamo un oasi. Per fortuna non è un miraggio, è tutto vero. Corriamo verso l'acqua e le palme.
Ci riposiamo un po', beviamo, recuperiamo le scorte d'acqua e mangiamo delle noci di cocco. Finalmente un po' di pace o almeno così sembrava.
Mentre William si stava bagnado i piedi ecco che alcuni tentacoli tutti neri escono dall'acqua e cercano di afferrarlo senza riuscirci.
Ci allontaniamo subito da questa pozza che sembrava il paradiso, ma poteva trasformarsi nell'inferno.
Riprendiamo il nostro viaggio verso le montagne. Sulla nostra strada sembra che le dune siano in realtà piramidi ricoperte, ma non riusciamo ad approfondire il discorso.
Finalmente riusciamo a raggiungere le montagne, che per nostra sfortuna si dimostrano essere un costone verticale lunghissimo che non lascia speranze di scalate.
Mentre discutiamo sul cosa fare alcuni di noi esplorando il dintorni trovano due statue di Anubi, il dio dei morti egizio. Abbiamo trovato qualcosa che ricorda il nostro mondo.
Ci fermiamo a riposare ai piedi di una di queste statue quando si mostrano davanti a noi dieci figure uomanoidi tutte bardate di vesti per non fare passare la sabbia, del tutto simili ai nostri beduini, ma alte quatro metri.
Questi estraggono un diapason gicante e lo perquotono. Cinque di noi cadono storditi mentre io e altri due miei compagni riusciamo a resistere a quel suono. Queste creature non capiscono la nostra lingua noi non capiamo la loro, ma ci fanno intendere che dobbiamo seguirli.
Attraversiamo insieme a loro il deserto a bordo di lucertole giganti e ci portano in una piramide nascosta dalla sabbia dove ci fanno accomodare in una stanza.
Siamo finiti in una sorta di carcere.
Ad un tratto uno di loro ci "chiama" per "parlare" con noi.
Il nostro archeologo cerca di comunicare attraverso ideogrammi da lui conosciuti.
Questi sembrano capire, o meglio sembrano averli già visti, e ci conducono dove ci sono questi segni.
Prima in una sorta di anfiteatro dove, nel centro, è riprodotta una serie di simboli che ai miei amici dicono qualcosa mentre a me non dicono assolutamente nulla.
Poi a una colonna su cui è raffigurata una porta con delle scritte.
I miei nuovi compagni discutono mentre passa l'intera giornata;alla fine tramontano entrambi i soli e Arold dice delle parole.
La porta diventa traslucida, come di lego.
Lui la tocca e sparisce.
Gli altri fanno lo stesso.
E io non posso fare altro che imitarli.
Apro gli occhi ed è notte, siamo in una foresta e non troppo lontano c'è un villaggio.
Il sole quando sorge è uno, siamo in Germania e siamo nel 1863.
Finalmente a casa.
Ieri servivo birra e abbacchio, ora cammino in un deserto.
Ma non è un deserto normale.
Già, perchè quando il mio nuovo amico Antony ha preso in mano la maschera del faraone ed essa si è sbriciolata tutto è cambiato.
Tutti i tesori spariti, gli zombie con loro e il mio orologio ha smesso di funzionare correttamente. Decidiamo di uscire attraversio il passaggio del muro e ci troviamo in un deserto.
Nulla di strano fino a qui, finchè qualcuno di noi alza gli occhi al cielo e vede due soli.
Ebbene sì, due soli.
Non so dove sia comparso l'altro, non so che cosa sta succendendo.
L'unica cosa che so è che fa stramaledettamente caldo e avere due soli non aiuta affatto.
Camminiamo nel deserto per circa due ore in direzione delle montagne quando avvistiamo un oasi. Per fortuna non è un miraggio, è tutto vero. Corriamo verso l'acqua e le palme.
Ci riposiamo un po', beviamo, recuperiamo le scorte d'acqua e mangiamo delle noci di cocco. Finalmente un po' di pace o almeno così sembrava.
Mentre William si stava bagnado i piedi ecco che alcuni tentacoli tutti neri escono dall'acqua e cercano di afferrarlo senza riuscirci.
Ci allontaniamo subito da questa pozza che sembrava il paradiso, ma poteva trasformarsi nell'inferno.
Riprendiamo il nostro viaggio verso le montagne. Sulla nostra strada sembra che le dune siano in realtà piramidi ricoperte, ma non riusciamo ad approfondire il discorso.
Finalmente riusciamo a raggiungere le montagne, che per nostra sfortuna si dimostrano essere un costone verticale lunghissimo che non lascia speranze di scalate.
Mentre discutiamo sul cosa fare alcuni di noi esplorando il dintorni trovano due statue di Anubi, il dio dei morti egizio. Abbiamo trovato qualcosa che ricorda il nostro mondo.
Ci fermiamo a riposare ai piedi di una di queste statue quando si mostrano davanti a noi dieci figure uomanoidi tutte bardate di vesti per non fare passare la sabbia, del tutto simili ai nostri beduini, ma alte quatro metri.
Questi estraggono un diapason gicante e lo perquotono. Cinque di noi cadono storditi mentre io e altri due miei compagni riusciamo a resistere a quel suono. Queste creature non capiscono la nostra lingua noi non capiamo la loro, ma ci fanno intendere che dobbiamo seguirli.
Attraversiamo insieme a loro il deserto a bordo di lucertole giganti e ci portano in una piramide nascosta dalla sabbia dove ci fanno accomodare in una stanza.
Siamo finiti in una sorta di carcere.
Ad un tratto uno di loro ci "chiama" per "parlare" con noi.
Il nostro archeologo cerca di comunicare attraverso ideogrammi da lui conosciuti.
Questi sembrano capire, o meglio sembrano averli già visti, e ci conducono dove ci sono questi segni.
Prima in una sorta di anfiteatro dove, nel centro, è riprodotta una serie di simboli che ai miei amici dicono qualcosa mentre a me non dicono assolutamente nulla.
Poi a una colonna su cui è raffigurata una porta con delle scritte.
I miei nuovi compagni discutono mentre passa l'intera giornata;alla fine tramontano entrambi i soli e Arold dice delle parole.
La porta diventa traslucida, come di lego.
Lui la tocca e sparisce.
Gli altri fanno lo stesso.
E io non posso fare altro che imitarli.
Apro gli occhi ed è notte, siamo in una foresta e non troppo lontano c'è un villaggio.
Il sole quando sorge è uno, siamo in Germania e siamo nel 1863.
Finalmente a casa.
La Locanda
Robert pensa:
Chissà cosa farebbero se li portassi davvero alla piramide...
E la locanda svanisce.
Nessuno nota l'assenza di quello che fino a prima c'era sempre stato, nessuno ne serba il ricordo.
Per tutti li, la locanda non c'è mai stata.
Il vento spazza la sabbia sulle pareti della locanda che oramai è abbandonata e vuota.
Dentro le sale che fino a poche ore prima erano gremite di gente adesso c'è solo il silenzio.
Il silezio e la sabbia.
Lentamente e inesorabilemte la sabbia inizia a consumare le parti.
I cardini di metallo della porta sono i primi a cedere, consumati delle stagioni.
La travi che reggono i piani superiori lentamente si seccano e le tempeste di sabbia le spazzano, fino a farle cedere.
Le tegole del tetto vengono strappate via e disperse lontano, sulle dune.
In pochi anni della locando non rimane che un guscio di vecchie assi spezzate e sparse.
L'uomo avvolto negli abiti neri ferma il cammello e guarda il GPS.
Dovrebbe essere qui.
Procede per qualche passo, fino a che il suo stivale non colpisce le assi coperte di sabbia.
Bingo!
Toglie lo zaino e ne estrae un vecchio PC portatile, un paio di candele bitorzolute e nere e una manciata di monetine di rame.
Accende il PC.
Accende le candele e dispone le monetine di rame a cerchio attorno al computer.
Le dita fanno suonare i tasti del computer con un ritmo quasi ipnotico.
Poi le luci delle candele iniziano ad aumentare di intensità.
L'uomo vestito di nero si ferma e si toglie la stoffa che protegge il suo viso.
La sabbia del deserto si alza per una folata di vento.
I suoi occhi osservano il vento aumentare di intensità fino a formare un vortice e dal vortice iniziare ad emergere una forma di legno.
La locanda inizia a riprendere forma.
Che bastardo funziona davvero!
Chiude il PC e rimette tutto nella sacca.
Risale sul cammello e prende un cellulare dalla sella.
"Signore, ho fatto. Non credevo che..."
Pausa di silenzio
"Certo, come vuole."
Mette via il cellulare ed inizia ad allontanarsi.
Chissà cosa farebbero se li portassi davvero alla piramide...
E la locanda svanisce.
Nessuno nota l'assenza di quello che fino a prima c'era sempre stato, nessuno ne serba il ricordo.
Per tutti li, la locanda non c'è mai stata.
Il vento spazza la sabbia sulle pareti della locanda che oramai è abbandonata e vuota.
Dentro le sale che fino a poche ore prima erano gremite di gente adesso c'è solo il silenzio.
Il silezio e la sabbia.
Lentamente e inesorabilemte la sabbia inizia a consumare le parti.
I cardini di metallo della porta sono i primi a cedere, consumati delle stagioni.
La travi che reggono i piani superiori lentamente si seccano e le tempeste di sabbia le spazzano, fino a farle cedere.
Le tegole del tetto vengono strappate via e disperse lontano, sulle dune.
In pochi anni della locando non rimane che un guscio di vecchie assi spezzate e sparse.
L'uomo avvolto negli abiti neri ferma il cammello e guarda il GPS.
Dovrebbe essere qui.
Procede per qualche passo, fino a che il suo stivale non colpisce le assi coperte di sabbia.
Bingo!
Toglie lo zaino e ne estrae un vecchio PC portatile, un paio di candele bitorzolute e nere e una manciata di monetine di rame.
Accende il PC.
Accende le candele e dispone le monetine di rame a cerchio attorno al computer.
Le dita fanno suonare i tasti del computer con un ritmo quasi ipnotico.
Poi le luci delle candele iniziano ad aumentare di intensità.
L'uomo vestito di nero si ferma e si toglie la stoffa che protegge il suo viso.
La sabbia del deserto si alza per una folata di vento.
I suoi occhi osservano il vento aumentare di intensità fino a formare un vortice e dal vortice iniziare ad emergere una forma di legno.
La locanda inizia a riprendere forma.
Che bastardo funziona davvero!
Chiude il PC e rimette tutto nella sacca.
Risale sul cammello e prende un cellulare dalla sella.
"Signore, ho fatto. Non credevo che..."
Pausa di silenzio
"Certo, come vuole."
Mette via il cellulare ed inizia ad allontanarsi.
giovedì 14 gennaio 2010
La tranquilla vita di un oste di città
Oramai ci sono dentro fino al collo.
Sono caduto in questo mondo strano insieme a questi stranieri e devo trovare per forza un modo per uscire da questo mare di merda.
Ma un detto diceva che non sempre chi ti mette nella merda lo fa per farti del male, mentre non sempre chi ti toglie dalla merda lo fa per farti del bene.
Non lo so, ma l'unica cosa che ho in mente ora è quella di tornare a Vienna per essere risarcito della mia locanda.
Ma prima devo trovare un modo per uscire da questa tomba e tornare a casa dall'Egitto. Sì, sono in Egitto.
Fino a qualche ora fa stavo chiudendo la mia taverna a Vienna, che mi è costata tanta fatica, e ora mi ritrovo a uccidere dei mostri in un'antica tomba egizia, mentre la mia taverna è finita in mezzo a un deserto.
Ma andiamo con ordine.
Ieri sono arrivati degli inglesi nella mia locanda a Vienna.
Hanno chiesto di Robert, un fabbricante di orologi della zona, e si sono dati appuntamento alla mia taverna.
Questi non la finivano di parlare con Robert.
Parlavano di tizi a me sconosciuti: Barker, Bourden, Elisabeth, Franklin, uomini pelati, santoni indiani.
Parlavano di città grige e di porte.
Mostri, vermoni e dei.
Non ci capivo niente, non che abbia ascoltato molto, ma non erano cose a me molto comuni. Sta di fatto che questi tizi decidono di andare in Egitto.
Bene, buon per loro.
E invece dopo pochi istanti mi ritrovo in Egitto con questi straniere e con tutta la mia locanda, letteralmente sradicata dal suolo viennese e finita nel deserto.
Che razza di magia o stregoneria abbia potuto fare questa cosa rimane a me oscura.
Ma ora sono qui.
Non mi resta che seguire questi stranieri.
Imbraccio il mio fucile e li seguo.
E subito finiamo in una tomba dimenticata da Dio e dagli uomini.
Superiamo trappole e arriviamo al sarcofago.
E lì ci accolgono calorosamente dei mostri.
Scheletri, zombie o non so diavoleria siano.
Sta di fatto che o li facevo fuori io o loro facevano fuori me.
Allora grazie al mio fucile ne ho stesi tre.
Ora non mi resta che tornare a casa.
Ma da quello che ho capito non è per nulla facile.
Adesso devono spiegarmi che cosa è successo.
Non ci sto capendo niente in questo immenso mare di merda.
giovedì 7 gennaio 2010
Bene o Male?
Sogno 1
Come primo passo la squadra cerca di ritrovare Barker.
Faust entra di nuovo nei suoi sogni e scopre che è ancora nella città.
Qualcuno lo insegue ma Faust non riesce a capire chi.
Barker si nasconde in un enorme palazzo di vetro.
Nella sommità del palazzo una stanza piena di specchi, ne manca solo uno!
Sogno 2
Faus cerca Elisabeth ma non la trova.
Al suo posto trova un uomo, alto e calvo.
La sua statura supera i due metri, e anche lui è un viaggiatore onirico.
Dice che è lui a tenere Elisabeth nascosta, e che non la lascerà andare dalla città perchè c'è gente che la cerca, gente che cerca il figlio che li porta.
Parlare con lui è una fatica immensa per Faust e le sue enrgei finiscono in breve e si risveglia.
Decidono di andare a parlare con Arold nel futuro.
Lui non invecchia, quindi nel 2012 sarà ancora vivo.
Decidono che lui nel 2012 sarà a Notre Dame e così convincono l'uomo con la bombetta a farli attraversare la porta.
William resta con Barker cheè ancora incosciente.
Trovano Arold, è come aveva detto a Notre Dame.
Nella chiesa ci sono diverse opere d'arte, libri e altre diavolerie che un equipe di persone sta conservano e restaurando, forse per sottrarle alla follia che c'è fuori.
Arold si trova in penombra e non si fa vedere volentieri, mostra solo per un atimo il suo volto invecchiato per fare capire che è davvero lui.
Dice che Barker ha fatto bene a fare quello che ha fatto.
Dice che il mondo aveva bisogno di questo perchè la gente messa davanti all'orrore da il meglio di se e alcuni riescono addirittura a scoprire che sanno fare cose che pensavano incredibili.
Lo scopo dell'organizzazione era portata a galla i poteri dei singoli, per formare un gruppo che potesse mostrare la via ad altri...
John sembra dare ragione all'Arold del 2012: il mondo è pieno di periodi neri che sono il modo che ha l'umanità per rialzarsi gli altri però non sembrano convinti.
Che sia un bene o un male la mossa di Barker?
Come primo passo la squadra cerca di ritrovare Barker.
Faust entra di nuovo nei suoi sogni e scopre che è ancora nella città.
Qualcuno lo insegue ma Faust non riesce a capire chi.
Barker si nasconde in un enorme palazzo di vetro.
Nella sommità del palazzo una stanza piena di specchi, ne manca solo uno!
Sogno 2
Faus cerca Elisabeth ma non la trova.
Al suo posto trova un uomo, alto e calvo.
La sua statura supera i due metri, e anche lui è un viaggiatore onirico.
Dice che è lui a tenere Elisabeth nascosta, e che non la lascerà andare dalla città perchè c'è gente che la cerca, gente che cerca il figlio che li porta.
Parlare con lui è una fatica immensa per Faust e le sue enrgei finiscono in breve e si risveglia.
Decidono di andare a parlare con Arold nel futuro.
Lui non invecchia, quindi nel 2012 sarà ancora vivo.
Decidono che lui nel 2012 sarà a Notre Dame e così convincono l'uomo con la bombetta a farli attraversare la porta.
William resta con Barker cheè ancora incosciente.
Trovano Arold, è come aveva detto a Notre Dame.
Nella chiesa ci sono diverse opere d'arte, libri e altre diavolerie che un equipe di persone sta conservano e restaurando, forse per sottrarle alla follia che c'è fuori.
Arold si trova in penombra e non si fa vedere volentieri, mostra solo per un atimo il suo volto invecchiato per fare capire che è davvero lui.
Dice che Barker ha fatto bene a fare quello che ha fatto.
Dice che il mondo aveva bisogno di questo perchè la gente messa davanti all'orrore da il meglio di se e alcuni riescono addirittura a scoprire che sanno fare cose che pensavano incredibili.
Lo scopo dell'organizzazione era portata a galla i poteri dei singoli, per formare un gruppo che potesse mostrare la via ad altri...
John sembra dare ragione all'Arold del 2012: il mondo è pieno di periodi neri che sono il modo che ha l'umanità per rialzarsi gli altri però non sembrano convinti.
Che sia un bene o un male la mossa di Barker?
mercoledì 23 dicembre 2009
Nuovo Inizio
Dopo varie discussioni capiamo che il solo modo per salvare Arold è liberarlo da Ophmet. E il solo modo per farlo è uccidere il verme.
Quindi ci rechiamo dall'uomo con la bombetta, il nostro tuttologo di fiducia, e ci facciamo spiegare come fare il rito di convocazione.
Ci da le indicazioni sul cosa serve e come usarlo.
John cerca un luogo adatto e, dopo una mezz'ora indica una vecchia fattoria abbandonata.
Nel frattempo William e Antony vanno a recuoerare il materiale. 7 candele e della polvere di gesso. Poi vanno a cercare qualcuno ceh sappia la forlmula necessaria alla convocaziona.
In poco mano di 1 ora si ritrovano tutti nell'albergo.
Antony e William partono con un calesse su cui caricano lo spacchio in direzione del luogo prescelto.
Gli altri caricano Arold, parecchie armi e l'occorrente per far esplodere il vermone.
Dopo circa mezz'ora arrivano ma, invece di Arold, portano con loro una donna di facili costumi.
Ci spiegano che Arold è riuscito a scappare e, dato ceh servivano 7 persone per il rito, hanno pensato di caricare questa ignara ragazza.
Iniziamo il rito. Posizioniamo le candele, la polvere di gesso, mettiamo lo specchio dentro il cerchio e Paul comincia a recitare la litania.
Passano alcuni minuti e l'ambiente intorno a noi comincia a modificarsi. Le candele aumqntano di intensità, la polvere di gesso prende fuoco e il fumo che ne scaturisce si unisce nel cielo notturno.
Poi diventa tutto buio... ci mettiamo un pò per realizzare che il verme gigante è tutto intorno a noi. Sarà lungo 30 metri. E' enorme.
John spara alla prima carica esplosiva. Il verme lancia un urlo e brandelli di carne putrescente shizzano. La bestia comincia a girare vorticosamente su se stessa. In rapida successione ognuno di noi spara. Chi per far esplodere un'altra carica, chi direttamente al verme.
La creatura cerca di difendersi e dimena la grossacoda.
Veniamo tutti colpti.
Alcuni volano lontano e perdono i sensi.
Quelli ceh restano in piedi riescono a sparare altri colpi ed eliminano la cratura.
Tornaimo in albergo e, dopo acluni giori, ci siamo più o meno ripresi tutti.
Barcker è ancora in coma.
Ora sta a nopi decidere cosa fare.
Quaesto è un nuovo inizio e noi saremo gli artefici di quello che accadrà.
Quindi ci rechiamo dall'uomo con la bombetta, il nostro tuttologo di fiducia, e ci facciamo spiegare come fare il rito di convocazione.
Ci da le indicazioni sul cosa serve e come usarlo.
John cerca un luogo adatto e, dopo una mezz'ora indica una vecchia fattoria abbandonata.
Nel frattempo William e Antony vanno a recuoerare il materiale. 7 candele e della polvere di gesso. Poi vanno a cercare qualcuno ceh sappia la forlmula necessaria alla convocaziona.
In poco mano di 1 ora si ritrovano tutti nell'albergo.
Antony e William partono con un calesse su cui caricano lo spacchio in direzione del luogo prescelto.
Gli altri caricano Arold, parecchie armi e l'occorrente per far esplodere il vermone.
Dopo circa mezz'ora arrivano ma, invece di Arold, portano con loro una donna di facili costumi.
Ci spiegano che Arold è riuscito a scappare e, dato ceh servivano 7 persone per il rito, hanno pensato di caricare questa ignara ragazza.
Iniziamo il rito. Posizioniamo le candele, la polvere di gesso, mettiamo lo specchio dentro il cerchio e Paul comincia a recitare la litania.
Passano alcuni minuti e l'ambiente intorno a noi comincia a modificarsi. Le candele aumqntano di intensità, la polvere di gesso prende fuoco e il fumo che ne scaturisce si unisce nel cielo notturno.
Poi diventa tutto buio... ci mettiamo un pò per realizzare che il verme gigante è tutto intorno a noi. Sarà lungo 30 metri. E' enorme.
John spara alla prima carica esplosiva. Il verme lancia un urlo e brandelli di carne putrescente shizzano. La bestia comincia a girare vorticosamente su se stessa. In rapida successione ognuno di noi spara. Chi per far esplodere un'altra carica, chi direttamente al verme.
La creatura cerca di difendersi e dimena la grossacoda.
Veniamo tutti colpti.
Alcuni volano lontano e perdono i sensi.
Quelli ceh restano in piedi riescono a sparare altri colpi ed eliminano la cratura.
Tornaimo in albergo e, dopo acluni giori, ci siamo più o meno ripresi tutti.
Barcker è ancora in coma.
Ora sta a nopi decidere cosa fare.
Quaesto è un nuovo inizio e noi saremo gli artefici di quello che accadrà.
lunedì 14 dicembre 2009
La morte di Franklin
Emerick viene stabilizzato.
Il gruppo inizia ad investigare ma non scopre nulla di importante.
Nel frattempo nella loro mente si profila il dubbio che Emerick non agisca da solo.
Quando riescono ad interrogarlo scoprono che il vero mandante è Franklin!
Come ha fatto a giungere nel 1863 e perchè?
Si succedono una serie di ricerche e combattimenti con diversi sicari e alla fine grazie a Faust scoporono che un motivo per cui Franklin è li è parlare con Barker.
Barker allora è vivo?
Sempre grazie a Faust lo trovano, ma lo sforzo sostenuto per la ricerca onirica prosciuga Faust di tutte le sue energie.
Barker è quasi morto, ma Arold e Paul si prendono cura di lui e lo salvano.
John esce per cerare Franklin e dopo averlo trovato senza fare domande lo uccide.
Il gruppo cade nel panico.
Come faremo ora a sapere perchè voleva parlare con Barker?
Arold ha un malore, il suo occhio destro inizia a sanguinare e lui sviene.
L'uccisone di Franklin ha rimosso il legame che questi aveva con Opmet.
Ora Arold è il solo legame che il "dio" ha ed esso ha esteso la sua influenza su di lui!
Il suo occhio spento diventa il legame con il "dio" e lui iniza a sentire nella sua testa le voci che anche Franklin sentiva.
Quasto porta Arold sul baratro della follia...
Durante la notte esce e si ubriaca, cerca un modo per levarsi quelle voci dalla testa, voci che gli dicono di uccidere.
Nel frattempo William ha un idea:
"E se uccidessimo Opmet?"
William si ricorda che Antony aveva raccontato loro che esisteva un rituale per materializzare le creature che non si possono vedere con occhi mortali.
Se l'uomo con la bombetta li aiuterà, forse portanno salvare Arold dalla pazzia!
Il gruppo inizia ad investigare ma non scopre nulla di importante.
Nel frattempo nella loro mente si profila il dubbio che Emerick non agisca da solo.
Quando riescono ad interrogarlo scoprono che il vero mandante è Franklin!
Come ha fatto a giungere nel 1863 e perchè?
Si succedono una serie di ricerche e combattimenti con diversi sicari e alla fine grazie a Faust scoporono che un motivo per cui Franklin è li è parlare con Barker.
Barker allora è vivo?
Sempre grazie a Faust lo trovano, ma lo sforzo sostenuto per la ricerca onirica prosciuga Faust di tutte le sue energie.
Barker è quasi morto, ma Arold e Paul si prendono cura di lui e lo salvano.
John esce per cerare Franklin e dopo averlo trovato senza fare domande lo uccide.
Il gruppo cade nel panico.
Come faremo ora a sapere perchè voleva parlare con Barker?
Arold ha un malore, il suo occhio destro inizia a sanguinare e lui sviene.
L'uccisone di Franklin ha rimosso il legame che questi aveva con Opmet.
Ora Arold è il solo legame che il "dio" ha ed esso ha esteso la sua influenza su di lui!
Il suo occhio spento diventa il legame con il "dio" e lui iniza a sentire nella sua testa le voci che anche Franklin sentiva.
Quasto porta Arold sul baratro della follia...
Durante la notte esce e si ubriaca, cerca un modo per levarsi quelle voci dalla testa, voci che gli dicono di uccidere.
Nel frattempo William ha un idea:
"E se uccidessimo Opmet?"
William si ricorda che Antony aveva raccontato loro che esisteva un rituale per materializzare le creature che non si possono vedere con occhi mortali.
Se l'uomo con la bombetta li aiuterà, forse portanno salvare Arold dalla pazzia!
domenica 11 ottobre 2009
Un altro mistero
Il clangore metallico e il sibilo dei freni ci fa capire che siamo giunti in stazione.
Ci prepariamo a scendere dal treno continuando i nostri discorsi per concordare la versione ufficiale per il nostro rapporto.
Mentre discuto animatamente coi mie colleghi, la mia attenzione viene rapita da un uomo che sta lavorando presso una locomotiva. In quello che sta facendo c'è qualcosa che non va... ma cosa?
Non ho il tempo per capirlo e, proprio mentre decido di tornare sui mie passi e veder cosa stesse facendo a quel locomotore, la facciata dell'agenzia esplode davanti ai nostri occhi.
Veniamo scaraventati a terra e ricoperti di detriti e calcinacci.
Subito prestiamo i primi soccorsi e cerchiamo di capire se c'è qualche sopravvisuto.
Scopriamo che le esplosioni sono state tre. Una nell'ufficio di Barcker, una in un'altra stanza e la terza, la più potente, ha fatto saltare la facciata.
Continuiamo ad indagare e Faust ci dice che gli uomini morti nell'esplosione sono stati tutti giustiziati. Infatti presentano tutti un foro di poriettile alla base del cranio.
... Sembrerebbe opera dei militari. John ne conferma ne smentisce.
Ci appostiamo in un bordello per le ore seguenti e il succedersi degli eventi è un turbinare di scoperte e colpi di scena.
Primo atto: ci sono dei moviemtni sospetti intorno alle macerie dell'agenzia. John esce in perlustrazione e ritona con una carta dei tarocchi intrisa d isangue, un sangue vecchio, che non ha niente a che vedere con l'eplosione.
Secondo atto: Io e Antony ci rechiamo alle nostre stanze all'albergo e scopriamo che qualcuno è venuto a cercarci e ci ha lasciato un biglietto sotto la porta della stanza. Già un biglietto... in realtà avevano approntato una trappola esplosiva per Arold che, se fosse entrato, ci avrebbe rimesso la pelle. Io e Antony riusciamo ad entrare da una delle finestre e a disinnescarla.
Terzo atto: Mentre Faust tormenta i mie sogni e quelli di chissà chi altro per recuperare energie, Paul va in cerca di compagnia per la notte ma quello che trova è una scarica di piombo che lo riduce in fin di vita.
Faust tenta anche di entrare in contatto con Elisabeth ma inutilmente.
Quarto e ultimo atto: Con mio grande stupore smonto e rimonto la pistola di John come se non avessi fatto altro per tutta la vita. Sembra che io riesca a capire il funzionamento delle cose come se le avessi progettate io stesso. Così io, Arold e John ci rechiamo alla stazione intenzionati a scoprire cosa avesse di strano la locomotiva.
Mentre la stiamo smontando John scopre che qualcuno ci spia. E' Emerik. Il ragazzo del circolo di Avignone.
Lo catturiamo e iniziamo ad interrogarlo. Dice che ha agito da solo, che noi abbiamo sterminato la sua famiglia ma niente più.
Affidiamo Paul e Emerik alle cure di Faust.
Ma Barcker dov'è finito?
Ci prepariamo a scendere dal treno continuando i nostri discorsi per concordare la versione ufficiale per il nostro rapporto.
Mentre discuto animatamente coi mie colleghi, la mia attenzione viene rapita da un uomo che sta lavorando presso una locomotiva. In quello che sta facendo c'è qualcosa che non va... ma cosa?
Non ho il tempo per capirlo e, proprio mentre decido di tornare sui mie passi e veder cosa stesse facendo a quel locomotore, la facciata dell'agenzia esplode davanti ai nostri occhi.
Veniamo scaraventati a terra e ricoperti di detriti e calcinacci.
Subito prestiamo i primi soccorsi e cerchiamo di capire se c'è qualche sopravvisuto.
Scopriamo che le esplosioni sono state tre. Una nell'ufficio di Barcker, una in un'altra stanza e la terza, la più potente, ha fatto saltare la facciata.
Continuiamo ad indagare e Faust ci dice che gli uomini morti nell'esplosione sono stati tutti giustiziati. Infatti presentano tutti un foro di poriettile alla base del cranio.
... Sembrerebbe opera dei militari. John ne conferma ne smentisce.
Ci appostiamo in un bordello per le ore seguenti e il succedersi degli eventi è un turbinare di scoperte e colpi di scena.
Primo atto: ci sono dei moviemtni sospetti intorno alle macerie dell'agenzia. John esce in perlustrazione e ritona con una carta dei tarocchi intrisa d isangue, un sangue vecchio, che non ha niente a che vedere con l'eplosione.
Secondo atto: Io e Antony ci rechiamo alle nostre stanze all'albergo e scopriamo che qualcuno è venuto a cercarci e ci ha lasciato un biglietto sotto la porta della stanza. Già un biglietto... in realtà avevano approntato una trappola esplosiva per Arold che, se fosse entrato, ci avrebbe rimesso la pelle. Io e Antony riusciamo ad entrare da una delle finestre e a disinnescarla.
Terzo atto: Mentre Faust tormenta i mie sogni e quelli di chissà chi altro per recuperare energie, Paul va in cerca di compagnia per la notte ma quello che trova è una scarica di piombo che lo riduce in fin di vita.
Faust tenta anche di entrare in contatto con Elisabeth ma inutilmente.
Quarto e ultimo atto: Con mio grande stupore smonto e rimonto la pistola di John come se non avessi fatto altro per tutta la vita. Sembra che io riesca a capire il funzionamento delle cose come se le avessi progettate io stesso. Così io, Arold e John ci rechiamo alla stazione intenzionati a scoprire cosa avesse di strano la locomotiva.
Mentre la stiamo smontando John scopre che qualcuno ci spia. E' Emerik. Il ragazzo del circolo di Avignone.
Lo catturiamo e iniziamo ad interrogarlo. Dice che ha agito da solo, che noi abbiamo sterminato la sua famiglia ma niente più.
Affidiamo Paul e Emerik alle cure di Faust.
Ma Barcker dov'è finito?
sabato 10 ottobre 2009
Giuramento di Ippocreate
"Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio,
mi asterrò dal recar danno e offesa."
Lasciato il piccolo villaggio e tornati a Parigi il gruppo di William ha una sorpresa.
Mentre discutono su cosa raccontare a Barker e su cosa non dire il gruppo è fermo davanti alla sede dell'agenzia.
Un ruomore strano e un sibilo attira la loro attenzione.
Poi il mondo diventa una pioggi di scintille e fuoco.
L'agenzia esplode!
Riescono a evitare le troppe domande delle guardie e dei passanti defilandosi, ma la loro mente è colma di dubbi.
Chi è stato?
Perchè?
Che fine a fatto Barker?
L'unico modo per scoprirlo è usare il potere di Faust.
Per potere muoversi nei sogni però Faust ha bisogno di "cibarsi" dell'energia di qualche sognatore, decide allora di entrare nei sogni di un'altro medico particolarmente antipatico.
Costruisce un sogno terribile in cui il collega è disperso in un bosco oscuro e infinito e lui come un rapace predatore lo prende alle spalle cibandosi da lui come un vampiro onirico.
Ma qualcosa non va per il verso giusto, il suo potere come una spugna si cibe completamente dell'uomo e lo porta alla morte.
Nella mente di Faust qualcosa di rompe.
Aveva già ucciso, ma per difendere la sua vita.
Ora ho ucciso senza la reale necessità di farlo.
Ha vilato il suo giuramento.
"E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro."
mi asterrò dal recar danno e offesa."
Lasciato il piccolo villaggio e tornati a Parigi il gruppo di William ha una sorpresa.
Mentre discutono su cosa raccontare a Barker e su cosa non dire il gruppo è fermo davanti alla sede dell'agenzia.
Un ruomore strano e un sibilo attira la loro attenzione.
Poi il mondo diventa una pioggi di scintille e fuoco.
L'agenzia esplode!
Riescono a evitare le troppe domande delle guardie e dei passanti defilandosi, ma la loro mente è colma di dubbi.
Chi è stato?
Perchè?
Che fine a fatto Barker?
L'unico modo per scoprirlo è usare il potere di Faust.
Per potere muoversi nei sogni però Faust ha bisogno di "cibarsi" dell'energia di qualche sognatore, decide allora di entrare nei sogni di un'altro medico particolarmente antipatico.
Costruisce un sogno terribile in cui il collega è disperso in un bosco oscuro e infinito e lui come un rapace predatore lo prende alle spalle cibandosi da lui come un vampiro onirico.
Ma qualcosa non va per il verso giusto, il suo potere come una spugna si cibe completamente dell'uomo e lo porta alla morte.
Nella mente di Faust qualcosa di rompe.
Aveva già ucciso, ma per difendere la sua vita.
Ora ho ucciso senza la reale necessità di farlo.
Ha vilato il suo giuramento.
"E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro."
giovedì 1 ottobre 2009
L'uomo dei Sogni
Scritto da Manthys
L'uomo dei sogni in cima alla pira di cadaveri ci osserva. Ci aspettava.
Arriva da me parlando nella solita lingua, capisco che devo seguirlo, provo a toccare un mio compagno e mi sento strano, pieno di energie e vado.
Il messaggero mi fa attraversare un portale, un portale verso un altro mondo o verso boh..un deserto immenso si staglia di fronte a me in un posto lontano dallo spazio e dal tempo dove le persone di altri luoghi e altri tempi fluiscono come un fiume verso la montagna lontana al centro della mia visuale..
Parlo con una persona che intende la mia lingua. 'Tu sei in un sogno.E puoi desiderare quello che vuoi'
Rimango abbastanza sorpreso dai suoi racconti, dal fatto che io posso entrare nei sogni altrui e decidere cosa fare, soltanto alcune persone dotate di questo potere possono farlo, mi sento strano, un medico coi superepoteri? No quando esistono i pregi ci sono inevitabilmente i difetti..
Mi fa capire che nei sogni non puoi riposare. Devi succhiare una sorta di 'energia' da chi sta sognando, per poter usare i poteri.E' come una partita a scacchi, solo che se perdi puoi rimanere intrappolato per sempre nei sogni, o addirittura morire..
Il luogo in cui tutti convergono è un tempio sacro in cui risiede una sorta di divinità che concede poteri a chi raggiunge il luogo.. in effetti camminando, la fatica si fà sentire, è diverso dalla realtà..qua non riposi mai.
Arrivo stremato ad una barriera, in cui è necessario avere una grande energia per entrarvi..desidero di svegliarmi e con l'ultimo sforzo rimastomi mi sveglio.Salvo.
E cosi scopro di avere un potere particolare, un potere dalle mille opportunità che và sfruttato nel giusto modo..ma per ora pensiamo ad andarcene da questo paese, o meglio, da questo cimitero.
L'uomo dei sogni in cima alla pira di cadaveri ci osserva. Ci aspettava.
Arriva da me parlando nella solita lingua, capisco che devo seguirlo, provo a toccare un mio compagno e mi sento strano, pieno di energie e vado.
Il messaggero mi fa attraversare un portale, un portale verso un altro mondo o verso boh..un deserto immenso si staglia di fronte a me in un posto lontano dallo spazio e dal tempo dove le persone di altri luoghi e altri tempi fluiscono come un fiume verso la montagna lontana al centro della mia visuale..
Parlo con una persona che intende la mia lingua. 'Tu sei in un sogno.E puoi desiderare quello che vuoi'
Rimango abbastanza sorpreso dai suoi racconti, dal fatto che io posso entrare nei sogni altrui e decidere cosa fare, soltanto alcune persone dotate di questo potere possono farlo, mi sento strano, un medico coi superepoteri? No quando esistono i pregi ci sono inevitabilmente i difetti..
Mi fa capire che nei sogni non puoi riposare. Devi succhiare una sorta di 'energia' da chi sta sognando, per poter usare i poteri.E' come una partita a scacchi, solo che se perdi puoi rimanere intrappolato per sempre nei sogni, o addirittura morire..
Il luogo in cui tutti convergono è un tempio sacro in cui risiede una sorta di divinità che concede poteri a chi raggiunge il luogo.. in effetti camminando, la fatica si fà sentire, è diverso dalla realtà..qua non riposi mai.
Arrivo stremato ad una barriera, in cui è necessario avere una grande energia per entrarvi..desidero di svegliarmi e con l'ultimo sforzo rimastomi mi sveglio.Salvo.
E cosi scopro di avere un potere particolare, un potere dalle mille opportunità che và sfruttato nel giusto modo..ma per ora pensiamo ad andarcene da questo paese, o meglio, da questo cimitero.
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