Una nuova missione affidataci da Barker.
Consiste in una semplice investigazione riguardante alcune morti in un paesino sperduto nelle campagne francesi. Un compito abbastanza nella norma, e " l'abbastanza nella norma" di Barker mette in gioco Noi.
Il posto si presenta tutt'altro che accogliente con paesani ignoranti e malfiducenti, con un vecchio grugnoso che ci mostra il posto dove dormire e i cadaveri.
'Morti nel sonno e senza ombra di tumefazioni e tagli da aggressione' .. nessun indizio fino all'arrivo della notte.
Il sonno si fa troppo pesante per essere naturale, qualcosa nell'aria ci addormenta e ci ritroviamo tutti nello stesso sogno, non in un mondo onirico ma nello stesso villaggio con i paesani che girovagano senza meta, come anime intrappolate ogni notte nello stesso incubo. E una figura senza contorno, attira la nostra attenzione, non si riconoscono i lineamenti, ma a differena di tutte le persone, esso sapeva IL perche era li.. si avvicina a me, non con fare minaccioso, mi parla in una lingua strana, incomprensibile, gli altri compagni non li calcola, come se solo io potessi intereagire con lui..la mia insonnia è a livelli estremi.. poi si volta insegue un villano lo tocca al petto e lo porta fuori dal villaggio..
Il mattino seguente un'altra persona morta ed il vecchio che ci ospita ci fà presente che ogni notte succede questo (non ricordo da quando)
E come tutti i poveri ignoranti che devono dare spiegazioni a ciò che succede anche senza usare l'intelletto, o semplicemente dare l'appellativo di capo espiatorio agli ultimi arrivati, ecco che parte una rissa tra un membro del nostro sfortunato gruppo e un contadino, solo che da due persone coinvolte se ne aggiungono..due.. quattro..dieci ..ed infine tutto il villaggio, con forconi, sassi e pire pronti a farci espiare le nostre colpe..la colpa di cercare di aiutarli.
Fanculo. Mi stan sul cazzo quei pezzenti.
Sigaretta in bocca e e polpastrello del pollice che sfrigola sotto il fuoco incrociato delle nostre armi, rombi altisonanti all'interno della casa in cui siamo barricati, teste che esplodono e grida esclamanti ' fatti ricucire la testa all'inferno stronzo!! '
Penso di aver ucciso piu persone durante questa giornata che averne salvate altrettante nella mia vita..
Il fuoco appiccato da qualche folle prende il sopravvento dentro la casa ma fortunatamente anche i nostri investigatori sugli aggressori. Usciamo dalla casa in fiamme, fumo nero sale al cielo, un cielo prossimo alle tenebre e agli incubi.
martedì 22 settembre 2009
giovedì 10 settembre 2009
L'epidemia
William, John, Faust e Arold sono riusciti a trovare un nuovo forte.
Questo forte è una struttura metallica a forma di torre e dentro ci sono decine di soldati.
Un gruppo di civili è tenuto sotto controllo per evitare che gli accada qualcosa di brutto.
I 4 si spacciano da civile e riescono a trovare un luogo dove nascondersi e riflettere.
Scoprono che il mondo da qualche anno è stato colpito da una strana malattia.
Una malattia che è l'effetto collaterale di una cura.
Una società, la "Spiral S.P.A.", ha sviluppato per i miliatari un siero che era in grado di conferire al sangue la capacità di rigenereare in tempi molto brevi i tessuti danneggiati.
A grande richiesta nel giro di alcuni anni il siero è finito sul mercato mondiale e quasdi tutti se ne sono serviti.
Il problema si è scatenato quando alcuni casi di follia hanno colpito alcune città del mondo.
COn uno studio si è scoperto che questi pazzi, regrediti ad uno stato animale, avevano preso il siero ed avevano subito trumi alla testa.
Il siero aveva rigenerato i loro tessuti cerebrali, ma non era stato in grado di ridare loro ricordi e conoscenze che probabilemente erano contenute nella parte danneggiata.
sempre di più i casi si sono epansi ed in alcuni casi interi paesi sono caduti in mano a questi folli.
Il problema è che all'inizio nessuno sapeva del nesso tra le ferite alla testa e la follia.
Così molto spesso incidenti stradali, cadute o traumi domestici facevano infoltire le fila dei nuovi folli.
I 4 scoperte le informazioni si defilano del forte per cercare Antony e Paul ancora dispersi.
Girovagando per la Parigi del futuro hanno l'idea di tornare alla casa dell'uomo con la bombetta.
Aspettano la notte e entrano nella casa.
E' vuota, come se lui non vivesse più li.
Sconfortati per la loro insicurezza sulla prossima mossa decidono di usare di nuovo la porta della casa numero 55.
Arold la apre i 4 si ritrovano nel 1863.
Tornano all'agenzia.
Barker gli dice che non è passata neppure un ora da quando se ne sono andati.
Antony e Paul non si sono visti.
Questo forte è una struttura metallica a forma di torre e dentro ci sono decine di soldati.
Un gruppo di civili è tenuto sotto controllo per evitare che gli accada qualcosa di brutto.
I 4 si spacciano da civile e riescono a trovare un luogo dove nascondersi e riflettere.
Scoprono che il mondo da qualche anno è stato colpito da una strana malattia.
Una malattia che è l'effetto collaterale di una cura.
Una società, la "Spiral S.P.A.", ha sviluppato per i miliatari un siero che era in grado di conferire al sangue la capacità di rigenereare in tempi molto brevi i tessuti danneggiati.
A grande richiesta nel giro di alcuni anni il siero è finito sul mercato mondiale e quasdi tutti se ne sono serviti.
Il problema si è scatenato quando alcuni casi di follia hanno colpito alcune città del mondo.
COn uno studio si è scoperto che questi pazzi, regrediti ad uno stato animale, avevano preso il siero ed avevano subito trumi alla testa.
Il siero aveva rigenerato i loro tessuti cerebrali, ma non era stato in grado di ridare loro ricordi e conoscenze che probabilemente erano contenute nella parte danneggiata.
sempre di più i casi si sono epansi ed in alcuni casi interi paesi sono caduti in mano a questi folli.
Il problema è che all'inizio nessuno sapeva del nesso tra le ferite alla testa e la follia.
Così molto spesso incidenti stradali, cadute o traumi domestici facevano infoltire le fila dei nuovi folli.
I 4 scoperte le informazioni si defilano del forte per cercare Antony e Paul ancora dispersi.
Girovagando per la Parigi del futuro hanno l'idea di tornare alla casa dell'uomo con la bombetta.
Aspettano la notte e entrano nella casa.
E' vuota, come se lui non vivesse più li.
Sconfortati per la loro insicurezza sulla prossima mossa decidono di usare di nuovo la porta della casa numero 55.
Arold la apre i 4 si ritrovano nel 1863.
Tornano all'agenzia.
Barker gli dice che non è passata neppure un ora da quando se ne sono andati.
Antony e Paul non si sono visti.
giovedì 27 agosto 2009
Parigi, il futuro
"Credi che siano dei loro?"
I due in tuta mimetica osservano i movimenti dei 4 uomini che avanzano tra le macerie.
"Non sarebbero così stupidi, camminare così in pieno giorno in campo semi-aperto sotto il possibile tiro dei cecchini... No, non credo."
"E chi credi che siano?"
"Non lo so, osserviamoli per un pò, poi vediamo che fare."
I due si soldati si muovono agili e silenziosi tra le macerie delle vecchie case.
Il profilo metallico della torre li aspetta alle loro spalle, quella torre una volta monumento nazionale e adesso rifugio contro l'epidemia.
I quattro, vestiti con tute grigie avanzano verso nord.
I soldati li seguono.
Poi accade qualcosa di imprevisto.
Davanti ai due, dalle macerie, emerge una figura magra e claudicante.
I soldati si fermano giusto in tempo per evitare di cozzargli contro nella corsa.
La figura magra fa due passi a terra e stramazza al suolo.
Uno dei due la tocca con la canna del fucile.
Niente.
L'altro la gira.
Riconosce il volto di un suo compagno di ronda.
"Che cazzo... rientriamo!"
"E quei quattro?"
"Si fottano, Lui è qui attorno, rientriamo!"
Uno dei due chiude gli occhi del compagno, gli spezza la piastrina fra i denti e porta l'altra metà con se per la moglie.
Mentre torna verso il forte i due sperano di non incontrarlo.
Il loro amico è stato sfortunato.
Loro vogliono vivere.
I due in tuta mimetica osservano i movimenti dei 4 uomini che avanzano tra le macerie.
"Non sarebbero così stupidi, camminare così in pieno giorno in campo semi-aperto sotto il possibile tiro dei cecchini... No, non credo."
"E chi credi che siano?"
"Non lo so, osserviamoli per un pò, poi vediamo che fare."
I due si soldati si muovono agili e silenziosi tra le macerie delle vecchie case.
Il profilo metallico della torre li aspetta alle loro spalle, quella torre una volta monumento nazionale e adesso rifugio contro l'epidemia.
I quattro, vestiti con tute grigie avanzano verso nord.
I soldati li seguono.
Poi accade qualcosa di imprevisto.
Davanti ai due, dalle macerie, emerge una figura magra e claudicante.
I soldati si fermano giusto in tempo per evitare di cozzargli contro nella corsa.
La figura magra fa due passi a terra e stramazza al suolo.
Uno dei due la tocca con la canna del fucile.
Niente.
L'altro la gira.
Riconosce il volto di un suo compagno di ronda.
"Che cazzo... rientriamo!"
"E quei quattro?"
"Si fottano, Lui è qui attorno, rientriamo!"
Uno dei due chiude gli occhi del compagno, gli spezza la piastrina fra i denti e porta l'altra metà con se per la moglie.
Mentre torna verso il forte i due sperano di non incontrarlo.
Il loro amico è stato sfortunato.
Loro vogliono vivere.
martedì 25 agosto 2009
Quando e dove
Vivere il viaggio attraverso la porta è come un sogno.
Il gruppo cammina come perduto in un mondo di palazzi di vetro e metallo che cambiano forma a seconda di come li si guarda.
Sono persi in cose che non possono somprendere e incontrano esseri che non posso esistere.
I loro ricordi si perdono in un crepitare di corrente elettrica.
Il luogo in cui sono adesso sembra il modo normale, solo che assomiglia più al mondo che avevano visto nella visione del 1980.
Ci sono cose che non comprendono.
Le persone si rifugiano in luoghi fortificati per sfuggire a dei fantomatici nemici che "arrivano di notte".
Esistono strumeti medici impensabili per loro e le armi sono accrocchi di metallo incomprensibili che si rivelano devastanti.
John e gli atri salvano un soldato da uno dei "nemici".
Questo soldato li porta in uno dei forti, ma appena accennano al nome di Barker vengono cacciati.
Quando e dove sono?
Che cosa è successo al mondo?
Chi sono i nemici?
E cosa centra Barker in tutto questo?
Il gruppo cammina come perduto in un mondo di palazzi di vetro e metallo che cambiano forma a seconda di come li si guarda.
Sono persi in cose che non possono somprendere e incontrano esseri che non posso esistere.
I loro ricordi si perdono in un crepitare di corrente elettrica.
Il luogo in cui sono adesso sembra il modo normale, solo che assomiglia più al mondo che avevano visto nella visione del 1980.
Ci sono cose che non comprendono.
Le persone si rifugiano in luoghi fortificati per sfuggire a dei fantomatici nemici che "arrivano di notte".
Esistono strumeti medici impensabili per loro e le armi sono accrocchi di metallo incomprensibili che si rivelano devastanti.
John e gli atri salvano un soldato da uno dei "nemici".
Questo soldato li porta in uno dei forti, ma appena accennano al nome di Barker vengono cacciati.
Quando e dove sono?
Che cosa è successo al mondo?
Chi sono i nemici?
E cosa centra Barker in tutto questo?
martedì 28 luglio 2009
Il forte
La notte è scura e la sentinella osserva in lontananza i fuochi delle automobili in fiamme che lentamente si spengono.
Lei odia fare il turno di notte, ma come ogni buon soldato svolge i suoi compiti.
Di notte è più frquente che vengano attaccati, e di solito loro mirano alle sentinelle per prima.
Si accende una sigaretta e si stiracchia un pò.
Dopo due ore di veglia il cumulo di sigarette si è fatto consistente.
L'orologio da polso fa un bip indicando che è la una di notte.
Ancora cinque ore cazzo.
Uno scricchiolio delle scale fa alzare di colpo la sentinella e la sigaretta cade a fare compagnia alle altre.
Il tlack metallico del colpo che si carica è seguito da una voce di donna che proviene delle scale.
"Calma - dice la voce - sono io, Elen."
"Cazzo Elen! - la sentinella si siede - sai che il turno di notte mi mette tensione! Non vorrei farti per sbaglio un buco in testa!"
"Lo so Steve - la botola si apre lasciando uscire una donna con i capelli neri - lo so, e per questo sono venuta a farti una visita."
Il viso di Steve si illumina vedendo il riflesso dei fuochi sul vetro verde della bottiglia di Scotch.
"In questo caso." Steve allunga la tazza di metallo e lei gli versa da bere.
"Tutto calmo?" chiede
"Mmm - scuote la testa per assorbire il colpo dell'alcool - si, tutto ok."
I due osservano i fuochi.
Bella idea quella dei fuochi aiuta non poco a vedere i movimenti nelle vicinanze del forte.
Passano alcuno minuti e alcuni bicchieri di Scotch.
"Hai visto?" dice lei e indica un punto in lontanaza.
"Dove?" Steve aguzza lo sguardo.
"Li tra il fuoco e la cabina del telefono."
Steve alza il fucile e indirizza il mirino nella direzione indicata.
Il verde del visore notturno coglie un movimento furtivo.
"E' uno di loro?" chiede Elen.
"No, non credo si muove con troppa circospezione - si alza - coprimi le spalle, scendo a controllare."
"No cazzo Steve..." ma la frase le si spegne in gola qundo la botola si chiude dietro alla sentinella.
Steve si muove veloce tra le auto in fiamme.
Aggira la figura e le si porta alle spalle.
Carica il fucile e lo porta sulla spalla.
"A terra!" grida
L'altro fa per voltarsi ma Steve gli è a un passo.
"A terra cazzo o ti faccio fuori!"
Quello si butta a terra.
"Faccia in su."
Quello si gira.
Steve gli si avvicina.
Accende la torcia che tiene sotto la canna del fucile.
L'uomo con i capelli rossi fa per parlare.
"Chi sei? - chiede Steve - da dove vieni?"
"Non come ho fatto ad arrivare qui... mi chiamo Paul, Paul Oldman!"
Lei odia fare il turno di notte, ma come ogni buon soldato svolge i suoi compiti.
Di notte è più frquente che vengano attaccati, e di solito loro mirano alle sentinelle per prima.
Si accende una sigaretta e si stiracchia un pò.
Dopo due ore di veglia il cumulo di sigarette si è fatto consistente.
L'orologio da polso fa un bip indicando che è la una di notte.
Ancora cinque ore cazzo.
Uno scricchiolio delle scale fa alzare di colpo la sentinella e la sigaretta cade a fare compagnia alle altre.
Il tlack metallico del colpo che si carica è seguito da una voce di donna che proviene delle scale.
"Calma - dice la voce - sono io, Elen."
"Cazzo Elen! - la sentinella si siede - sai che il turno di notte mi mette tensione! Non vorrei farti per sbaglio un buco in testa!"
"Lo so Steve - la botola si apre lasciando uscire una donna con i capelli neri - lo so, e per questo sono venuta a farti una visita."
Il viso di Steve si illumina vedendo il riflesso dei fuochi sul vetro verde della bottiglia di Scotch.
"In questo caso." Steve allunga la tazza di metallo e lei gli versa da bere.
"Tutto calmo?" chiede
"Mmm - scuote la testa per assorbire il colpo dell'alcool - si, tutto ok."
I due osservano i fuochi.
Bella idea quella dei fuochi aiuta non poco a vedere i movimenti nelle vicinanze del forte.
Passano alcuno minuti e alcuni bicchieri di Scotch.
"Hai visto?" dice lei e indica un punto in lontanaza.
"Dove?" Steve aguzza lo sguardo.
"Li tra il fuoco e la cabina del telefono."
Steve alza il fucile e indirizza il mirino nella direzione indicata.
Il verde del visore notturno coglie un movimento furtivo.
"E' uno di loro?" chiede Elen.
"No, non credo si muove con troppa circospezione - si alza - coprimi le spalle, scendo a controllare."
"No cazzo Steve..." ma la frase le si spegne in gola qundo la botola si chiude dietro alla sentinella.
Steve si muove veloce tra le auto in fiamme.
Aggira la figura e le si porta alle spalle.
Carica il fucile e lo porta sulla spalla.
"A terra!" grida
L'altro fa per voltarsi ma Steve gli è a un passo.
"A terra cazzo o ti faccio fuori!"
Quello si butta a terra.
"Faccia in su."
Quello si gira.
Steve gli si avvicina.
Accende la torcia che tiene sotto la canna del fucile.
L'uomo con i capelli rossi fa per parlare.
"Chi sei? - chiede Steve - da dove vieni?"
"Non come ho fatto ad arrivare qui... mi chiamo Paul, Paul Oldman!"
lunedì 27 luglio 2009
Oltrepassata la porta
Scritto da pippolomazzo
L'interrogatorio di Mr. Barker finisce.
Più o meno ha voluto sapere tutto ciò che ci è successo in questo periodo di assenza.
Dietro suo suggerimento, evitoiamo di concentrarci su Robert e di analizzare maggiormente la storia di Elizabeth ....
Come potrà nascere quel bambino che sta portando in grembo?
Riusciranno a sopravvivere entrambi (madre e figlio) al parto?
Nessuno di noi, anche l'esperto medico Faust e lo studioso Arold, riesce a trovare una risposta alle domande.
Ci sovviene in mente una frase di uno degli uomini appartenenti alla setta di Avignone: parlava di ITALIA.....
la cosa strana è che, se lui è davvero un cavaliere dell'anno 1000, non può sapere nulla di ITALIA, che nascerà ben dopo ....
forse il termine che ha usato è un indizio che ha voluto darci ...
oppure si è tradito rivelandoci qualcosa che non dovevamo sapere.
Dobbiamo andarte in Italia ...
questo è il pensiero di tutti...
L'unica cosa che ci sovviene in mente è di chiedere aiuto all'uomo con la bombetta ....
magari lui ha la possibilità di farci arrivare in Italia rapidamente ...
magari attraverso una porta ...
La nostra intuizione si rivela corretta: l'uomo con la bombetta è un custode di una porta.
Riusciamo a convincerlo a farci entrare nella porta...
Dall'altra parte il mondo, inizialmente, sembra simile al nostro ... a parte che ci sono 3 soli e palazzi in lontananza alti più di 200 piani.
Inizialmente sembra simile al nostro mondo: infatti, dopo poco tempo, riusciamo ad evitare un lupo di dimensioni colossali ...
sarà stato lungo almeno 4 metri ....
Questo mondo ha qualcosa di strano e particolare ...
dobbiamo stare molto attenti pensiamoWilliam si allontana dal sentiero battuto.
Un'ombra di un oggetto gigantesco, probabilmente un animale ma alto 100 metri, cerca di schiacciarlo ...
Ma in che cavolo di mondo siamo finiti?
Ci nascondiamo in una casa ma, anche lì, veniamo assaliti da 3 animali ..
3 lupi, grossi ma non enormi come il precedente.
La lotta è furibonda e, alla fine, riusciamo ad avere la meglio .....
Questi lupi, però, sono strani: hanno placche di metallo in varie parti del corpo ...
Le nostre menti vagano in questo strano mondo, interrogandosi su cosa potremmo trovare in giro e, forse, su cosa ci ha spinti ad entrare.
L'interrogatorio di Mr. Barker finisce.
Più o meno ha voluto sapere tutto ciò che ci è successo in questo periodo di assenza.
Dietro suo suggerimento, evitoiamo di concentrarci su Robert e di analizzare maggiormente la storia di Elizabeth ....
Come potrà nascere quel bambino che sta portando in grembo?
Riusciranno a sopravvivere entrambi (madre e figlio) al parto?
Nessuno di noi, anche l'esperto medico Faust e lo studioso Arold, riesce a trovare una risposta alle domande.
Ci sovviene in mente una frase di uno degli uomini appartenenti alla setta di Avignone: parlava di ITALIA.....
la cosa strana è che, se lui è davvero un cavaliere dell'anno 1000, non può sapere nulla di ITALIA, che nascerà ben dopo ....
forse il termine che ha usato è un indizio che ha voluto darci ...
oppure si è tradito rivelandoci qualcosa che non dovevamo sapere.
Dobbiamo andarte in Italia ...
questo è il pensiero di tutti...
L'unica cosa che ci sovviene in mente è di chiedere aiuto all'uomo con la bombetta ....
magari lui ha la possibilità di farci arrivare in Italia rapidamente ...
magari attraverso una porta ...
La nostra intuizione si rivela corretta: l'uomo con la bombetta è un custode di una porta.
Riusciamo a convincerlo a farci entrare nella porta...
Dall'altra parte il mondo, inizialmente, sembra simile al nostro ... a parte che ci sono 3 soli e palazzi in lontananza alti più di 200 piani.
Inizialmente sembra simile al nostro mondo: infatti, dopo poco tempo, riusciamo ad evitare un lupo di dimensioni colossali ...
sarà stato lungo almeno 4 metri ....
Questo mondo ha qualcosa di strano e particolare ...
dobbiamo stare molto attenti pensiamoWilliam si allontana dal sentiero battuto.
Un'ombra di un oggetto gigantesco, probabilmente un animale ma alto 100 metri, cerca di schiacciarlo ...
Ma in che cavolo di mondo siamo finiti?
Ci nascondiamo in una casa ma, anche lì, veniamo assaliti da 3 animali ..
3 lupi, grossi ma non enormi come il precedente.
La lotta è furibonda e, alla fine, riusciamo ad avere la meglio .....
Questi lupi, però, sono strani: hanno placche di metallo in varie parti del corpo ...
Le nostre menti vagano in questo strano mondo, interrogandosi su cosa potremmo trovare in giro e, forse, su cosa ci ha spinti ad entrare.
PbF - sequenze
L'uomo con la moneta
"L'odio non porta mai a nulla di buono.Non mi piace sapere che state per ficcarvi in un brutto guaio... molto brutto.
Non ho intenzione di raccontarvi quello che noi abbiamo vissuto oltrepassando al porta, ne come detto vi lascerò la strada libera per potervi andare ad uccidere.
Ho promesso a me stesso che nessuno sarebbe entrato nella porta per colpa mia e cercherò di mantenere questa promessa pere quanto mi è possibile."
Si alza dalla sedia e glia altri due fanno lo stesso.
"E' stato un piacere parlare con voi e capisco che quello che avete fatto a me e i miei amici è stato un errore manovrato da Frankilin.
Ma nonostante questo le mie idee restano tali.
Spero che la prossima volta che ci incontreremo non sarà per farci del male.
Au revoir."
William
"Rimane sempre la questione Elisabet.
Di certo non possiamo portarla con noi.
Potremmo fare ritorno a Parigi e affidarla alle cure di qualcuno di nostra fiducia.
Poi non so per farla partorire cosa si potrebbe fare.
Inoltre dai nostri capi potremmo magari avere qualche informazione su questo Robert, sempre che Franklin non se lo sia inventato per distogliere la nostra attenzione dal suo vero obiettivo."
John
John si stiracchia un pò, come se la discussione l'avesse parecchio annoiato:
"Bene, se il nostro amico qui vuole continuare a fare il muto - indica Antony - e la sua bella è trasportabile direi di mettere l'allegra famigliola su un carro e andarcene un pò... bhe non vi dico dove.
Secondo me sta storia della porta è un'emerita stronzata, nel senso che io ci entrerei e basta, senza patemi o altro... ma se siamo decisi ad andare a Parigi allora mi rimetto alle decisioni del gruppo.
Per Robert, sempre che esista, ci sarà sempre tempo più avanti."
Detto questo si avvicina alla porta e dice:"Quindi?"
Lasciate la casa in cui avete parlato con i 3 uomini e ritorante alla vostra base fuori le mura di Avignone.
Portare una ragazza in quelle condizioni fino a Parigi non sarà semplice, ma Faust dice che a parte l'assenza mentale le sue condizioni sono stabili.
Così la sera preparate le vostre cose e lasciate che Antony prepari anche quelle per il viaggio della ragazza.
John è visibilmente deluso della conclusione della storia e non nasconde che lui avrebbe preferito lasciare andare via Antony e seguire Franklin nella porta, ma come ha già detto se il gruppo ha deciso per Parigi, allora sia.
Al mattino del giorno dopo con un carro fate un pò di strada fino alla prima stazione in cui prendete un treno in direzione di Parigi.
Il viaggio è monotono e silenzioso, rotto solo dalle lamentele di John per l'incapacità di Antony di prendere una decisione.
Faust monitora sia le feirte di Arold, che comunque lentamente si stanno chiudendo che la situazione della donna.
Durante la notte più di una volta venite svegliati da dei mugugnii provenienti da Arold, come se fosse in preda a incubi, ma la cosa sembra essere più di carattere mentale che fisico.
Arrivate a Parigi in un giorno di pioggia e la carrozza che Barker manda da voi vi porta fino alla sede dell'organizzazione.
La sede è stata molto risistemata e notate più di una faccia nuova.
Barker in questo momente non c'è e vi dicono che nel pomeriggio lo troverete.
Vi dicono che la vostra squadra ha un ufficio al primo piano, l'ufficio 21.
Entrando notate 6 scrivanie e un appendiabiti, un armadio piccolo con delle bottiglie di liquori e un grosso tavolo di legno.
La finestra da su una piccola piazzatta alberata appena fuori dalla sede.
Antony se ne va con la ragazza dicendo che tornerà nel pomeriggio.
Vi sedete sulle vostre poltrone indecisi sul da farsi.
Paul
"Attendiamo che il capo ritorni e poi raccontiamogli tutto quello che è successo.
Poi, se lui sarà daccordo con noi, andremo in Austria a cercare Robert".
detto questo mi faccio giù un bel bicchiere di whisky e mi siedo sulla sedia di una scrivania.
"Io fossi in voi non sarei così desideroso di entrare in quelle porte... hanno un non so che di malvagio e tenebro ... forse i tizi di Avignone non hanno tutti i torti a non volerci far entrare..."
bevo un bel sorso di whisky
"Stasera, dopo l'incontro col capo, io andrei dal tizio con la bombetta.
Chi viene con me?"
William
" io verrò con te... sperando che ciò che abbiamo visto desti la sua curiosità.
Io spero di incontrare Franlin nel nostro mondo e di eliminarlo qui.
Poi se ci troveremo nuovamente di fronte a una di quelle porte vedremo il da farsi."
Nelle ore che vi rimangono fino all'arrivo di Barker riordinate le vostre scrivanie e sistemate la stanza in un modo che vi aggrada.
Faust insistentemente chiede ad uno degli inservienti notizie su un fantomatico ufficio 27, ma non ne cava un ragno da buco.
Nel primo pomeriggio Barker arriva.
Vi fa accomodare nel suo ufficio.
"So che avete trovato la ragazza, almeno mi hanno detto di avervi visti entrare con Antony e una donna.
Bene, mi congratulo.
Mi pare però di capire dalle vostre facce che qualcosa non è andato bene..."
"L'odio non porta mai a nulla di buono.Non mi piace sapere che state per ficcarvi in un brutto guaio... molto brutto.
Non ho intenzione di raccontarvi quello che noi abbiamo vissuto oltrepassando al porta, ne come detto vi lascerò la strada libera per potervi andare ad uccidere.
Ho promesso a me stesso che nessuno sarebbe entrato nella porta per colpa mia e cercherò di mantenere questa promessa pere quanto mi è possibile."
Si alza dalla sedia e glia altri due fanno lo stesso.
"E' stato un piacere parlare con voi e capisco che quello che avete fatto a me e i miei amici è stato un errore manovrato da Frankilin.
Ma nonostante questo le mie idee restano tali.
Spero che la prossima volta che ci incontreremo non sarà per farci del male.
Au revoir."
William
"Rimane sempre la questione Elisabet.
Di certo non possiamo portarla con noi.
Potremmo fare ritorno a Parigi e affidarla alle cure di qualcuno di nostra fiducia.
Poi non so per farla partorire cosa si potrebbe fare.
Inoltre dai nostri capi potremmo magari avere qualche informazione su questo Robert, sempre che Franklin non se lo sia inventato per distogliere la nostra attenzione dal suo vero obiettivo."
John
John si stiracchia un pò, come se la discussione l'avesse parecchio annoiato:
"Bene, se il nostro amico qui vuole continuare a fare il muto - indica Antony - e la sua bella è trasportabile direi di mettere l'allegra famigliola su un carro e andarcene un pò... bhe non vi dico dove.
Secondo me sta storia della porta è un'emerita stronzata, nel senso che io ci entrerei e basta, senza patemi o altro... ma se siamo decisi ad andare a Parigi allora mi rimetto alle decisioni del gruppo.
Per Robert, sempre che esista, ci sarà sempre tempo più avanti."
Detto questo si avvicina alla porta e dice:"Quindi?"
Lasciate la casa in cui avete parlato con i 3 uomini e ritorante alla vostra base fuori le mura di Avignone.
Portare una ragazza in quelle condizioni fino a Parigi non sarà semplice, ma Faust dice che a parte l'assenza mentale le sue condizioni sono stabili.
Così la sera preparate le vostre cose e lasciate che Antony prepari anche quelle per il viaggio della ragazza.
John è visibilmente deluso della conclusione della storia e non nasconde che lui avrebbe preferito lasciare andare via Antony e seguire Franklin nella porta, ma come ha già detto se il gruppo ha deciso per Parigi, allora sia.
Al mattino del giorno dopo con un carro fate un pò di strada fino alla prima stazione in cui prendete un treno in direzione di Parigi.
Il viaggio è monotono e silenzioso, rotto solo dalle lamentele di John per l'incapacità di Antony di prendere una decisione.
Faust monitora sia le feirte di Arold, che comunque lentamente si stanno chiudendo che la situazione della donna.
Durante la notte più di una volta venite svegliati da dei mugugnii provenienti da Arold, come se fosse in preda a incubi, ma la cosa sembra essere più di carattere mentale che fisico.
Arrivate a Parigi in un giorno di pioggia e la carrozza che Barker manda da voi vi porta fino alla sede dell'organizzazione.
La sede è stata molto risistemata e notate più di una faccia nuova.
Barker in questo momente non c'è e vi dicono che nel pomeriggio lo troverete.
Vi dicono che la vostra squadra ha un ufficio al primo piano, l'ufficio 21.
Entrando notate 6 scrivanie e un appendiabiti, un armadio piccolo con delle bottiglie di liquori e un grosso tavolo di legno.
La finestra da su una piccola piazzatta alberata appena fuori dalla sede.
Antony se ne va con la ragazza dicendo che tornerà nel pomeriggio.
Vi sedete sulle vostre poltrone indecisi sul da farsi.
Paul
"Attendiamo che il capo ritorni e poi raccontiamogli tutto quello che è successo.
Poi, se lui sarà daccordo con noi, andremo in Austria a cercare Robert".
detto questo mi faccio giù un bel bicchiere di whisky e mi siedo sulla sedia di una scrivania.
"Io fossi in voi non sarei così desideroso di entrare in quelle porte... hanno un non so che di malvagio e tenebro ... forse i tizi di Avignone non hanno tutti i torti a non volerci far entrare..."
bevo un bel sorso di whisky
"Stasera, dopo l'incontro col capo, io andrei dal tizio con la bombetta.
Chi viene con me?"
William
" io verrò con te... sperando che ciò che abbiamo visto desti la sua curiosità.
Io spero di incontrare Franlin nel nostro mondo e di eliminarlo qui.
Poi se ci troveremo nuovamente di fronte a una di quelle porte vedremo il da farsi."
Nelle ore che vi rimangono fino all'arrivo di Barker riordinate le vostre scrivanie e sistemate la stanza in un modo che vi aggrada.
Faust insistentemente chiede ad uno degli inservienti notizie su un fantomatico ufficio 27, ma non ne cava un ragno da buco.
Nel primo pomeriggio Barker arriva.
Vi fa accomodare nel suo ufficio.
"So che avete trovato la ragazza, almeno mi hanno detto di avervi visti entrare con Antony e una donna.
Bene, mi congratulo.
Mi pare però di capire dalle vostre facce che qualcosa non è andato bene..."
mercoledì 22 luglio 2009
Paul - La cattura dell'uomo con la moneta
Scritto da pippolomazzo
Abbiamo appena catturato l'uomo con la moneta e lo sfregiato.
Entrambi giacciono legati e svenuti per terra... il buon John ha proprio fatto un ottimo lavoro... sa il fatto suo quel ragazzo.
"Quell'uomo, quello con la moneta, ha qualcosa di strano - dice Paul - Prima, quando mi sono avvicinato a lui fingendo di essere ubriaco, si è allontanato di botto, spostando le mani indietro, come se non volesse toccarmi..."
L'uomo con la moneta si risveglia ma Paul, in preda ad una sua personale convinzione che quest'uomo abbia strani poteri malvagi, lo rimanda nel mondo dei sogni con un sonoro cazzotto in testa.
Quando l'uomo con la moneta si risveglia Paul viene tenuto in disparte così questi ha modo di proferire parola:
"Pazzi, non avrete fatto entrare qualcuno in quella porta, vero?" dice lui...
Inizialmente neghiamo il fatto che qualcuno - Franklin - sia entrato nella porta ma, col passare del tempo, confermiamo che una persona è entrata nella porta e che, per evitare che essa venga riaperta, ha tentato di uccidere un nostro compagno, l'unico in grado di aprire la porta.
"Voi non sapete cosa c'è là dentro - dice lui - io ci sono entrato una volta, insieme ai miei 2 compagni, e guardate come sono ridotto.... qualunque cosa io tocchi mi fa percepire la sua storia, la storia dell'oggetto e di chi ne è venuto in contatto... solo questa moneta, che ho fatto io, mi rende immune da questa malattia".
"I miei soci, lo avrete capito, hanno anche loro delle strane malattie: una ferita sempre sanguinante e l'età che non cambia mai ..."
Facciamo pressioni affinchè ci aiuti a riaprire la porta ma lui si oppone fermamente:
"Sono qui per evitare che altre persone entrino in quella porta. Voglio che nessun altro debba provare qul senso di morte e terrore che ho vissuto, insieme ai miei colleghi, quando siamo passati attraverso una di queste porte..."
Nella nostra mente si affollano un po' di idee:
E se avessimo sbagliato ad aprire la porta a Franklin?
E se lui fosse un cattivo, mentre i buoni sono quelli che abbiamo ammazzato e legato?
Cosa diamine mai ci sarà dietro quella porta?
Abbiamo appena catturato l'uomo con la moneta e lo sfregiato.
Entrambi giacciono legati e svenuti per terra... il buon John ha proprio fatto un ottimo lavoro... sa il fatto suo quel ragazzo.
"Quell'uomo, quello con la moneta, ha qualcosa di strano - dice Paul - Prima, quando mi sono avvicinato a lui fingendo di essere ubriaco, si è allontanato di botto, spostando le mani indietro, come se non volesse toccarmi..."
L'uomo con la moneta si risveglia ma Paul, in preda ad una sua personale convinzione che quest'uomo abbia strani poteri malvagi, lo rimanda nel mondo dei sogni con un sonoro cazzotto in testa.
Quando l'uomo con la moneta si risveglia Paul viene tenuto in disparte così questi ha modo di proferire parola:
"Pazzi, non avrete fatto entrare qualcuno in quella porta, vero?" dice lui...
Inizialmente neghiamo il fatto che qualcuno - Franklin - sia entrato nella porta ma, col passare del tempo, confermiamo che una persona è entrata nella porta e che, per evitare che essa venga riaperta, ha tentato di uccidere un nostro compagno, l'unico in grado di aprire la porta.
"Voi non sapete cosa c'è là dentro - dice lui - io ci sono entrato una volta, insieme ai miei 2 compagni, e guardate come sono ridotto.... qualunque cosa io tocchi mi fa percepire la sua storia, la storia dell'oggetto e di chi ne è venuto in contatto... solo questa moneta, che ho fatto io, mi rende immune da questa malattia".
"I miei soci, lo avrete capito, hanno anche loro delle strane malattie: una ferita sempre sanguinante e l'età che non cambia mai ..."
Facciamo pressioni affinchè ci aiuti a riaprire la porta ma lui si oppone fermamente:
"Sono qui per evitare che altre persone entrino in quella porta. Voglio che nessun altro debba provare qul senso di morte e terrore che ho vissuto, insieme ai miei colleghi, quando siamo passati attraverso una di queste porte..."
Nella nostra mente si affollano un po' di idee:
E se avessimo sbagliato ad aprire la porta a Franklin?
E se lui fosse un cattivo, mentre i buoni sono quelli che abbiamo ammazzato e legato?
Cosa diamine mai ci sarà dietro quella porta?
martedì 21 luglio 2009
Franklin - oltre la porta
Sono distratti è il momento
Franklin estrae una pistola e fa fuoco su Arold.
Il colpo trapassa l'uomo e questi cade a terra con una enorma chiazza di sangue che gli macchia la camicia.
Franklin si infila nella porta e la chiude alle sue spalle.
Franklin cammina in un luogo che gli è alieno.
La porta di metallo sembra un ricordo lontano, come se la avesse varcata secoli fa.
Non ricorda bene da quanto è qui e il suo orologio l'ha buttato appena varcata la soglia, troppo pericoloso tenerlo con se.
Lo spazio che ha davanti è strano, le leggi della fiscia non servono.
Il paesaggio si contorce e si dilata, cose lontane sono raggiunte in un battere di ciglia, cose vicine non si raggiungono mai.
Ci sono cose che lo spiano tra le curve e i recessi del paesaggio.
Zone oscure che ospitano mostri.
Adesso Franklin ha paura.
Cosa è stato, un rumore?
Estrae un coltello a lama dritta e lo punta nella direzione del rumore.
Un'ombra?
Un movimento.
Franklin inizia a correre.
Devo fuggire, nascondermi, ma dove?
Franklin si blocca di colpo.
Davanti a lui qualcosa lo attende.
Un ombra, una sagoma.
Si avvicina
Mio dio, cose è quella cosa?
Il terrore lo paralizza la cosa si avvicina.
Mio dio che cosa faccio adesso?
Franklin estrae una pistola e fa fuoco su Arold.
Il colpo trapassa l'uomo e questi cade a terra con una enorma chiazza di sangue che gli macchia la camicia.
Franklin si infila nella porta e la chiude alle sue spalle.
Franklin cammina in un luogo che gli è alieno.
La porta di metallo sembra un ricordo lontano, come se la avesse varcata secoli fa.
Non ricorda bene da quanto è qui e il suo orologio l'ha buttato appena varcata la soglia, troppo pericoloso tenerlo con se.
Lo spazio che ha davanti è strano, le leggi della fiscia non servono.
Il paesaggio si contorce e si dilata, cose lontane sono raggiunte in un battere di ciglia, cose vicine non si raggiungono mai.
Ci sono cose che lo spiano tra le curve e i recessi del paesaggio.
Zone oscure che ospitano mostri.
Adesso Franklin ha paura.
Cosa è stato, un rumore?
Estrae un coltello a lama dritta e lo punta nella direzione del rumore.
Un'ombra?
Un movimento.
Franklin inizia a correre.
Devo fuggire, nascondermi, ma dove?
Franklin si blocca di colpo.
Davanti a lui qualcosa lo attende.
Un ombra, una sagoma.
Si avvicina
Mio dio, cose è quella cosa?
Il terrore lo paralizza la cosa si avvicina.
Mio dio che cosa faccio adesso?
venerdì 17 luglio 2009
Arold - Ophmet
Scritto da Eol88
Dove diavolo sono?
Un parco...ma dove?
Attorno ci sono dei palazzi che sembrano immensi, sono veramente alti e ci sono luci dappertutto...
Non sarò mica ancora nel futuro!!
Ma no...ora ricordo...mi guardo la giacca lorda di sangue e sento una fitta lancinante.
Già è vero, mi hanno sparato...quel gran bastardo ci ha fregati tutti...allora questo è un sogno
...spero...
Oppure sono già morto.
Cammino lungo il vialetto, è strano.
Mi sento ansioso, insicuro...raggiungo una casa vicino a uno stagno, è tutta buia e mi attrae...Mi avvicino e apro la porta, la apro,l'oscurità sembra uscire da dalla stanza stessa.
Dall'esterno filtra pochissima luce, faccio scorrere una mano lungo la parete e cerco qualcosa per illuminare...
Poi mi prende costantemente un senso di paura, di oppressione, quasi mi manca il respiro, sento molto caldo e il sudore si mischia col sangue che vedo sgorgare dalla ferita.
I miei muscoli si irrigidiscono, perchè non cè luce??
E' solo una sensazione, ma ho paura.
Ho paura di guardare negli angoli della stanza...ho la costante sensazione che qualcosa mi tenga d'occhio.
La mia mano trova qualcosa di diverso, qualcosa di freddo e sporco.
Ne seguo le linee e intuisco il contorno di una porta...speriamo mi porti fuori di qui.
La apro.
Il senso di inquietudine si fa sentire più forte che mai.
Mi incammino all'interno di questa porta.
Sono solo.
E' buio.
Sono sicuro che qualcosa cammina con me, alle mie spalle...lo percepisco.
Mi volto di colpo, a parte il silenzio sono solo.
Non cè nessuno.
Aumento il passo, comincio a correre....lo sento è sempre dietro di me.
Corro più forte che posso, la ferita mi fa molto male e perdo molto sangue.
Sento che mi è quasi addosso...
E' Lui.
E' Ophmet ne sono certo.
Chi altri potrebbe essere?
Lui mi ha scelto, e anche se io non lo voglio ormai è troppo tardi.
Mentre corro guardo dietro, non resisto ancora per molto.
Vedo ombre che danzano alle mie spalle, mi scherniscono.
Poi svaniscono.
Ho la costante paura che ci sia qualcosa...e continuo a correre.
Poi le sento tornare.
Dove diavolo sono?
Un parco...ma dove?
Attorno ci sono dei palazzi che sembrano immensi, sono veramente alti e ci sono luci dappertutto...
Non sarò mica ancora nel futuro!!
Ma no...ora ricordo...mi guardo la giacca lorda di sangue e sento una fitta lancinante.
Già è vero, mi hanno sparato...quel gran bastardo ci ha fregati tutti...allora questo è un sogno
...spero...
Oppure sono già morto.
Cammino lungo il vialetto, è strano.
Mi sento ansioso, insicuro...raggiungo una casa vicino a uno stagno, è tutta buia e mi attrae...Mi avvicino e apro la porta, la apro,l'oscurità sembra uscire da dalla stanza stessa.
Dall'esterno filtra pochissima luce, faccio scorrere una mano lungo la parete e cerco qualcosa per illuminare...
Poi mi prende costantemente un senso di paura, di oppressione, quasi mi manca il respiro, sento molto caldo e il sudore si mischia col sangue che vedo sgorgare dalla ferita.
I miei muscoli si irrigidiscono, perchè non cè luce??
E' solo una sensazione, ma ho paura.
Ho paura di guardare negli angoli della stanza...ho la costante sensazione che qualcosa mi tenga d'occhio.
La mia mano trova qualcosa di diverso, qualcosa di freddo e sporco.
Ne seguo le linee e intuisco il contorno di una porta...speriamo mi porti fuori di qui.
La apro.
Il senso di inquietudine si fa sentire più forte che mai.
Mi incammino all'interno di questa porta.
Sono solo.
E' buio.
Sono sicuro che qualcosa cammina con me, alle mie spalle...lo percepisco.
Mi volto di colpo, a parte il silenzio sono solo.
Non cè nessuno.
Aumento il passo, comincio a correre....lo sento è sempre dietro di me.
Corro più forte che posso, la ferita mi fa molto male e perdo molto sangue.
Sento che mi è quasi addosso...
E' Lui.
E' Ophmet ne sono certo.
Chi altri potrebbe essere?
Lui mi ha scelto, e anche se io non lo voglio ormai è troppo tardi.
Mentre corro guardo dietro, non resisto ancora per molto.
Vedo ombre che danzano alle mie spalle, mi scherniscono.
Poi svaniscono.
Ho la costante paura che ci sia qualcosa...e continuo a correre.
Poi le sento tornare.
La cattura
Un mese prima
L'uomo con la moneta si ferma davante alla porta di legno dentro cui Elisabeth è tenuta prigioniera.
Mette la moneta in tasca ed entra.
Le lacrime rigano il viso della ragazza.
"Stai bene" le chiede
Lei non risponde si limita a singhiozzare.
"Ti hanno fatto del male?"
"N.. no." balbetta
"Senti, so che adesso hai paura, che temi che ti faremo del male, ma non siamo qui per questo.
Ti abbiamo portato qui per proteggerti."
Lei continua a piangere
"Io... io voglio solo... tornare a casa."
"Non puoi, mi dispiace, per il tuo bene è bene che tu rimanga qui."
L'uomo con la moneta si gira verso un ragazzotto che sta sulla porta.
"Tienila d'occhio."
Poi se ne va.
"Le hai fatto del male?"
Parla con un'angolo buio della stanza.
No
"Bene, lui è già arrivato?"
No
"Senti, io non posso stare qui, quando arriverà chiedigli di controllare se la stanno ancora cercando."
Si
L'uomo con la moneta si avvicina all'angolo buio
"Grazie - fa un passo più vicino - senti, so che te lo dico sempre, ma... mi dipiace."
Lo so, lo sento
Ogni volta che vede l'amico costretto a fugggire la luce del sole sente il peso di avere fatto quella scelta che li ha portati a diventare così.
Sente il peso di essere stato il loro capo e di averli costretti a questo.
"Arrivederci amico."
L'uomo con la moneta si ferma davante alla porta di legno dentro cui Elisabeth è tenuta prigioniera.
Mette la moneta in tasca ed entra.
Le lacrime rigano il viso della ragazza.
"Stai bene" le chiede
Lei non risponde si limita a singhiozzare.
"Ti hanno fatto del male?"
"N.. no." balbetta
"Senti, so che adesso hai paura, che temi che ti faremo del male, ma non siamo qui per questo.
Ti abbiamo portato qui per proteggerti."
Lei continua a piangere
"Io... io voglio solo... tornare a casa."
"Non puoi, mi dispiace, per il tuo bene è bene che tu rimanga qui."
L'uomo con la moneta si gira verso un ragazzotto che sta sulla porta.
"Tienila d'occhio."
Poi se ne va.
"Le hai fatto del male?"
Parla con un'angolo buio della stanza.
No
"Bene, lui è già arrivato?"
No
"Senti, io non posso stare qui, quando arriverà chiedigli di controllare se la stanno ancora cercando."
Si
L'uomo con la moneta si avvicina all'angolo buio
"Grazie - fa un passo più vicino - senti, so che te lo dico sempre, ma... mi dipiace."
Lo so, lo sento
Ogni volta che vede l'amico costretto a fugggire la luce del sole sente il peso di avere fatto quella scelta che li ha portati a diventare così.
Sente il peso di essere stato il loro capo e di averli costretti a questo.
"Arrivederci amico."
mercoledì 15 luglio 2009
Lo scopo di Franklin
Frammenti di gioco
Dopo una discussione con il prigioniero il gruppo viene a scoprire che Franklin non è interessato alla donna, ma bensì ad una misteriosa porta di metallo che pare che l'associazione tenga nascosta.
Franklin afferma che varcando la soglia potrà viaggiare nel tempo.
Franklin parla con il gruppo e con le sue abili capacità oratorie convince Arold a collaborare con lui.
Il suo piano è semplice, il gruppo cercherà di liberare Elisabeth e lui sfrutterà la situazione come diversivo per arrivare alla porta.
Paul non sembra convinto della possibilità di riuscita della cosa e decide di girare il piano di Franklin: loro cercheranno con lui la porta creando il diversivo a Antony per liberare la ragazza.
Franklin accetta e il gruppo mette in atto il piano.
Con la collaborazine di John, l'unico davvero abile in questo genere di cose, il gruppo arriva alla porta e Arold inizia a studiare il codice segreto per l'apertura.
Il codice è inciso sulla porta sotto forma di ideogrammi.
Mentre il gruppo è davanti alla porta due dei 3 capi dell'associazione si fanno vedere, un uomo con una cicatrice sulla faccia e un'uomo che fa girare sempre una moneta tra le dita.
John e Paul riescono a catturarli con l'intento di farli parlare una volta che Franklin se ne sarà andato.
Arold riesca ad aprire la porta.
Prima che Franklin entri però riesca a convincere John a uccidere i due uomini dell'associazione e John con un coltello infligge ai due un colpo.
Al gruppo però non sfugge che il colpo di John non è mortale, evidentemente ha in mente qualcosa.
Distratti dall'azione del compagno il gruppo non vede Franklin che estrae una pistola.
Il colpo rimbomba nella stanza e il tonfo della porta di metallo che si chiude è accompagnato dal rumore di Arold che cade a terra con la camicia intrisa di sangue.
Ecco lo scopo di Franklin, uccidere tutti quelli che avrebbero potuto riaprire la porta e inseguirlo.
Nel fratteno Antony e Faus liberano la ragazza e tornano dai compagni giusto in tempo per scoprire che la ferita di Arold è grave.
Faust fa del suo meglio per fermare il sange ed tamponare la ferita, ma la situazione del compagno resta a rischio.
Dopo una discussione con il prigioniero il gruppo viene a scoprire che Franklin non è interessato alla donna, ma bensì ad una misteriosa porta di metallo che pare che l'associazione tenga nascosta.
Franklin afferma che varcando la soglia potrà viaggiare nel tempo.
Franklin parla con il gruppo e con le sue abili capacità oratorie convince Arold a collaborare con lui.
Il suo piano è semplice, il gruppo cercherà di liberare Elisabeth e lui sfrutterà la situazione come diversivo per arrivare alla porta.
Paul non sembra convinto della possibilità di riuscita della cosa e decide di girare il piano di Franklin: loro cercheranno con lui la porta creando il diversivo a Antony per liberare la ragazza.
Franklin accetta e il gruppo mette in atto il piano.
Con la collaborazine di John, l'unico davvero abile in questo genere di cose, il gruppo arriva alla porta e Arold inizia a studiare il codice segreto per l'apertura.
Il codice è inciso sulla porta sotto forma di ideogrammi.
Mentre il gruppo è davanti alla porta due dei 3 capi dell'associazione si fanno vedere, un uomo con una cicatrice sulla faccia e un'uomo che fa girare sempre una moneta tra le dita.
John e Paul riescono a catturarli con l'intento di farli parlare una volta che Franklin se ne sarà andato.
Arold riesca ad aprire la porta.
Prima che Franklin entri però riesca a convincere John a uccidere i due uomini dell'associazione e John con un coltello infligge ai due un colpo.
Al gruppo però non sfugge che il colpo di John non è mortale, evidentemente ha in mente qualcosa.
Distratti dall'azione del compagno il gruppo non vede Franklin che estrae una pistola.
Il colpo rimbomba nella stanza e il tonfo della porta di metallo che si chiude è accompagnato dal rumore di Arold che cade a terra con la camicia intrisa di sangue.
Ecco lo scopo di Franklin, uccidere tutti quelli che avrebbero potuto riaprire la porta e inseguirlo.
Nel fratteno Antony e Faus liberano la ragazza e tornano dai compagni giusto in tempo per scoprire che la ferita di Arold è grave.
Faust fa del suo meglio per fermare il sange ed tamponare la ferita, ma la situazione del compagno resta a rischio.
martedì 14 luglio 2009
Sospesa nel tempo
Mentre il sonno ristoratore culla le nostre menti sentiamo dei rumori sospetti alla nostra porta.
Ci svegliamo di soprassalto e cerchiamo di capire cosa siano questi rumori.
Faust, che ha il sonno leggreo, dice di averli sentiti bene che era qualcuno che lavorava intorno alla porta.
Mentre sta ancora parlando William decide di dare un' occhiata fuori.
Apre e, con sua grande sorpresa, si trova di fronte un ragazzo sui 20 anni, un certo Emerik, che gli da il benvenuto ad Avignone da parte della sua "associazione".
Tra i due comincia un fitto dialogo ricco di frecciatine e allusioni su chi debba guadagnarsi la fiducia di chi.
Alla fine, dopo aver risposto ad alcune domande di Emerik, i 5 ottengono un incontro coi capi di Emerick. Il giovane gli lascia una carta dei tarocchi, con una culla con dentro una clessidra, col nome di una locanda.
Appena chiusa la porta William, che tiene la carta tra le mani, ha un' illuminazione... i tarocchi... Antony. Forse lui sa cosa vuol dire.
Così, la mattina segeuente, John e William sono in viaggio per Parigi.
Nel frattempo Paul, Faust e Arold si recano alla locanda, Le Renarde, e si mettono a parlare con Emerik, spiegandogli che stiamo cercadno Elisabeth che potrebbe essre il solo rimedio alla follia che sta prendendo il sopravvento sulla mente di Antony.
Poi Emerik si assentea.
Finita la cena gli altri escono dalla locanda e ricevono un messaggio dal ragazzo: hanno accettato di incontrarli.
Quindi li conducono in una costruzione non molto lontana dalla Le Renard. Entrano in una stanza e, assieme a Emerik, c'è un ragazzino di 15 anni.
Emerik comincia con una fitta serie di domande, il ragazzino si limata ad ascoltare.
Alla fine della nottata (ormai sta albeggiando) il ragazzo rivela che lui sa dove si trova la ragazza. Dice che è in un luogo sicuro e che ci sono altre tre persone sulle sue tracce.
Quasi lapidario aggiunge :
"Se volete incontrarla dovete prima eliminare queste tre persone".
Raggiunti da Willima, John e Arold gli altri raccontano l'accaduto.
Di comune accordo decidono di rapire i tre tizi per toglierli di mezzo.
I tre alloggiano nella locanda. Sono molto magri, si limitano solo a bere... ricordano qualcuno... ma certo i seguaci di Ophmet!
Antony crea una specie di sonnifero che mettiamo nella loro acqua. Quindi li preleviamo delle loro stanze e li portiamo nella nostra abitazione fuori dalla città.
Qui scopriamo che uno dei tre è Franklin... che noi incontreremo nel 1980!!!
Quindi torniamo da Emerik che ci porta da Elisabeth.
E' in una stanza, ancora incinta (dopo 2 anni!). Non può vederci ne sentirci. Sembra sia sospesa nel tempo, in un luogo lontano. Ci dicono ancora che dove si trova adesso è al sicuro e che tornare nel nostro tempo nuocerebbe sia a lei che al nascituro.
Antony le si avvicina e le da un bacio. La scena è pietosa ma lo si può capire.
Torniamo alla nostra base e cominciamo a decidere il da farsi.
Salvarla o lasciarla sospesa nel tempo?
Ci svegliamo di soprassalto e cerchiamo di capire cosa siano questi rumori.
Faust, che ha il sonno leggreo, dice di averli sentiti bene che era qualcuno che lavorava intorno alla porta.
Mentre sta ancora parlando William decide di dare un' occhiata fuori.
Apre e, con sua grande sorpresa, si trova di fronte un ragazzo sui 20 anni, un certo Emerik, che gli da il benvenuto ad Avignone da parte della sua "associazione".
Tra i due comincia un fitto dialogo ricco di frecciatine e allusioni su chi debba guadagnarsi la fiducia di chi.
Alla fine, dopo aver risposto ad alcune domande di Emerik, i 5 ottengono un incontro coi capi di Emerick. Il giovane gli lascia una carta dei tarocchi, con una culla con dentro una clessidra, col nome di una locanda.
Appena chiusa la porta William, che tiene la carta tra le mani, ha un' illuminazione... i tarocchi... Antony. Forse lui sa cosa vuol dire.
Così, la mattina segeuente, John e William sono in viaggio per Parigi.
Nel frattempo Paul, Faust e Arold si recano alla locanda, Le Renarde, e si mettono a parlare con Emerik, spiegandogli che stiamo cercadno Elisabeth che potrebbe essre il solo rimedio alla follia che sta prendendo il sopravvento sulla mente di Antony.
Poi Emerik si assentea.
Finita la cena gli altri escono dalla locanda e ricevono un messaggio dal ragazzo: hanno accettato di incontrarli.
Quindi li conducono in una costruzione non molto lontana dalla Le Renard. Entrano in una stanza e, assieme a Emerik, c'è un ragazzino di 15 anni.
Emerik comincia con una fitta serie di domande, il ragazzino si limata ad ascoltare.
Alla fine della nottata (ormai sta albeggiando) il ragazzo rivela che lui sa dove si trova la ragazza. Dice che è in un luogo sicuro e che ci sono altre tre persone sulle sue tracce.
Quasi lapidario aggiunge :
"Se volete incontrarla dovete prima eliminare queste tre persone".
Raggiunti da Willima, John e Arold gli altri raccontano l'accaduto.
Di comune accordo decidono di rapire i tre tizi per toglierli di mezzo.
I tre alloggiano nella locanda. Sono molto magri, si limitano solo a bere... ricordano qualcuno... ma certo i seguaci di Ophmet!
Antony crea una specie di sonnifero che mettiamo nella loro acqua. Quindi li preleviamo delle loro stanze e li portiamo nella nostra abitazione fuori dalla città.
Qui scopriamo che uno dei tre è Franklin... che noi incontreremo nel 1980!!!
Quindi torniamo da Emerik che ci porta da Elisabeth.
E' in una stanza, ancora incinta (dopo 2 anni!). Non può vederci ne sentirci. Sembra sia sospesa nel tempo, in un luogo lontano. Ci dicono ancora che dove si trova adesso è al sicuro e che tornare nel nostro tempo nuocerebbe sia a lei che al nascituro.
Antony le si avvicina e le da un bacio. La scena è pietosa ma lo si può capire.
Torniamo alla nostra base e cominciamo a decidere il da farsi.
Salvarla o lasciarla sospesa nel tempo?
giovedì 2 luglio 2009
La Culla
Anni fa
L'uomo con la cicatrice sulla faccia da un calcio al tipo a terra.
"Quante volte ancora ti dovrò dire che che qui tu non puoi entrare?"
La sua voce rimbomba come un colpo di cannone nell'enorme stanza.
Le due porte, che si aprono sui due lati opposti dell'enorme salone, osservano silenziose la scena.
"Ti prego... io voglio solo aprirla..."
L'altro a terra è una maschera di sangue.
Lo sfregiato si accuccia a fianco del ferito e gli prende i capelli.
"Te lo dico per l'ultima volta. Qui siamo in 3 a potere entrare e tu non sei nessuno dei 3!"
Lo guarda, l'altro abbassa gli occhi.
"Vedi - indica la porta - quella non si apre. Punto. E anche se per caso dovessi riuscire ad arrivarle davanti e cercare di aprirla bhe... lo sai."
Lo sfregiato lascia i capelli.
Si rialza.
L'altro si alza.
"Sparisci" non lo guarda neppure.
Il ferito sparisce da una delle due porte, non quella che prima gli era stata indicata.
Lo sfregiato cammina lungo il salone e si ferma davanti alla porta.
Questo posto loro lo chiamano "La culla" lui non sa il perchè ma è un nome che gli piace.
Aspetta qualche minuto, poi torna sui suoi passi.
Esce anche lui dall'altra porta ed è in strada.
L'altro uomo che lo aspetta fuori fa girare ancora una volta la moneta facendola danzare sulle dita.
"Che dici - chiede - ci riproverà?"
"Credo di si. Dovremmo mettere qualcuno di guardia, e magari costruire una controparete con una porta sbarrata in qualche modo che non si possa forzare facilmente."
"Potremmo trovare gente che faccia dei turni, per la porta non credo sia un problema."
Lo sfregiato si tocca il viso e vede che la ferita si è riaperta.
"Di nuovo?" gli chiede l'altro.
"Lo fa sempre, a te è andata meglio, tu fai girare una moneta."
"Bhe vedi il lato positivo a lui è andata peggio di te."
"Già."
Tutti e due guardano in un punto buio della strada.
"Adesso me ne vado" dice lo sfregiato.
"Ci penso io a sistemare le cose qui?"
"No, lascia che lo faccia lui."
La moneta fa un ultimo giro sulle abili dita, poi finisce in una tasca.
"Ci si vede amico."
"Ci si vede."
I due si dividono, ma prima fanno un cenno verso il punto buio della strada.
Un ombra risponde al loro saluto.
Ci penso io.
L'uomo con la cicatrice sulla faccia da un calcio al tipo a terra.
"Quante volte ancora ti dovrò dire che che qui tu non puoi entrare?"
La sua voce rimbomba come un colpo di cannone nell'enorme stanza.
Le due porte, che si aprono sui due lati opposti dell'enorme salone, osservano silenziose la scena.
"Ti prego... io voglio solo aprirla..."
L'altro a terra è una maschera di sangue.
Lo sfregiato si accuccia a fianco del ferito e gli prende i capelli.
"Te lo dico per l'ultima volta. Qui siamo in 3 a potere entrare e tu non sei nessuno dei 3!"
Lo guarda, l'altro abbassa gli occhi.
"Vedi - indica la porta - quella non si apre. Punto. E anche se per caso dovessi riuscire ad arrivarle davanti e cercare di aprirla bhe... lo sai."
Lo sfregiato lascia i capelli.
Si rialza.
L'altro si alza.
"Sparisci" non lo guarda neppure.
Il ferito sparisce da una delle due porte, non quella che prima gli era stata indicata.
Lo sfregiato cammina lungo il salone e si ferma davanti alla porta.
Questo posto loro lo chiamano "La culla" lui non sa il perchè ma è un nome che gli piace.
Aspetta qualche minuto, poi torna sui suoi passi.
Esce anche lui dall'altra porta ed è in strada.
L'altro uomo che lo aspetta fuori fa girare ancora una volta la moneta facendola danzare sulle dita.
"Che dici - chiede - ci riproverà?"
"Credo di si. Dovremmo mettere qualcuno di guardia, e magari costruire una controparete con una porta sbarrata in qualche modo che non si possa forzare facilmente."
"Potremmo trovare gente che faccia dei turni, per la porta non credo sia un problema."
Lo sfregiato si tocca il viso e vede che la ferita si è riaperta.
"Di nuovo?" gli chiede l'altro.
"Lo fa sempre, a te è andata meglio, tu fai girare una moneta."
"Bhe vedi il lato positivo a lui è andata peggio di te."
"Già."
Tutti e due guardano in un punto buio della strada.
"Adesso me ne vado" dice lo sfregiato.
"Ci penso io a sistemare le cose qui?"
"No, lascia che lo faccia lui."
La moneta fa un ultimo giro sulle abili dita, poi finisce in una tasca.
"Ci si vede amico."
"Ci si vede."
I due si dividono, ma prima fanno un cenno verso il punto buio della strada.
Un ombra risponde al loro saluto.
Ci penso io.
mercoledì 24 giugno 2009
Avignone
Frammenti di PbF
2
William
In attesa che Antony decidano il da farsi propongo algi altri di dividerci e reperire tutto l'occorente per il viaggio.
Con l'itensa che il mattino seguente, di buon'ora, partiamo per Avignone.
Al mattino vi trovate nella sala d'ingresso pronti per la partenza.
William e Paul sono i primi ad arrivare, dopo pochi minuti arriva anche Faust visibilmente stanco, come se avesse passato la notte in bianco.
Aspettate alcuni minuti poi nessuno si fa vedere.
Vi preoccupate un pò per John e Arold, ma dati i tempi dei treni per Avignon uscite.Alla stazione il treno è pronto al binario, salite.
Appena prima che il treno parta John e Arold arrivano correndo, saltano sul treno al volo e vi raggiungono.
"Scusate - dicono - abbiamo rischiato di rimanere fuori da questa storia"
Mentre il treno sferraglia, con un paio d'ore davanti decidete di pianificare come muovervi.Sapete che non ci sono agenti ad Avignon e sapete che probabilmente qualcuno la tiene prigioniera.
Siete soli e non sapete contro chi o cosa...
Faust
Ad avignone.....bisognerebbe informarsi su castelli o zone del genere, in montagna...
se la tengono prigioniera dobbiamo armarci, però a me non piace tanto l'idea di combattere..
Direi di arrivare a destinazione e raccogllere informazioni
Arold
"Sono d'accordo con Faust, quando arriveremo dobbiamo informarci...e anche essre pronti a tutto" e accarezzo la frusta..."
Una volta giunti io mi preoccuperò di cercare nelle biblioteche informazioni sui castelli o monasteri o grossi edifici particolari presenti in città o nelle zone limitrofe, magari potrei riuscire anche a recuperare le piantine di di questi edifici se sono fortunato..."
Lasciato il treno in una non precisata stazione una carrozza trainata da due cavalli neri vi porta fino ad piccolo villaggio nei pressi di Avignon.
Decidete di farvi lasciare li, e non direttamente in città per definire meglio la strategia d'azione.
Le vostre idee su come muoversi sono parecchio confuse e in effetti non avete la minima idea di come sia fatta la città.
Le uniche due cose che sapete di Avignon è che ci sono due cose importanti:
La prima è il famoso ponte (Il ponte di Saint-Bénezet), la seconda è il Palazzo dei papi (Link).
Il ponte non vi ispira molte idee, ma il palazzo dei papi che in questo momento è usato come caserma militare e prigione qualcosa di più vi suggerisce...
Sapete che entrare in città senza idee precise è come dichiarare che "siete li per qualcosa" dato che essendo tutti inglesi riuscireste a non farvi notare solo tenendo un profilo molto basso e azzeccando tutte le mosse giuste.
William
"Credo sarebbe meglio se entrassimo scaglionati e non tutti in gruppo.
Potremmo anche trovare scuse individuali sul perchè ci troviamo lì, nel cao in cui qualcuno ci facesse delle domande.
Io potrei giustificarmi con uno studio o una visita per vedere il ponte (se è molto particolare e stimoante per la fisica)."
Direi di fare di questo villaggio il nostro punto di appoggio.
Io sarei dell'idea di girare la città soli o in 2 e raccogliere informazioni su Avignon e sulla caserma.
Il villaggio si trova a poco più di un paio di Km da Avignone, così suddivisi in guppi di due (Jhon+Paul, William+Arold e Faust) ve ne andata a fare un giro in città.
L'ingresso pass da diverse porte che un tempo facevano parte della mura di fortificazione ma che adesso sono aperte.
Le vie sono tortuose e tutte puntano verso l'enorme palazzo grigio che è la ex residenza dei papi.
Diversi soldati napoleonici vi incrociano lungo la strada ma nessuno si cura di voi.
I mesi passati a sentire e imparare il francese vi servono per capire i discorsi della gente e per capire "come gira il fumo".
La città e oscura, saranno le nuvole basse che promettono pioggia o forse il clima che inizia a tendere all'autunno ma la città vi sembra fredda e ostile.
L'enorme palazzo svetta grigio di foronte a voi e voi lo osservate seduti nella piazza.
Capite subito che i soldati sono temuti dalla gente e che possono fare un pò quello che vogliono (nel limite) e che le persono se fidano poco degli stranieri, qualsiasi siano le loro intenzioni.
Capite che dovete tenere nascosto il più possibile la vostra provenienza per evitare di passare qualche guaio.
Dopo un paio d'ore a girare state per perdere la speranza fino a che il vostro sguardo (di uno gruppo a caso) non viene attirato da qualcosa che vi suona insolito.
Sopra la porta di una casa in prossimità della mura c'è una pietra su cui con un pittura, che il tempo ha iniziato a cancellare, è segnato un simbolo che avete già visto.Il simbolo è una clessidra messa in orizzontale con in ciasuna metà una spirale.
La vostra mente fruga per capire dove lo abbiate già visto, poi la spirale vi torna in mente: lo specchio.
Aspettate nascosti per una decina di minuti, poi da una via appare un tizio con degli abiti comuni, bussa alla porta da dentre qualcuno gli dice qualcosa, lui risponde 23 e la porta gli viene aperta.
All'interno un tizio con una cappello da bravaccio gli da una pacca sulla spalla e lo fa entrare.La porta si chiude.
Aspettate una mezzora, poi decidete di andarvene e di discutere della cosa appena riincontrati gli altri.
La sera vi ritrovate nel piccolo villaggio.
Raccontate l'accaduto e venite a scoprire che un altro gruppo ha scopeto che nella città c'è un'associazione "culturale" che ha la spirale come simbolo.
La notizia è stata colta sottobanco, dato che fare domande sulla cosa e come chiedere di essere sgozzati.
Le cose non vi tornano:la spirale, i bravacci, gente che usa codici segreti e una ragazza tenuta prigioniera...
William
"Potremmo alternarci davanti alla porta per cercare di capire il codice segreto.E potremmo cercare di scoprirequalcosa sull'associazione culturale, idee sul come?"
Gli altri hanno poco da dire o forse non lo fanno per timore di sembrare imprudenti o arditi.
L'idea di William sembra buona e nel silenzio viene accettata.
Dividete le ore di veglia in gruppi di 3 ore fatte a rotazione, ogni volta decidete di cambiare punto di osservazione per evitare di dare nell'occhio.
Seguite i movimenti per un paio di giorni e scoprite che:
- Il numero è sempre diverso, ma sempre di 2 cifre
- Girano sempre quei 3 uomini sia in ingresso che i bravacci dentro
- Tutti quelli che entrano hanno un cappello a tesa larga con un ricamo a forma di spirale- "L'associazione" (notare le virgolette) ha come sede quella casa
- I tre tizi arrivano sempre la sera, escono sempre il mattino.
Altro non scoprite.
William
Con la mia mente matematica cerco di capire se c'è una sequenza logica nella serie numerica.
Tipo se la soma dei 2 numeri è sempre la stessa, se sono legati all'orario o alla cronologia, se sono numeri primi... (11, 13, 17, 19, 23, 29, 31, 37, 41, 43,...)
Poi dico:"So che è azzardato e rischioso e so che a noi interessa recuperare Elisabeth più che questa 'associazione' però potremmo farci vedere.
Per fare questo potremmo comprare dei cappelli a tesa larga e farli ricamare oppure potremmo lasciare un biglietto con una spirale o una clessidra e un luogo con un orario per un incontro."
Arold
"Secondo il mio parere nella serie numerica è difficile che cè una logica, può essere benissimo che mi sbaglio, ma se io inventassi un codice segreto per accedere a qualcosa, io nn seguirei la logica perchè chiunque una volta scoperto il meccanismo, ouò tradurre tutto il codice.
Comunque ripeto, posso anche sbagliare..."
"Invece l'idea di lasciare un biglietto "anonimo" per un incontro mi sembra la più plausibile, però prima dobbiamo pensare bene sia il luogo adatto, e sia cosa dire di preciso".
Discutete sul da farsi per un pò, poi cala la notte e inesorabilmente venite colti dal sonno.Durante il riposo però un rumore vi sveglia.
E' come se qualcosa o qualcuno si stesse muovendo vicino alla vostra porta.In silenzio vi avvicinate all'uscio.
Neppure il tempo di muovere la mano sulla maniglia e i rumori cessano.Aprite la porta e fuori non c'è nessuno.
Forse era solo un sogno? forse un rumore casuale acuito dalla tensione?
Faust vi dice:
"Io l'ho sentito bene, ero sveglio, come mi capita spesso per il mio disturbo".
Che fare? Cosa poteva essere?Si sono accorti di voi e vi hanno seguiti o è solo una casualità?
2
William
In attesa che Antony decidano il da farsi propongo algi altri di dividerci e reperire tutto l'occorente per il viaggio.
Con l'itensa che il mattino seguente, di buon'ora, partiamo per Avignone.
Al mattino vi trovate nella sala d'ingresso pronti per la partenza.
William e Paul sono i primi ad arrivare, dopo pochi minuti arriva anche Faust visibilmente stanco, come se avesse passato la notte in bianco.
Aspettate alcuni minuti poi nessuno si fa vedere.
Vi preoccupate un pò per John e Arold, ma dati i tempi dei treni per Avignon uscite.Alla stazione il treno è pronto al binario, salite.
Appena prima che il treno parta John e Arold arrivano correndo, saltano sul treno al volo e vi raggiungono.
"Scusate - dicono - abbiamo rischiato di rimanere fuori da questa storia"
Mentre il treno sferraglia, con un paio d'ore davanti decidete di pianificare come muovervi.Sapete che non ci sono agenti ad Avignon e sapete che probabilmente qualcuno la tiene prigioniera.
Siete soli e non sapete contro chi o cosa...
Faust
Ad avignone.....bisognerebbe informarsi su castelli o zone del genere, in montagna...
se la tengono prigioniera dobbiamo armarci, però a me non piace tanto l'idea di combattere..
Direi di arrivare a destinazione e raccogllere informazioni
Arold
"Sono d'accordo con Faust, quando arriveremo dobbiamo informarci...e anche essre pronti a tutto" e accarezzo la frusta..."
Una volta giunti io mi preoccuperò di cercare nelle biblioteche informazioni sui castelli o monasteri o grossi edifici particolari presenti in città o nelle zone limitrofe, magari potrei riuscire anche a recuperare le piantine di di questi edifici se sono fortunato..."
Lasciato il treno in una non precisata stazione una carrozza trainata da due cavalli neri vi porta fino ad piccolo villaggio nei pressi di Avignon.
Decidete di farvi lasciare li, e non direttamente in città per definire meglio la strategia d'azione.
Le vostre idee su come muoversi sono parecchio confuse e in effetti non avete la minima idea di come sia fatta la città.
Le uniche due cose che sapete di Avignon è che ci sono due cose importanti:
La prima è il famoso ponte (Il ponte di Saint-Bénezet), la seconda è il Palazzo dei papi (Link).
Il ponte non vi ispira molte idee, ma il palazzo dei papi che in questo momento è usato come caserma militare e prigione qualcosa di più vi suggerisce...
Sapete che entrare in città senza idee precise è come dichiarare che "siete li per qualcosa" dato che essendo tutti inglesi riuscireste a non farvi notare solo tenendo un profilo molto basso e azzeccando tutte le mosse giuste.
William
"Credo sarebbe meglio se entrassimo scaglionati e non tutti in gruppo.
Potremmo anche trovare scuse individuali sul perchè ci troviamo lì, nel cao in cui qualcuno ci facesse delle domande.
Io potrei giustificarmi con uno studio o una visita per vedere il ponte (se è molto particolare e stimoante per la fisica)."
Direi di fare di questo villaggio il nostro punto di appoggio.
Io sarei dell'idea di girare la città soli o in 2 e raccogliere informazioni su Avignon e sulla caserma.
Il villaggio si trova a poco più di un paio di Km da Avignone, così suddivisi in guppi di due (Jhon+Paul, William+Arold e Faust) ve ne andata a fare un giro in città.
L'ingresso pass da diverse porte che un tempo facevano parte della mura di fortificazione ma che adesso sono aperte.
Le vie sono tortuose e tutte puntano verso l'enorme palazzo grigio che è la ex residenza dei papi.
Diversi soldati napoleonici vi incrociano lungo la strada ma nessuno si cura di voi.
I mesi passati a sentire e imparare il francese vi servono per capire i discorsi della gente e per capire "come gira il fumo".
La città e oscura, saranno le nuvole basse che promettono pioggia o forse il clima che inizia a tendere all'autunno ma la città vi sembra fredda e ostile.
L'enorme palazzo svetta grigio di foronte a voi e voi lo osservate seduti nella piazza.
Capite subito che i soldati sono temuti dalla gente e che possono fare un pò quello che vogliono (nel limite) e che le persono se fidano poco degli stranieri, qualsiasi siano le loro intenzioni.
Capite che dovete tenere nascosto il più possibile la vostra provenienza per evitare di passare qualche guaio.
Dopo un paio d'ore a girare state per perdere la speranza fino a che il vostro sguardo (di uno gruppo a caso) non viene attirato da qualcosa che vi suona insolito.
Sopra la porta di una casa in prossimità della mura c'è una pietra su cui con un pittura, che il tempo ha iniziato a cancellare, è segnato un simbolo che avete già visto.Il simbolo è una clessidra messa in orizzontale con in ciasuna metà una spirale.
La vostra mente fruga per capire dove lo abbiate già visto, poi la spirale vi torna in mente: lo specchio.
Aspettate nascosti per una decina di minuti, poi da una via appare un tizio con degli abiti comuni, bussa alla porta da dentre qualcuno gli dice qualcosa, lui risponde 23 e la porta gli viene aperta.
All'interno un tizio con una cappello da bravaccio gli da una pacca sulla spalla e lo fa entrare.La porta si chiude.
Aspettate una mezzora, poi decidete di andarvene e di discutere della cosa appena riincontrati gli altri.
La sera vi ritrovate nel piccolo villaggio.
Raccontate l'accaduto e venite a scoprire che un altro gruppo ha scopeto che nella città c'è un'associazione "culturale" che ha la spirale come simbolo.
La notizia è stata colta sottobanco, dato che fare domande sulla cosa e come chiedere di essere sgozzati.
Le cose non vi tornano:la spirale, i bravacci, gente che usa codici segreti e una ragazza tenuta prigioniera...
William
"Potremmo alternarci davanti alla porta per cercare di capire il codice segreto.E potremmo cercare di scoprirequalcosa sull'associazione culturale, idee sul come?"
Gli altri hanno poco da dire o forse non lo fanno per timore di sembrare imprudenti o arditi.
L'idea di William sembra buona e nel silenzio viene accettata.
Dividete le ore di veglia in gruppi di 3 ore fatte a rotazione, ogni volta decidete di cambiare punto di osservazione per evitare di dare nell'occhio.
Seguite i movimenti per un paio di giorni e scoprite che:
- Il numero è sempre diverso, ma sempre di 2 cifre
- Girano sempre quei 3 uomini sia in ingresso che i bravacci dentro
- Tutti quelli che entrano hanno un cappello a tesa larga con un ricamo a forma di spirale- "L'associazione" (notare le virgolette) ha come sede quella casa
- I tre tizi arrivano sempre la sera, escono sempre il mattino.
Altro non scoprite.
William
Con la mia mente matematica cerco di capire se c'è una sequenza logica nella serie numerica.
Tipo se la soma dei 2 numeri è sempre la stessa, se sono legati all'orario o alla cronologia, se sono numeri primi... (11, 13, 17, 19, 23, 29, 31, 37, 41, 43,...)
Poi dico:"So che è azzardato e rischioso e so che a noi interessa recuperare Elisabeth più che questa 'associazione' però potremmo farci vedere.
Per fare questo potremmo comprare dei cappelli a tesa larga e farli ricamare oppure potremmo lasciare un biglietto con una spirale o una clessidra e un luogo con un orario per un incontro."
Arold
"Secondo il mio parere nella serie numerica è difficile che cè una logica, può essere benissimo che mi sbaglio, ma se io inventassi un codice segreto per accedere a qualcosa, io nn seguirei la logica perchè chiunque una volta scoperto il meccanismo, ouò tradurre tutto il codice.
Comunque ripeto, posso anche sbagliare..."
"Invece l'idea di lasciare un biglietto "anonimo" per un incontro mi sembra la più plausibile, però prima dobbiamo pensare bene sia il luogo adatto, e sia cosa dire di preciso".
Discutete sul da farsi per un pò, poi cala la notte e inesorabilmente venite colti dal sonno.Durante il riposo però un rumore vi sveglia.
E' come se qualcosa o qualcuno si stesse muovendo vicino alla vostra porta.In silenzio vi avvicinate all'uscio.
Neppure il tempo di muovere la mano sulla maniglia e i rumori cessano.Aprite la porta e fuori non c'è nessuno.
Forse era solo un sogno? forse un rumore casuale acuito dalla tensione?
Faust vi dice:
"Io l'ho sentito bene, ero sveglio, come mi capita spesso per il mio disturbo".
Che fare? Cosa poteva essere?Si sono accorti di voi e vi hanno seguiti o è solo una casualità?
L'Ancora
Frammenti di PbF
1
Bussate alla porta della casa che c'è solo di notte e da dentro una rumore di passi vi avvisa che l'uomo con la bombetta vi ha sentito.
La porta si apre."Entrate, vedo che vi è impossibili lasciarmi in pace."Vi fa accomodare al solito tavolo.
"Problemi?"
Gli raccontate la storia di Antony.
L'uomo con la bombetta vi ascolta, poi dopo pochi istanti di silenzio parla.
"La colpa è sua, si è riflesso nello specchio.
Lo specchio permette di riflettere sulle cose che sono avvenute, che avvengono e che avverranno.
Per riflettere sulle cose lo specchio porta il nostro spirito li dove le cose avvengono in modo che non le si possa vedere, capire...
Il mettere uno specchio davanti allo Specchio permette al nostro spirito di vedere più cose assieme, ed esso perde la bussola per così dire.
utti le cose che Antony ha visto insieme si sono condensate nella sua mente, le cose passate, le future e le presenti, e lui ne confonde il ricordo e si perde nella possibilità di essere nel futuro, nel presente o nel passato.
Non è che viaggi vermanete, sono solo i suoi ricordi che smettono si agire in modo lineare."
Fa una pausa.
"C'è una soluzione ha tutto questo e la soluzione è il male che ha generato il problema.
Mentre Antony guardava ha cercato qualcosa o qualcuno e ha visto questa persona in tutti i tempi in cui essa vive o l'oggetto in tutti i tempi in cui esso è.
Adesso lui non sa cosa fare, vaga per il mondo incapace di capire dove il suo deisderio, oggetto o persona che sia, è.
Chiamiamo questa cosa "Ancora", l'unico modo che avete per salvarlo è fare in modo che lui trovi questa ancora e ritorni a capire dove "temporalmente" si trova."
Paul
Rivolto all'uomo con la bombetta
"Grazie del suggerimento ... "
Rivolto ai miei compagni
"credo che la cosa migliore sia parlare con Antony, fargli raccontare tutto ciò che sa, tutto ciò che ha visto e cercare questa fantomatica ancora."
"direi che dobbiamo prendere Antony e farci dire tutto quello che sa, oppure spiarlo di nascosto e vedere se nel suo vaneggiare c'è qualcosa di ricorrente"
William
"Da quando lo conosciamo ha due obiettivi: ritrovare Elisabeth e dimostrare la sua innocenza per riscattare la sua immagine.
In realtà creco che le due cose siano collegate perché, se ricordate, la prima volta che ci ha parlato della ragazza è stato come 'testimone' a suo favore per provare la sua innocenza."...
"Comunque, concordo con Paul, dobbiamo cercare di farci dire qual'è la sua ancora da lui. Anche se non sarà facile convincerlo a collaborare."
I vostri compagni ascoltano quello che dite poi Faust con una naturalezza che di solito non lo contraddistingue dice:
"Se io fossi disperso in un mondo che non mi appartiene, sballottato tra posti in cui non mi ricordo di essere andato e nella possibilità di morire ogni giorno la persona a cui penserei più spesso è mia moglie."
"Già - aggiunge John - secondo me sta cercando Elisabeth."
Faust
Ma come facciamo a spiegare a tutte le personalità future, presenti e passate che noi siamo qui per aiutarlo ?
Abbiamo già visto che puo cambiare radicalmente personalità iin poco tempo..secondo me dobbiamo trovare sua moglie e portarla da lui il piu presto possibile prima che abbia qualche sclero e fugga o boh..le possibilità sono tante, potrebbe diventare anche ostile se messo alle strette...
Sennò distruggere lo specchio cosa comporterebbe??
"Non credo che riuscireste comunque a romperlo. Certi oggetti, come lo specchio, non sono fatti in modo che possano essere rotti, sono fatti in modo che il tempo e le cose non li possano intaccare... sono più che altro "manifestazioni" che oggetti fisici, se volgiamo metterla in termini filosofici!"
Guarda verso John
"Se fosse tua moglie, o la tua - rivolto a Faust - cosa daresti per trovarla? Rischieresti la vita? Credo di si. Io credo che lo farebbe anche lui... e quello che sa di ciò che è accaduto a... Elisabeth?... bhe credo che lui sia la persona che più di tutti può trovarla... Lui o Barker."
Aspetta un attimo, perchè il silenzio sottolinei ciò che dirà dopo.
"Credo comunque che Antony rischi davvero molto anche se la vostra missione andrà a buon fine... come vi ho detto ora lui è perso tra ricordi e visioni del futuro.
Quando troverete la sua ancora e lui "guarirà", per così dire, ci sarà il grosso problema che lui saprà molte cose che devono ancora avvenire a Elisabeth e involontatiamete cerchi di modificarle per, diciamo, toglierle le esperienze negative... e questo è male.
Barker vi ha parlato del tempo?Si, certo lo ha fatto.
Il tempo è un grosso mare in cui ci sono infinite correnti che sono le nostre singole percezioni del tempo.
I piccoli pesci pensano di potere nuotare contro la corrente, di cambiarla ma in realtà il mare non è influenzabile dalla singola e minima modifica ad una piccola corrente... ci sono perà alcune correnti che sono fondamentali per la vita del mare, e quindi alcune vite che sono fondamentali per la vita del tempo.
Mi seguite?Se per caso Antony modificando i futuri eventi che accadranno ad Elisabeth dovesse accidentalemente toccare una di queste vite, bhe sarebbe un grosso problema.
Diciamo che comunque non si rischiano cose assurde come "la fine del mondo" ma ci potrebbero essere possibilità di creare dei paradossi e questo comporterebbe molti problemi a molte persone..."
William
Credo che la cosa migliore da fare sia trovare Antony e aiutarlo a cercare Elisabeth.Prima, forse, è il caso di passare da Mr. Barker e avvisarlo delle nostra intenzioni.
Per di più se la ricerca di Elisabeth dovesse portarci a Londra potremmo aver bisogno di qualche aiuto esterno.
Se non c'è altro (e guardo l'uomo con la bombetta e poi i miei compagni) direi di andare."
Attemdo qualche istante poi, se non ci sono interruzioni, saluto e rimgrazio l'uomo cona la bombetta e mi avvio verso l'usicta.
"Ciò che dici è giusto ma Antony purtroppo non vi potrà aiutare.In questo momento non sa neppure lui dov'è, come può indicare a voi dove andare?
Il massimo che può fare è indicarvi la sua ancora.
Se cercate una mano Barker può farlo, sempre che ne abbia voglia.
Purtroppo credo però che in questo momento sia preso da altri pensieri...
Non prendete troppo alla leggera questa cosa, potrebbe sembrare una cosa "semplice" ma non lo è.
Soprattutto non saranno semplici le decisioni che dovrete prendere quando tutto sarà finito."
Detto questo smette di parlare e sebbene senta le vostre domande si limita a rispondere con una scrollatina si spalle.
Uscite dalla casa e vi recate nella sede dell'organizzazione.
L'uomo alla porta, un tizio che conoscete da Londra, vi saluta con un sorriso e torna a fumare la sua sigaretta appoggiato ai gradini dell'ingresso.
Dentro vedete che ci sono alcune persone sedute davanti all'ufficio di Barker.
Questi uomini hanno tutti la faccia stanca e annoiata come se l'attesa li stesso parecchio distrubando.
Uno dell'agenzia vede che li osservate, vi si affianca e vi bisbiglia.
"Vengono da Londra, Barker gli sta facendo delle domande sulla città e sui militari."
Poi vi fa cenno di seguirlo.
Lo seguite e vi porta in una stanza piena di scartoffie inpilate su diversi tavoli.
Ad un tavolo c'è Antony che scarabocchia su un foglio una serie di nomi di Città, alcuni noti, altri sconoscitui.
Mentre scrive bisbiglia tra se e se
"Eh si, prima qui... no, forse prima... no no."
L'uomo con voi vi dice:
"A volte fa così, per alcuni minuti si perde, come se non sapesse più dov'è, come, che ne so, se cercasse qualcosa."
William
Rivolto agli altri:
"Se siete d'accordo andrei a fare 4 chiacchere con quelli venuti da Londra per capire com'è la situazione e per sapere se abbiamo qualche zona franca.
Se qualcuno vuole unirsi a me ben venga.Penso sia meglio che qualcuno resti qui e, quando Antony si riprende, potrebbe chiedergli qualche inof in più su Elisabet.
Amicizie fuori Londra, eventuali seconde abitazioni, lingue conosciute... e qualunque altra cosa che potrebbe facilitare la sua ricerca."
Andate fino alla porta e proprio in quel momento questa si apre.Da dentro Barker vi vede, fa un cenno agli attendenti di aspettare e vi fa entrare.
"Novità?" vi chiede.
Barker ascolta quello che avete da dire, poi si alza e guarda fuori dalla finestra.
Voi sapete che quando lo fa è perchè a qualcosa da dire ma non ha il coraggio di farlo.
"Capisco - dice dopo qualche momento di silenzio - sapevo come era andata, e come speravo avete intenzione di aiutarlo.
Da parte mia posso dirvi solo che la possibilità di portarlo con voi non è da scartare ma questo dipende da come si metterà al sua testa in questo periodo...
Anche io, come dicono John e Faust, credo che la sua ancora sia la ragazza.
Non so dove sia adesso, ma posso informarvi. Datemi qualche minuto."
Non aspetta nemmeno le vostre repliche, infila la porta e sparisce.
Lo fa con fretta, come se non volesse pensare troppo a ciò che sta per fare.
Dopo poco più di cinque minuti riappare.
Il suo viso è tirato e stanco, le mani gli tremano leggermente mentre chiude la porta.
"Ho avuto notizie. La ragazza si trova, per qualche strano motivo che solo il cielo sa, qui in Francia, ad Avignone per la precisione.
Non so dirvi con precisione dove, so solo che si trova in un posto in cui ci sono molti angoli bui e molto freddo. Forse potrebbe essere un castello o un monastero.
Un posto enorme, pieno di stanze.
Credo che sia prigioniera."
Parla con una lentezza che di solito non gli appartiene.
State per parlare ma lui alza una mano.
"Per favore, lasciatemi solo. Sono molto stanco..."
Uscite dalla stanza e mentre chiudete la porta vi fermate per un attimo a pensare al quel filo di barba che prima di lasciare la stanza non aveva.
1
Bussate alla porta della casa che c'è solo di notte e da dentro una rumore di passi vi avvisa che l'uomo con la bombetta vi ha sentito.
La porta si apre."Entrate, vedo che vi è impossibili lasciarmi in pace."Vi fa accomodare al solito tavolo.
"Problemi?"
Gli raccontate la storia di Antony.
L'uomo con la bombetta vi ascolta, poi dopo pochi istanti di silenzio parla.
"La colpa è sua, si è riflesso nello specchio.
Lo specchio permette di riflettere sulle cose che sono avvenute, che avvengono e che avverranno.
Per riflettere sulle cose lo specchio porta il nostro spirito li dove le cose avvengono in modo che non le si possa vedere, capire...
Il mettere uno specchio davanti allo Specchio permette al nostro spirito di vedere più cose assieme, ed esso perde la bussola per così dire.
utti le cose che Antony ha visto insieme si sono condensate nella sua mente, le cose passate, le future e le presenti, e lui ne confonde il ricordo e si perde nella possibilità di essere nel futuro, nel presente o nel passato.
Non è che viaggi vermanete, sono solo i suoi ricordi che smettono si agire in modo lineare."
Fa una pausa.
"C'è una soluzione ha tutto questo e la soluzione è il male che ha generato il problema.
Mentre Antony guardava ha cercato qualcosa o qualcuno e ha visto questa persona in tutti i tempi in cui essa vive o l'oggetto in tutti i tempi in cui esso è.
Adesso lui non sa cosa fare, vaga per il mondo incapace di capire dove il suo deisderio, oggetto o persona che sia, è.
Chiamiamo questa cosa "Ancora", l'unico modo che avete per salvarlo è fare in modo che lui trovi questa ancora e ritorni a capire dove "temporalmente" si trova."
Paul
Rivolto all'uomo con la bombetta
"Grazie del suggerimento ... "
Rivolto ai miei compagni
"credo che la cosa migliore sia parlare con Antony, fargli raccontare tutto ciò che sa, tutto ciò che ha visto e cercare questa fantomatica ancora."
"direi che dobbiamo prendere Antony e farci dire tutto quello che sa, oppure spiarlo di nascosto e vedere se nel suo vaneggiare c'è qualcosa di ricorrente"
William
"Da quando lo conosciamo ha due obiettivi: ritrovare Elisabeth e dimostrare la sua innocenza per riscattare la sua immagine.
In realtà creco che le due cose siano collegate perché, se ricordate, la prima volta che ci ha parlato della ragazza è stato come 'testimone' a suo favore per provare la sua innocenza."...
"Comunque, concordo con Paul, dobbiamo cercare di farci dire qual'è la sua ancora da lui. Anche se non sarà facile convincerlo a collaborare."
I vostri compagni ascoltano quello che dite poi Faust con una naturalezza che di solito non lo contraddistingue dice:
"Se io fossi disperso in un mondo che non mi appartiene, sballottato tra posti in cui non mi ricordo di essere andato e nella possibilità di morire ogni giorno la persona a cui penserei più spesso è mia moglie."
"Già - aggiunge John - secondo me sta cercando Elisabeth."
Faust
Ma come facciamo a spiegare a tutte le personalità future, presenti e passate che noi siamo qui per aiutarlo ?
Abbiamo già visto che puo cambiare radicalmente personalità iin poco tempo..secondo me dobbiamo trovare sua moglie e portarla da lui il piu presto possibile prima che abbia qualche sclero e fugga o boh..le possibilità sono tante, potrebbe diventare anche ostile se messo alle strette...
Sennò distruggere lo specchio cosa comporterebbe??
"Non credo che riuscireste comunque a romperlo. Certi oggetti, come lo specchio, non sono fatti in modo che possano essere rotti, sono fatti in modo che il tempo e le cose non li possano intaccare... sono più che altro "manifestazioni" che oggetti fisici, se volgiamo metterla in termini filosofici!"
Guarda verso John
"Se fosse tua moglie, o la tua - rivolto a Faust - cosa daresti per trovarla? Rischieresti la vita? Credo di si. Io credo che lo farebbe anche lui... e quello che sa di ciò che è accaduto a... Elisabeth?... bhe credo che lui sia la persona che più di tutti può trovarla... Lui o Barker."
Aspetta un attimo, perchè il silenzio sottolinei ciò che dirà dopo.
"Credo comunque che Antony rischi davvero molto anche se la vostra missione andrà a buon fine... come vi ho detto ora lui è perso tra ricordi e visioni del futuro.
Quando troverete la sua ancora e lui "guarirà", per così dire, ci sarà il grosso problema che lui saprà molte cose che devono ancora avvenire a Elisabeth e involontatiamete cerchi di modificarle per, diciamo, toglierle le esperienze negative... e questo è male.
Barker vi ha parlato del tempo?Si, certo lo ha fatto.
Il tempo è un grosso mare in cui ci sono infinite correnti che sono le nostre singole percezioni del tempo.
I piccoli pesci pensano di potere nuotare contro la corrente, di cambiarla ma in realtà il mare non è influenzabile dalla singola e minima modifica ad una piccola corrente... ci sono perà alcune correnti che sono fondamentali per la vita del mare, e quindi alcune vite che sono fondamentali per la vita del tempo.
Mi seguite?Se per caso Antony modificando i futuri eventi che accadranno ad Elisabeth dovesse accidentalemente toccare una di queste vite, bhe sarebbe un grosso problema.
Diciamo che comunque non si rischiano cose assurde come "la fine del mondo" ma ci potrebbero essere possibilità di creare dei paradossi e questo comporterebbe molti problemi a molte persone..."
William
Credo che la cosa migliore da fare sia trovare Antony e aiutarlo a cercare Elisabeth.Prima, forse, è il caso di passare da Mr. Barker e avvisarlo delle nostra intenzioni.
Per di più se la ricerca di Elisabeth dovesse portarci a Londra potremmo aver bisogno di qualche aiuto esterno.
Se non c'è altro (e guardo l'uomo con la bombetta e poi i miei compagni) direi di andare."
Attemdo qualche istante poi, se non ci sono interruzioni, saluto e rimgrazio l'uomo cona la bombetta e mi avvio verso l'usicta.
"Ciò che dici è giusto ma Antony purtroppo non vi potrà aiutare.In questo momento non sa neppure lui dov'è, come può indicare a voi dove andare?
Il massimo che può fare è indicarvi la sua ancora.
Se cercate una mano Barker può farlo, sempre che ne abbia voglia.
Purtroppo credo però che in questo momento sia preso da altri pensieri...
Non prendete troppo alla leggera questa cosa, potrebbe sembrare una cosa "semplice" ma non lo è.
Soprattutto non saranno semplici le decisioni che dovrete prendere quando tutto sarà finito."
Detto questo smette di parlare e sebbene senta le vostre domande si limita a rispondere con una scrollatina si spalle.
Uscite dalla casa e vi recate nella sede dell'organizzazione.
L'uomo alla porta, un tizio che conoscete da Londra, vi saluta con un sorriso e torna a fumare la sua sigaretta appoggiato ai gradini dell'ingresso.
Dentro vedete che ci sono alcune persone sedute davanti all'ufficio di Barker.
Questi uomini hanno tutti la faccia stanca e annoiata come se l'attesa li stesso parecchio distrubando.
Uno dell'agenzia vede che li osservate, vi si affianca e vi bisbiglia.
"Vengono da Londra, Barker gli sta facendo delle domande sulla città e sui militari."
Poi vi fa cenno di seguirlo.
Lo seguite e vi porta in una stanza piena di scartoffie inpilate su diversi tavoli.
Ad un tavolo c'è Antony che scarabocchia su un foglio una serie di nomi di Città, alcuni noti, altri sconoscitui.
Mentre scrive bisbiglia tra se e se
"Eh si, prima qui... no, forse prima... no no."
L'uomo con voi vi dice:
"A volte fa così, per alcuni minuti si perde, come se non sapesse più dov'è, come, che ne so, se cercasse qualcosa."
William
Rivolto agli altri:
"Se siete d'accordo andrei a fare 4 chiacchere con quelli venuti da Londra per capire com'è la situazione e per sapere se abbiamo qualche zona franca.
Se qualcuno vuole unirsi a me ben venga.Penso sia meglio che qualcuno resti qui e, quando Antony si riprende, potrebbe chiedergli qualche inof in più su Elisabet.
Amicizie fuori Londra, eventuali seconde abitazioni, lingue conosciute... e qualunque altra cosa che potrebbe facilitare la sua ricerca."
Andate fino alla porta e proprio in quel momento questa si apre.Da dentro Barker vi vede, fa un cenno agli attendenti di aspettare e vi fa entrare.
"Novità?" vi chiede.
Barker ascolta quello che avete da dire, poi si alza e guarda fuori dalla finestra.
Voi sapete che quando lo fa è perchè a qualcosa da dire ma non ha il coraggio di farlo.
"Capisco - dice dopo qualche momento di silenzio - sapevo come era andata, e come speravo avete intenzione di aiutarlo.
Da parte mia posso dirvi solo che la possibilità di portarlo con voi non è da scartare ma questo dipende da come si metterà al sua testa in questo periodo...
Anche io, come dicono John e Faust, credo che la sua ancora sia la ragazza.
Non so dove sia adesso, ma posso informarvi. Datemi qualche minuto."
Non aspetta nemmeno le vostre repliche, infila la porta e sparisce.
Lo fa con fretta, come se non volesse pensare troppo a ciò che sta per fare.
Dopo poco più di cinque minuti riappare.
Il suo viso è tirato e stanco, le mani gli tremano leggermente mentre chiude la porta.
"Ho avuto notizie. La ragazza si trova, per qualche strano motivo che solo il cielo sa, qui in Francia, ad Avignone per la precisione.
Non so dirvi con precisione dove, so solo che si trova in un posto in cui ci sono molti angoli bui e molto freddo. Forse potrebbe essere un castello o un monastero.
Un posto enorme, pieno di stanze.
Credo che sia prigioniera."
Parla con una lentezza che di solito non gli appartiene.
State per parlare ma lui alza una mano.
"Per favore, lasciatemi solo. Sono molto stanco..."
Uscite dalla stanza e mentre chiudete la porta vi fermate per un attimo a pensare al quel filo di barba che prima di lasciare la stanza non aveva.
mercoledì 13 maggio 2009
La pazzia di Antony
John
Finalmente ci siamo, abbiamo trovato Anthony e lo abbiamo convinto a tornare.
Ma questa è la cosa meno sorprendente, la cosa incredibile è ciò che sta accadendo a quel poveretto, sembra che abbia perso il senno, qualcosa che non avevo mai visto prima, un pazzo che sa quello che dice.
Giungemmo in prossimità delle Alpi, qualcuno alla stazione notò Anthony, ci indicarono un sentiero, non era passato da molto.
Lasciammo i cavalli per proseguire a piedi, iniziammo a inerpicarci per i sentieri in prossimità del confine tra Italia e Francia.
L'aria era fresca e il paesaggio era stupendo, da tempo non mi sentivo così in pace in mezzo alla natura selvaggia.
A mattina inoltrata sul nostro cammino apparve un rifugio, sembrava disabitato, ma avvicinandoci con cautela notammo dei movimenti.
All'interno trovammo il nostro "ricercato", parlava da solo ad alta voce, intento a convincersi delle proprie scelte.
Pensammo fosse impazzito, che come l'Orlando furioso per amore verso quella donna fosse uscito di senno.
Aspettamo qualche istante, poi William entrò nella stanza ma il nostro Anthony non lo riconobbe, poi l'inconfondibile rumore di un cane che si arma.
William con le mani bene in vistà rivoltò le tasche poi grazie all'orologio da taschino che tutti i membri dell'agenzia portano il nostro folle amico lo riconobbe come un alleato, ma continuò a dire di non conoscere nessuno di noi, poi iniziò a sostenere di essere nel 1861 e li capimmo che il tempo aveva qualcosa a che fare con tutto ciò.
Inine entrammo anche noi e per tutto il resto del giorno rimanemmo assieme, più volte Anthony nel corso della giornata si convinse di essere in tempi diversi, disse che aveva delle voci nella testa già da prima che si rifletesse quella notte nello specchio.
La situazione apparve sempre più grave col passare delle ore, quando giunse poi la notte le cose precipitarono, ombre iniziarono a muoversi tutt'intorno alla casa: "i vermi del tempo" erano infine arrivati, attirati dagli scompensi generati dal nostro amico nei suoi continui spostamenti temporali.Li combattemmo e grazie alle ampliate conoscenze del nostro "pazzo" li sconfiggemmo, superammo la notte e il mattino dopo Anthony ci segui verso Parigi.
Ora siamo da poco usciti dall'ufficio di Mr. Barker, pare che la "malattia" di Anthony non sia semplice da trattare e dovrà essere in qualche modo tenuto sotto controllo, ma quanto meno anche lui è dei nostri e forse l'Agenzia potra realmente fare qualcosa per trovare la donna che ama e suo figlio (sempre che sia suo).
Finalmente ci siamo, abbiamo trovato Anthony e lo abbiamo convinto a tornare.
Ma questa è la cosa meno sorprendente, la cosa incredibile è ciò che sta accadendo a quel poveretto, sembra che abbia perso il senno, qualcosa che non avevo mai visto prima, un pazzo che sa quello che dice.
Giungemmo in prossimità delle Alpi, qualcuno alla stazione notò Anthony, ci indicarono un sentiero, non era passato da molto.
Lasciammo i cavalli per proseguire a piedi, iniziammo a inerpicarci per i sentieri in prossimità del confine tra Italia e Francia.
L'aria era fresca e il paesaggio era stupendo, da tempo non mi sentivo così in pace in mezzo alla natura selvaggia.
A mattina inoltrata sul nostro cammino apparve un rifugio, sembrava disabitato, ma avvicinandoci con cautela notammo dei movimenti.
All'interno trovammo il nostro "ricercato", parlava da solo ad alta voce, intento a convincersi delle proprie scelte.
Pensammo fosse impazzito, che come l'Orlando furioso per amore verso quella donna fosse uscito di senno.
Aspettamo qualche istante, poi William entrò nella stanza ma il nostro Anthony non lo riconobbe, poi l'inconfondibile rumore di un cane che si arma.
William con le mani bene in vistà rivoltò le tasche poi grazie all'orologio da taschino che tutti i membri dell'agenzia portano il nostro folle amico lo riconobbe come un alleato, ma continuò a dire di non conoscere nessuno di noi, poi iniziò a sostenere di essere nel 1861 e li capimmo che il tempo aveva qualcosa a che fare con tutto ciò.
Inine entrammo anche noi e per tutto il resto del giorno rimanemmo assieme, più volte Anthony nel corso della giornata si convinse di essere in tempi diversi, disse che aveva delle voci nella testa già da prima che si rifletesse quella notte nello specchio.
La situazione apparve sempre più grave col passare delle ore, quando giunse poi la notte le cose precipitarono, ombre iniziarono a muoversi tutt'intorno alla casa: "i vermi del tempo" erano infine arrivati, attirati dagli scompensi generati dal nostro amico nei suoi continui spostamenti temporali.Li combattemmo e grazie alle ampliate conoscenze del nostro "pazzo" li sconfiggemmo, superammo la notte e il mattino dopo Anthony ci segui verso Parigi.
Ora siamo da poco usciti dall'ufficio di Mr. Barker, pare che la "malattia" di Anthony non sia semplice da trattare e dovrà essere in qualche modo tenuto sotto controllo, ma quanto meno anche lui è dei nostri e forse l'Agenzia potra realmente fare qualcosa per trovare la donna che ama e suo figlio (sempre che sia suo).
mercoledì 29 aprile 2009
Il potere dello specchio
Barker guarda fuori dalla finestra della sua nuova casa di Parigi.
Ripensa a Londra e al momento in cui l'uomo con gli occhi azzurri gli ha aperto la porta per la città grigia.
Se sopravvivi tornerai, trova la tua strada
Barker è tornato, ora sa molte cose che prima ignorava.
E ora ha visto la stanza sulla cima dalle città, forse il luogo da cui l'oggetto viene...
Sa che specchiarsi nello specchio è un rischio, sa che potrebbe perdere la sua coscienza chissà dove, o richiamarne altre, di chissà chi.
Adesso però ci deve provare.
Deve violare la regola che lui ha imposto e viaggiare.
Si riprende, viaggiare con lo specchio lo stordisce sempre.
La barba gli è cresciuta e vede il riflesso di un nuovo capello bianco.
Tocca lo specchio col palmo della mano, poi si volta.
Ecco comè è andata, che idiota.
Spero che lo possano aiutare a ritrovare se stesso.
Barker spera che Antony possa essere salvato, lo spera, ma ci crede poco.
Ripensa a Londra e al momento in cui l'uomo con gli occhi azzurri gli ha aperto la porta per la città grigia.
Se sopravvivi tornerai, trova la tua strada
Barker è tornato, ora sa molte cose che prima ignorava.
E ora ha visto la stanza sulla cima dalle città, forse il luogo da cui l'oggetto viene...
Sa che specchiarsi nello specchio è un rischio, sa che potrebbe perdere la sua coscienza chissà dove, o richiamarne altre, di chissà chi.
Adesso però ci deve provare.
Deve violare la regola che lui ha imposto e viaggiare.
Si riprende, viaggiare con lo specchio lo stordisce sempre.
La barba gli è cresciuta e vede il riflesso di un nuovo capello bianco.
Tocca lo specchio col palmo della mano, poi si volta.
Ecco comè è andata, che idiota.
Spero che lo possano aiutare a ritrovare se stesso.
Barker spera che Antony possa essere salvato, lo spera, ma ci crede poco.
lunedì 27 aprile 2009
Lo specchio
"Sai che porta sfortuna rompere uno specchio vero?"
L'uomo parla al ragazzino che lo osserva con le lacrime che gli scendono sulle guance paffute.
"Io non volevo..." singhiozza.
"Non importa piccolo. Vieni dammi una mano a raccogliere tutto."
I due raccolgono i frammenti, in ognuno dei frammenti si riflette una parte della stanza, ogni framemento è una storia, una descrizione di qualcosa che succede altrove.
"Vedi quello specchio la in fondo piccolo?"
Il bambino annuisce.
"Quello specchio è molto antico, non si sa da dove venga, ne chi lo ha costruito, è il mio pezzo più pregiato...E' uno specchio magico."
"Magico?" farfuglia il bambino.
"Si."
"E cosa fa?"
Il vecchio sorride e scompiglia i capelli sulla testa riccioluta del bambino.
"Vieni ti mostro una cosa."
Il vecchio porta il ragazzino di fronte allo specchio.
E' uno specchio alto due metri e largo più di uno.
Lo specchio è tutto d'argento lucidato.
"Ma non ci si riflette bene qui."
"Lo so - dice il vecchio - ma questo specchio non è fatto per riflettersi, ma per riflettere."
Il bambino la guarda confuso.
"Chiunque ti più dire come è ciò che già vede, ma solo un mago può mostrarti quello che tu non vedi. Così è per gli specchi. Tutti possono mostrarti la vita che hai davanti, ma solo uno specchio magico ti può mostrare la vita come tu non la hai mai guardata."
Il vecchio guarda il bambino, sa che lui non può capire.
Accarezza lo specchio, pensa alle vie di Londra, pensa all'India e pensa alla Città Grigia.
"Vieni piccolo, andiamo a prendere un gelato."
Il piccolo guarda nello specchio e ci vede solo il suo viso confuso dal riflesso dell'argento.
"Nonno..."
"Si?"
"Poi passiamo dallo zio John?"
"Si, ok. Adesso andiamo Theodore"
I due escono e lasciano solo lo specchio.
L'uomo parla al ragazzino che lo osserva con le lacrime che gli scendono sulle guance paffute.
"Io non volevo..." singhiozza.
"Non importa piccolo. Vieni dammi una mano a raccogliere tutto."
I due raccolgono i frammenti, in ognuno dei frammenti si riflette una parte della stanza, ogni framemento è una storia, una descrizione di qualcosa che succede altrove.
"Vedi quello specchio la in fondo piccolo?"
Il bambino annuisce.
"Quello specchio è molto antico, non si sa da dove venga, ne chi lo ha costruito, è il mio pezzo più pregiato...E' uno specchio magico."
"Magico?" farfuglia il bambino.
"Si."
"E cosa fa?"
Il vecchio sorride e scompiglia i capelli sulla testa riccioluta del bambino.
"Vieni ti mostro una cosa."
Il vecchio porta il ragazzino di fronte allo specchio.
E' uno specchio alto due metri e largo più di uno.
Lo specchio è tutto d'argento lucidato.
"Ma non ci si riflette bene qui."
"Lo so - dice il vecchio - ma questo specchio non è fatto per riflettersi, ma per riflettere."
Il bambino la guarda confuso.
"Chiunque ti più dire come è ciò che già vede, ma solo un mago può mostrarti quello che tu non vedi. Così è per gli specchi. Tutti possono mostrarti la vita che hai davanti, ma solo uno specchio magico ti può mostrare la vita come tu non la hai mai guardata."
Il vecchio guarda il bambino, sa che lui non può capire.
Accarezza lo specchio, pensa alle vie di Londra, pensa all'India e pensa alla Città Grigia.
"Vieni piccolo, andiamo a prendere un gelato."
Il piccolo guarda nello specchio e ci vede solo il suo viso confuso dal riflesso dell'argento.
"Nonno..."
"Si?"
"Poi passiamo dallo zio John?"
"Si, ok. Adesso andiamo Theodore"
I due escono e lasciano solo lo specchio.
sabato 18 aprile 2009
Frammenti - 5 - il treno
Il treno che porta il gruppo a Londra viene attaccato.
E' un attimo.
Spari e sangue, qualcuno viene ferito, l'agenzia si muove per liberare i suoi uomini.
Qui non siamo in Inghilterra, i miliari non hanno molta libertà, non possono fare troppi danni.
Lo scontro pende dalla parte dell'agenzia.
Con un grande sorpresa tra le fila degli agenti c'è anche Mr. barker.
Ma non era morto?
William e gli altri sono liberi.
Barker convince John a cambiare bandiera, da adesso in avanti lavorerà per l'agenzai, in cambio Barker porterà a Parigi la sua famiglia..
Barker
"Lavorare per noi significa trovarsi spesso tra la vita e la morte, vedere cose che le persono comuni non vedono, affrontare misteri che sembrano impossibili."
"Le cose che avete visto succedere accadono vermente e sono molto più comuni di quanto pensiate, solo che le persono cercano di rimuoverle dalla loro mente, o forse non le vedono proprio, talemente sono ciechi..."
"Noi invece ci sbattiamo la testa contro, cerchiamo di risolverle e proteggiao le persone che le hanno affrontate!"
"Lavorare per noi significa cercare la verità..."
E' un attimo.
Spari e sangue, qualcuno viene ferito, l'agenzia si muove per liberare i suoi uomini.
Qui non siamo in Inghilterra, i miliari non hanno molta libertà, non possono fare troppi danni.
Lo scontro pende dalla parte dell'agenzia.
Con un grande sorpresa tra le fila degli agenti c'è anche Mr. barker.
Ma non era morto?
William e gli altri sono liberi.
Barker convince John a cambiare bandiera, da adesso in avanti lavorerà per l'agenzai, in cambio Barker porterà a Parigi la sua famiglia..
Barker
"Lavorare per noi significa trovarsi spesso tra la vita e la morte, vedere cose che le persono comuni non vedono, affrontare misteri che sembrano impossibili."
"Le cose che avete visto succedere accadono vermente e sono molto più comuni di quanto pensiate, solo che le persono cercano di rimuoverle dalla loro mente, o forse non le vedono proprio, talemente sono ciechi..."
"Noi invece ci sbattiamo la testa contro, cerchiamo di risolverle e proteggiao le persone che le hanno affrontate!"
"Lavorare per noi significa cercare la verità..."
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