mercoledì 26 maggio 2010

I misteri della casa


Dopo che Barcker ci ha messi a capo dell'agenzia e averci dato pieni poteri sulla casa, cominciamo a perlustrare la villa e a prendere confidenza col nostro nuovo quartier generale.

Come prima cosa ci viene detto che nella villa ci sono 7 regole che vanno sempre rispettate:

1- nella villa non si può uccidere
2- non si deve modificare niente nella villa
3- non si deve modificare niente nel giardino della villa
4- di giorno si può stare in quanti si vuole
5- di notte possono stare al massimo 10 persone
6- si può entrare nella villa solo se permesso
7- si può uscire dalla villa solo se permesso

Facciamo un giro veloce (che date le dimensioni ci occupa l'intera giornata) e poi, come consigliato, 5 di noi si fermano lì per la notte mentre gli altri tornano al Louvre.

Di notte sembra che la villa prenda vita e che ci siano degli strani scricchiolii. E così arriva il mattino.

Mentre stiamo parlando del più e del meno si sente un gran frastuono al piano superiore ci precipitiamo e troviamo Paul completamente squartato da quelli che sembrano artigli e, con l'ultimo alito di vita, ci mette in guardia dal non aprire la porta col simbolo.
Poi perde i sensi e viene affidato alle cure di Faust.

Dopo un paio d'ore di ricerca troviamo una stanza la cui porta presenta un simbolo in metallo. Chiediamo e ci dicono che questa porta è sempre chiusa a chiave e che nessuno ha la chiave e che, quindi, non è mai stata aperta.

Arold, spinto dall'istinto, afferra la maniglia, la fagirare e la porta si apre.
All' interno la stanza è vuota, fatta eccezione per un tavolino di legno con al centro un carillon mononota a manovella .
La stanza è completamente affrescata: 4 alberi agli angoli che, conginugende i rami, danno vita a un cerchio di fuoco al centro del qual c'è nu punto completametne nero. Sotto il punto è posizionato il carillon.

Facciamo un pò di domande in giro e scopriamo che il tavolino è stato ricavato dal tronco di un albero abbattuto parecchi anni prima perchè pericolante.

Vagando per il giardino scopriamo un labirinto di siepi. E' fatto a spirale ma, dopo essersi addentrati per un pò, la siepe diventa un muro verde impenetrabile.
Così diamo ordine ai giardigneri di potarla proseguendo la spirale.
Quando gli uomini hanno finito il loro lavoro scopriamo che al centro della spirale, c'è un pozzo. Lo esaminiamo ma sembra non portare a nulla.

Torniamo in villa e... ci ritoviamo tra le lamiere conterte di un bus che si è ribaltato sulla lingua d'asfalto he teglia il deserto del Nevada in direzione Las Vegas.

martedì 18 maggio 2010

Il furto


Scritto da Ace4

Dopo aver venduto le pietre ai cinesi siamo andati a pagare il "lumiere".
siamo tornati alla nostra sede vicino al louvre;visto che la situazione sembrava tranquilla abbiamo deciso di ritornarci stabilmente.
faust ha provato ad entrare nei sogni di barker, ma abbiamo scoperto che c'e qualcuno con lo stesso potere di faust che lo protegge e quindi da quel lato è inattaccabile.
mentre eravamo al 1 piano a discutere abbiamo sentito dei rumori al piano di sotto.
una volta scesi abbiamo beccato due uomini che avevano forzato la porta e stavano per entrare.
dopo una discussione un po accesa abbiamo scoperto che questi facenano parte di un associazione capeggiata da barker.
siccome anthony era andato a cercare barker alla villa (quella dello specchio), allora loro sono venuti a cercare noi x capire chi siamo.
la discussione nn ha portato a nulla e ci siamo lasciati con una specie di patto: noi lasciamo stare loro e loro faranno lo stesso con noi.
una volta che se sono andati abbiamo scoperto però che avevano sottratto dallo zaino di arold il suo libretto su cui annotava tutto.
io (jimbo) ho cercato di riprenderlo ma senza successo, e ora il libretto e nella villa.

sabato 1 maggio 2010

Willfred

Scritto da pippolomazzo

Arold giace esanime per terra.
E' ormai morto da un paio di giorni, dissanguato da una ferita e dalla sua emofilia.
Ciò nonostante il suo corpo sembra non deperire... non emana odori di decomposizione ... sembra che il suo potere soprannaturale sia ancora presente.

Nel frattempo ci prepariamo per accogliere il grande Willfred.
Faust si è adoperato per influenzare i suoi sogni e per convincerlo a venire a Parigi.
Noi dovremo, con il pretesto di fungere da impresari teatrali, convincerlo a fare il rituale di resurrezione che già aveva fatto in inghilterra.

Willfred arriva a Parigi.
Anfdiamo ad incontrarlo. Non sembra essere cambiato tantissimo, forse solo un po' più vecchio.
Lui non si ricorda assolutamente di noi.
Pattuiamo di incontrarci tra circa una settimana nella dimora parigtina di John. Lì incontrerà il gestore del teatro Lumierè, al quale mostrerà i suoi trucchi.
Come impresari otterremo il 10% dei guadagni.
Il nostro obiettivo, ovviamente, sarà quello di far fare il rituale di resurrezione e riportare in vita Arold.

Viene il grande giorno, il giorno della prova, il giorno nel quale Arold potrà tornare in vita.
Willfred si presenta all'impresario, mostrando qualch trucchetto iniziale al limite del banale e del ridicolo.
Ma poi ecco il colpo di scena.....
Wilfred scompare dalla scena ed al suo posto appare una figura femminile.
L'impresario si alza e va a parlare con lei. Lei è la madre dell'impresario, madre morta ormai da anni.... Siamo tutti veramente basiti dal trucco fatto da Willfred.
Anche noi restiamo di stucco. Non avevamo mai visto un trucco così ... sembra che i poteri di Willfred siano aumentati tantissimo. Non era mai stato in grado di pfar parlare le perosne con i morti
L'unica cosa strana è che, ogni volta che Willfred ci vede, non sembra ricordarsi di noi ....

Alla fine della recita, l'impresario va via molto soddisfatto e noi parliamo con Wilfred, chiedendogli di rifare i ltrucco di e convocare lo spirito del nostro amico Arold, deceduto da poco.
"Il vostro amico non è morto" risponde Willfred "il suo spirito non esiste e non risponde perchè è ancora vivo".
Impossibile... Arold per noi è morto... non respira ormai da giorni.
Mostriamo il cadavere a Willfred, il quale però non è in grado di aiutarci ....

"Arold potrebbe essere in una specie di stadio larvale" dice Joseph
"E' come se fosse in uno strano stato, in attesa di ricevere qualcosa... magari quello che ha perso .... tipo il sangue".

Paul e John si prodigano alla ricerca di un volontario che fornisca il proprio sangue, nonchè la propria vita, per riportare il vita Arold, ma il suo sacrifio sarà inutile, in quanto Anthony offre eroicamente il suo sangiue ad Arold, il quale miracolosamente si riprende e si sveglia.
"Io vi sentivo, sentivo tutto quello che dicevate ma non potevo rispondere" dice Arold in presa ad una crisi di nervi, dopodiche crolla esausto.



Nel frattempo William e Jimbo si attivano per recuperare del denaro utile a mandare in scena Wilfred.
L'idea è vendere una pietra runica a dei ricettatori.
Dalla vendita ne ricavano un gran bel gruzzolo di franchi, che ci serviranno per mantenerci e per portare avanti la nostra pseudo attività di impresari.

mercoledì 28 aprile 2010

La morte di Arold

Scritto da Eol88
- Arold -
Spero solo che Elmut, l'amico di William, riesca a raggiungere i nostri compagni in tempo...anche se queste specie di moscierini microscopici ci permettono di muoverci non so quanto resisteremo con tutte le ossa rotte...
Dopo un tempo imprecisato veniamo svegliati dal nosto tormetnato sonno sentendo delle voci, la porta della casa si apre e entrano Elmut e i nostri compagni!!
Anche se un po controvoglia Antony promette che una volta usciti ci farà bere il suo sangue per poter guarire, e deciso questo cerchiamo un modo per uscire dalla città grigia.
A un certo punto la nostra attenzione è attirata da una casa particolare...sembra la stessa dell'uomo con la bombetta a Parigi!
Entriamo cerchiamo il passaggio dietro l'armadio e con grande soprpesa cè anche qua! scendiamo le scale e ci troviamo di fronte alla porta e Paul senza difficoltà la apre...dove ne usciremo?
Nel nostro tempo?
Nel futuro?
La attraversiamo.
Una vlolta di la Antony fa bere il sngue ai feriti che rapidamente guariscono, e ci si prospetta uno scenario terribile, una città completamente rasa al suolo, dopo un po troviamo due ragazzi, ci dicono di essere a Londra, o quello che ne rimane, e di essere nel 2027.
Ci raccontano poi che nel 2015 cè stata un'epidemia violentissima che ha ucciso tutti quelli che non avevano preso la cura commercializzata da Barker, e che la sede della sua azienda si trova propio qua a Londra. Decdiamo di andare, la raggiungiamo e vediamo che a differenza di tutto il resto l'edificio è intatto, attorniato da sciami di quei piccoli insetti della città grigia che lo riparano in continuazione!
Ci avviciniamo, sfondiamo la porta di vetro e esploriamo finchè non riusciamo a salire all'ultimo piano che sembra essere 'ufficio di Barker ma è vuoto.
Decidoamo di restare li per la notte , m al nostro risveglio ci troviamo non più nell'ufficio ma bensi nel 1863 a Parigi nalel nostre camere da letto.

Parecchio sconcertati decidiamo di accantonare momentaneamente i ricordi di questi ultimi avvenimenti per concentrarci sul problema più iminente, la salute di Joseph, che a quanto sembra comincia a non essere più lui.
Paul mentre gli altri discutono va nelle biblioteche del Louvre a cercare informazioni storiche sulle steli presenti in varie parti del mondo.
Dopo un po torna con un vecchio libro, per noi scritto in simboli indecifrabili ma che il nostro compagno riesce a leggere come fosse inglese! Facendo delle prove con altre lingue per capire il motivo di questa cosa Paul legge anche i simboli che il cavaliere ci aveva raccomandato di non utilizzare, ma sembra non accadere nulla.
Il libro parla delle pietre e dei simboli, le pietre finzionano come una specie di catalizzatore, e il potere non deriva dai simboli ma più che altro dall'azione di leggerli.

Successivamente usciamo per cercare il nostro compagno Antony che era uscito in cerca di Elisabeth ma ci troviamo bloccati. L'intera casa è avvolta da migliaia di piccoli insetti neri come quelli della città grigia e si riversano all'interno della casa prendendo una forma vagamente umana con gli occhi rossi...abbiamo liberato l'ombra che cera nello specchio!! Lei fa un inchino come per ringraziare e se ne va.
Istantaneamente nella stanza compaiono 3 uomini vestiti di nero con dei coltelli che tentano di ucciderci.
Riusciamo a difenderci e ucciderli ma Arold viene ferito e perde molto sangue...e Antony non cè.
Prima che arrivino altre persone decidiamo di lasciare l casa e nasconderci nelle catacombe dove ci dirigiamo verso una delle misteriose porte intonacate.
Paul con il suo nuovo potere traduce un messaggio cifrato nel diario dell'esploratore La Valle, e scopriamo che le porte non sono messe in maniera casuale ma hanno un senso e una in particolare è diversa dalle altre.
Ci dirigiamo verso quella porta e quando scocca mezzanotte stavolta a differenza delle altre succede qualcosa, tutto diventa buoi e ci troviamo in aperta campagna.
Incontriamo un manipolo di cavalieri e ci informano che siamo nel 1100 circa, e ci indicano un villaggio poco distante. Arriviamo al villaggio e le condizioni di Arold sono disperate, Faust tenta di curarlo in qualche modo ma senza il sangue di Antony è spacciato.
Il mattino, ci risvegliamo ancora nel 1863 nei nostri letti a Parigi, e Arold è privo di vita.

giovedì 15 aprile 2010

Theodore Wells

10 giorni prima
Seguiamo Arcer fino ad Avignore.. Lì oltrepassiamo un porta di metallo e veniamo catapultati in un altro luogo.. Stanza piena di vetri, una citta praticamente sotto di noi..
"Salve" dice l'uomo..
Theodeore, l'uomo che abbiamo di fronte è un po' la causa di tutto..
È la causa del ritorno di Barker..
È la causa per cui Elisabeth, la moglie di Anthony, non ha ancora partorito.
È la causa di molte al tre cose che poi avremo scoperto..
Theodore il nuovo capo di Barker..

Theodore l'unico figlio di Anthony..
Già Theodore è il figlio che Anthony avrà da Elisabeth..

Theodore colui che, alla fine, lavora per Robert, un po' come tutti.
Sembra, insomma, che siamo tutti sulla stessa sponda del fiume, chi più vicino alla riva chi meno..

Anche lui, dunque, lavora per Robert e sta per nascere nel 1863..

Il tutto è un po' confuso nelle nostre menti..
Parliamo con lui di quello che sta succendendo e il quadro diventa sempre più nitido..
Il suo compito è quello di eliminare le persone con dei poteri che abusano degli stessi..
E fin qui sembra un lavoro piuttosto chiaro, solo che sta a lui decidere chi sta abusando delle proprie capacità e chi no..

Mentre parliamo Theodore ci dice che se lui è qui davanti a noi in questo momento, vuol didre che è nato e, di conseguenza, noi non potremo fare nulla per impedirlo..

Da come parla sembra che il futuro sia una cosa imperturbabile.. Anche se lo si conosce e si cerca di cambiarlo in qualche modo il finale sarà sempre lo stesso..

Quindi nulla si può fare perchè la cura non venga somministrata nel 2012..
Non si può evitare che Barker la crei e che la distribuisca..
Ormai Barker ha parlato con il se stesso del 2009..
Barker ha la cura dentro di sè e sa se cercheremo di ostacolarlo..
Insomma sembra un circolo che non si può spezzare..

Parlando con Theodore capiamo che sarà lui a mandare Bournden nel passato per ostacolare l'agenzia e che questa missione gli è stata affidata proprio in seguito a questa discussione..

È brutto avere a che fare con il futuro, perchè anche se ti fa schifo non puoi fare niente per evitarlo..

Ora ci conviene tornare dai nostri compagni, ma non dobbiamo fare parola di quest'incontro, ma non credo che ce la faremo..



Sembra che nulla ci spossa salvare questo casino, nulla che possiamo fare per evitare un futuro inevitabile.
Io penso che questa situazione richieda che qualcuno faccia un'azione assolutamente futile e stupida... Si tratta solo di stabilire quale

giovedì 8 aprile 2010

Un vecchio amico

Dope le controversie interne al gruppo, quasi involontariamente, ci dividiamo.
Paul, Blaise e Faust tornano a Parigi, io e gli altri rimaniamo in Scozia per cercare il castello in cui Liliana aveva fatto il rito utilizzando per la prima volta gli antichi simboli.

Prima di partire per il castello, Antonhy ci racconta la verità sul suo (loro) viaggio ad Avignone. Ci dice che in realtà hanno incontrato Teodor e che gli ha raccomandato di non interferire con Barker, Arcer o Robert. Che è Robert a comandare tutto e tutti perché ha immensi poteri e che tutti, se potessero, si sottrarrebbero al suo controllo ma è talmente potente che nessuno ci riesce.

Apresa questa notizia, partiamo a cavallo. Dalle mie conoscenze sono due i castelli che corrispondono a quello visto da Barker così, sotto una pioggia battente, in una mezza giornata arriviamo al primo ma non c'è nulla. Così, dopo un breve sopralugo, ci rechiamo al secondo. Qui la nostra attenzione viene attirata da due cose: una costruzione enorme, tutta in metallo alle spalle dei ruderi del castello e una piccola casa da cui esce del fume nelle vicinanze.
Ci rechiamo alla casa e qui, con piacevole sorpresa scopro che c'è Elmut, il mio vecchio maestro non che padre di Vivian.

Ci mettiamo un pò a parlare con lui e scopriamo che è stato lui a costruire quella cosa e che gli è stata commisionata da un uomo, sui 50 con gli occhiali... dalla descrizione e calcolando il periodo capiamo che è stato Joseph. I 2 giorni in cui noi siamo stati su GEA, non si sa bene come, lui era in Scozia a far costruire questa cosa.

La costruzione sorge vicino alla porta di metallo creaa dall'ombra evocata da Liliana.
Elmut dice che aspetta un pezzo dal fabbro per poterla finire.
Così lo aiutiamo a completare e collegare il tutto.

Arold tenta di aprire la porta col solito metdo ma non riesce

Un fulmine colpisce la struttura e la porta viene letteralmete strappata dal telaio.
Al di là è tutto buio.

domenica 4 aprile 2010

Arold - Pensieri

Scritto da Eol88

Maledizione non riesco a prendere sonno...quello che è succeso ieri mi ha veramente scioccato, forse è per quello anzi...sicuramente.

Prendo la mia pipa e il mio tabacco e esco da questo buco di locanda.
Carico il bracere, esco dalla porta e comincio a camminare...

Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto, fino a pochi mesi fa non avrei mai fatto un'azione così avventata e sconsiderata.
Sto cambiando, è inutile che tento di nasconderlo agli altri e tanto meno a me stesso, ma come? Sicuramente non in meglio...Quando sono stato nel 2012 e mi sono sentito parlare ho avuto paura di me stesso, non potevo concepire di ragionare in quel modo...ma adesso non ne sono più così sicuro.
Quello che è successo non è altro che il primo passo.

Però si ok...a combinare questo casino sono stato io, ma il problema non sono SOLO io, anche gli altri come me non sono disposti a fare un passo indietro e a ragionare con calma, quanti di loro metterebbero da parte ciò che secondo loro è più importante di altro...non lo so...
So solamente che arrivati a questo punto devo darmi una calmata e tornare aessere utile al gruppo come lo ero prima altrimenti non si va da nessuna parte...ad agire da soli si diventa come Franklin e io non voglio diventare così, ma non vorrei neanche trovarmi un giorno a usare i miei amici per quelli che porebero diventare i miei scopi come fa Barker...no no NO!
Devo restare calmo e tentare di non pensare a me stesso...senza pretendere di sapere e conoscere tutto subito...è follia...
Pensandoci bene...non ho frettà di conoscere...ho davanti ancora un sacco di tempo...

martedì 30 marzo 2010

Le riflessioni di un uomo solo

Le vicissitudini mi hanno riportato nella mia Scozia. La mia terra tanto amata.
Gli ultimi eventi mi hanno portato ad allontanarmi dai mie compagni e questo mi permette di stare solo con me stesso e di riflettere e ripensare un pò a tutto.

Dopo molto tempo mi trovo a ripensare alla mia Vivian, alla mia fuga a Londra, poi a Parigi... e adesso, finalmente, di nuovo a casa. Il calore della mia famiglia e del mio popolo mi sono mancati molto più di quello che pensavo. Solo ora mi rendo conto di quello che ho lasciato.

Forse fino ad ora non ci pensavo perché con gli altri le cose andavano bene e non c'erano mai state particolari controversie.

Ora però alcuni di loro stanno cambiando. Sembra che qualcuno cerchi risposte alle sue domande seguendo quelle che sono le sue priorità. Sembra che qualcune stia iniziando a mentire agli altri, ad agire per conto suo o in gruppetti e non più all'unisono come un tempo.

Sembra che Jimbo, come me, sia quello che riesce a mantenere un certo distacco dal potere.
Proverò a parlare con lui per capire se le mie sensazioni sono proprio sbagliate o se, anche sta volta, il mio intuito mi sta mettendo in guardia da qualcosa di strano che stavolta viene dal nostro interno.

Barker, Robert, Arcer e questo nuovo capo, Liliana... sempre più persone si intrecciano coi nostri destini, persone che cercano di manipolarci per avere il sopravvento le une sulle altre. E riescono molto bene a manipolarci, troppo bene.

Più ci penso più vedo che molti di noi stanno perdendo il raziocigno. Arold che manda il treno e Toropolis e si fa toccare dall'ombra per sedare la sua sete di conoscenza, Paul che spezza un cubo di cui si ingoranvano i poteri con che conseguenze...???
John, Blaise e Antony... non la raccontano tutta. Antony fino a poco fa avrebbe ucciso per Elisabet e ora non fa nemmeno un tentativo per fermare Barcker che vuole far nascere il bimbo e quindi far morire lei.
E poi se non hanno trovato quello che cercavano perché stare via addirittura un giorno in più?
Poi c'è la malattia di Joseph...

Troppe cose troppo caos. Invece qui c'è la mia terra, la mia gente... qui c'è la mia pace.
Forse dovrei valutare l'idea di...

-Toc Toc-

Forse è toranto Jimbo.

lunedì 29 marzo 2010

L'essere uniti e l'agire da soli

John, Antony e Blaise sono lontani da Parigi.
Gli altri sono al treno.
Tentano in ogni modo di farlo partire, ma non funziona nulla.
Stanchi di provare a vuoto decidono di incidere i siboli sul legno del pianali, così come li avevano visti nella visione di Barker.
Il treno scompare.
Per loro è solo uno spostamento d'aria, vengono sbalzati a terra e il treno è sparito!
E' come se si fosse spostato talmente veloce che li ha disarcionati.
Dove può essere andato?
William dice:
"Io stavo pensando alla Scozia, la mia terra. Nella visione di Barker il treno correva senza nessuno a bordo in una distesa di prato verde... e se fosse davvero la?"
"Andiamo in Scozia" dice Jimbo.
Prima di andare però, dato che devono attendere i 3 che se ne sono andati, decidono di usare ancora lo specchio.
Arrivano alla villa di Barker ma la trovano vuota.
Entrano e nella casa c'è solo lo specchio.
Arold lo vuole usare.
Decide di scoprire come tradurre i simboli.
Tocca lo specchio e quello che vede lo inquieta.
Nessuna visione, solo un campo bianco e un'ombra con gli occhi di fuoco che lo guarda.
"Così sei tu che usi lo specchio. Dopo tanto usarlo devi pagare il prezzo."
L'ombra con una visione gli indica che deve fare qualcosa a Robert per pagare il pegno.
Ucciderlo?
Parlarli di qualcosa?
Nel frattempo Paul torna a Louvre e spezza il cubo antico che li era conservato.

Dopo 3 giorni arrivano i 3 ma sono molto vaghi su ciò che hanno visto e cioè che gli è capitato.
La squadra parte per la Scozia.
Dopo varie vicissitudini trovano il treno, ma tentando di usarlo di nuovo uno di loro pensa a Thoropolis e il treno sparisce nella terra.
Questo fa infuriare William che abbandona il gruppo.
In alcune ore lo riescono a ritrovare, ma lui non vuole più parlare con loro.
Alla squadra la sue reazione sembra esagerata, ma assecondano la cosa per evitare che possa succedere qualcosa di peggio.
Mentre attendono che la rabbia passa a William la squadra incontra un uomo con i capelli rossi che dice di essere una persona che lavora per Liliana.
Dice di evitare di usare i simboli se non si sa come funzionano.
"I simboli sono una gabbia che può impirigionare l'enità che permette a Liliana e ad altri di avere la capacità di non invacchiare, se voi usate i simboli aprite la gabbia e potrebbe succedere che l'ombra fugga."
Chi è questa misteriosa ombra che sembra essere connessa con tutte le cose?
E' un bene o un male che si stia interessando a loro?
Mentre discutono Antony dice:
"Fino a poco tempo fa il gruppo era un entità compatta, una essenza di emozioni e volontà che agiva per una direzione comune, adesso stiamo correndo il rischio che le motivazioni personali rompano il nostro connubio. Mettiamo da parte le nostre intenzioni e le nostre ambizioni e ricordiamo che se siamo uniti e per agire come un gruppo non come singoli.
Altrimenti rischiamo davvero di perderci."
Mente parla mescola il mazzo di carte, poi si ferma.
Guarda gli altri ed estrae la Torre.

mercoledì 24 marzo 2010

L'incontro di Barker

Una settimana prima

Come tutte le mattine Richard si reca al Louvre.
Il fatto che Arold, un uomo che dice di essere suo amico, gli ha trovato quel lavoro lo rende utile.
Un uomo che lentamente recupera pezzi della memoria e che è relegato su una sedia a rotelle, senza quel lavoro, si sentirebbe davvero inutile.
Saluta il vecchio guardiano.
Entra nella sua sala da lavoro e inizia a riordianre i libri negli scaffali più bassi.
Ogni tanto si trova dei libri da mettere negli scaffali alti.
Ogni volta che accade li mette da parte, pensando che prima o poi ci arriverà.
Un bussare alla porta lo distoglie dal suo lavoro.
"Avanti" dice.
La porta si apre ed entra un uomo sui trent'anni.
"Salve Mr. Barker."
"Buongiorno, ci conosciamo?"
"Per ora no, ma la conosce l'uomo che mi manda qui. Dovrei parlarle e farle fare un giro ad Avignone."
"Avignone?"
"Si."
L'uomo sui trenta si avvicina.
"So che devo farle vedere questo."
Dalla tasca della giacca estrae una lettera e la porge a Richard.
"Posso chiamarla Richard?"
Barker prende la lettera e velocemente la legge.
"Si, credo di si..."
"Si al nome o ad Avignone?"
"A tutte e due."

Oggi

Richard entra nel louvre ed entra nella sua stanza di lavoro.
Da un occhio alla pila di libri.
Prende tutti quelli che ha messo da parte, e li sistema sui loro scaffali.

martedì 23 marzo 2010

Il ritorno di Barker

Decidiamo di tornare a Parigi con Dustin per cercare una cura al suo male.
Ma mentre cerchiamo di partire arrivano i militari e con loro hanno una donna.
Vogliono fare uno scambio.
La donna per Dustin.
All'inizio non capiamo poi tutto è chiaro: la donna è la moglie di John.
Sembra che ora la scelta è vincolata.
Facciamo lo scambio e torniamo a Parigi con la moglie di John.
Mentre siamo nella nostra casa a parlare sul da farsi si sente bussare alla porta.
Apriamo e rimaniamo a bocca aperta.
"Salve" dice l'uomo e noi rispondiamo in coro: "Barker"
Barker è davanti a noi, coscente di quello che è, ma sopratutto in piedi.
Insieme a lui c'è un certo Philippe Arcer che ora è un suoi collega, ha un nuovo capo e il suo compito è cercare di fare nascere il figlio di Anthony.
Non capiamo come faccia a essere lì e come faccia a essere tornato come nuovo.
Mentre ci domandiamo il come e il perchè lui chi chiede: "Posso riprendermi lo specchio?"
Discutiamo sul da farsi e decidiamo di fare un altro scambio.
Lo specchio per tre risposte.
Prendiamo lo specchio e andiamo da Barker.
Intanto cerchiamo le domande da fare a lui o allo specchio.
Una volta arrivati partiamo con le domande.
La prima è come funziona il treno.
Lui scrive qualcosa sulla mano e poi tocca lo specchio.
Passano alcuni secondi in cui Barker cade in trance e poi ci dice che il treno va grazie a dei simboli che bisogna segnare su di esso e non come funzionano normalmente i treni.
Ci scrive i simboli e sono li stessi che si sono sui nostri orologi.
I nostri occhi si illuminano e chiediamo subito cosa sono quei simboli
Barker fa la stessa cosa di prima, tocca lo specchio e cade in trance.
Dopo pochi secondi ci dice che la prima volta che furono tracciati era nel medioevo, da una donna con i capelli neri e ricci di nome Liliana.
Quando li ha tracciati era in un castello e pronunciava delle parole a lui incomprensibili.
Vicino a lei c'era un cavaliere con i capelli rossi.
Una volta che ebbe tracciato i simboli all'interno di essa camparve un ombra. E dopo aver chiesto a Liliana se era conscia del prezzo che chiedeva loro.
Alla risposta affermativa della donna l'ombra si avvicina al muro, lo tocca ed ecco comparire una porta di metallo
Una delle famose porte di metallo.
E subito il cavaliere invecchia ediventa polvere e si sentono dei gridi nel castello.
Dopo di ciò Barker ci dice che l'ombra si è girata nella sua direzione fissandolo e lui ha staccato la mano dallo specchio mentre vedeva la donna che passava attraverso la porta.
Una volta che ci ha raccontato questo ha perso i sensi per pochi attimi, stremato dalla fatica.
"Mi serve del tempo prima della terza domanda" dice lui appoggiandosi a dei servitori.
"Possiamo usare lo specchio nel mentre?" chiede Paul e lui un po' restio acconsente dicendo che andrà a riposarsi nell'altra sala.
Con noi rimane Philippe che ci guarda disisnteressato.
Io mi avvicino a lui e mentre mi appoggio alla parete Paul ha già scritto qualcosa sulla mano e sta già toccando lo specchio.
"Sai quello che stai facendo?" chiede Philippe e Paul sorridendo "No!" e tocca lo specchio
Passano trenta secondi e già non si regge in piedi. William lo prende e lo stacca di forza dallo specchio.
È stremato.
Paul non fa in tempo a dirci quello che ha visto e subito John ha la mano sullo specchio.
Arcer sembra sconsolato. "Qualcuno fermi questa follia" dice appoggiando la testa fra le mani.
Questa volta Jimbo afferra John pochi secondi dopo la sua caduta in trance, ma sembra che anche lui abbia visto qualcosa.
Mentre tutti cercano di far riprendere Paul e di trattenere John, il nostro compagno Joseph il bibliotecario ha la mano sullo specchio.
Mentre anche lui cade in trance e il suo corpo cede seduta stante alla fatica io chiedo ad Philippe: "Bello il giubbotto! È Pelle?" e lui: "Sì è molto bello ed è di pelle?", lo incalzo "Dove lo hai trovato?" e lui alzandosi "Non in questo tempo" ede sce dalla stanza.
Afferriamo Joseph che ormai stremato era crollato a terra, lo sepcchio è evidentemente troppo per la sua età.
Ci riprendiamo un po' tutti da quello che sta succendendo e Jimbo propone di andare a provare il treno. Subito William è con lui come quasi tutti gli altri.
Ma John, Anthony e io decidiamo di fermarci qui, vogliamo parlare con questo Philippe Arcer.

giovedì 18 marzo 2010

Il ritorno

Dopo la parentesi nel futuro ci ritroviamo nella nostra sede con delle "belle" novità.

Jimbo ha scoperto come funziona lo specchio, sappiamo che quando Faust sviene ci proietta in tempi e realtà che ci aiutano a capire e scoprire i nostri poteri col rischio però di rimanere intrappolati in queste realtà...

Ora dobbiamo decidere che cosa fare. Valutiamo tra le varie possibilità e decidiamo di divederci gli incarichi.

Io e Jimbo ci dedichiamo al recupero dei pezzi del treno, gli altri continuano ad indagare sulla morte dei due operai nelle catacombe.

Dopo circa 1 mese si sa che nelle catacombe c'è un mistero che aleggia, come un'ombra che non si sa cos'è e della quale nessuno vuol parlare.

Mentre i pezzi del treno sono stati quasi tutti recuperati. Già quasi. Mancano 4 ruote che sono state usate sul treno della prima metropolitana a Londra.

Così, senza esitazione, torniamo nella nostra Londra.
Scopriamo che sono cambiate molte cose. Nuove costruzioni hanno rimpiazzato quelle rase al suolo dai militari. Facciamo un giro per quelle che un tempo erano le nostre strade e ci assale un pizzico di malinconia.

Ma non abbiamo tenpo da perdere, siamo qui per uno scopo.

Andiamo a vedere questo strano treno che chiamano metroplitana e saliamo. Facciamo tutto i lpercorso parlando e facendo domande al loquace macchinista.
Così vediamo la galleria dove lo parcheggiano la notte. E' un posto appartato e incustodito; è presto deciso che, la notte stessa, avremmo preso le ruote.

Nel frattempo qualcuno di noi va a fare un giro per il porto per vedere de c'è ancora la cassa.
Con grande stupore scoprono che qualcuno l'ha rubata.
E non è la sola cosa che scoprono. Mentre si aggirano per i vicoli bui si sentono seguiti e scoprono ceh sulle loro tracce c'è un mostro umanoide.
Un paio di loro hanno un duro scontro con essa.
L'ultimo a lottare con questa creatura è John. La cosa sorprendente è che questo essere lo conosce, lo chiama per nome e chiede il suo aiuto.

Così, mentre alcuni portano le ruote in una locanda fuori città per poi portarle a Parigi il mattino seguente, altri si ridirigono al porto per cercare e aiutare questa creatura.

Oltre a lei ci sono anche dei militari che cercano di ucciderla ma, con l'aiuto di John, i militari vengono messi in fuga.

Così ci ritroviamo alla locanda con 4 ruote di treno e un essere mostruoso.
John ci racconta che è un suo ex commilitone, un certo Dustin, che si è trasormato così dopo la missione di recupero in Idia.

Il nostro breve ritorno a Londra è finito ma, di certo, non ce ne andiamo a mani vuote.

martedì 16 marzo 2010

Il volto nello specchio

L'orologio di Barker ferma il tempo...
Questo pensa Jimbo mentre osserva il grigio spazio immoto della città che il meccanismo dell'orologio ha cristallizzato in un tramonto interminabile.
Gli uccelli sopra la Senna sono bloccati in evoluzioni che sembrano essere scolpite da un abile mano.
Jimbo fa due passi.
Gli oggetti sono inamovibili, il tempo bloccato ne impedisce il movimento, anche se lui cerca di spostarli a forza.

Lo specchio sembra reagire al blocco del tempo e se Jimbo lo sfiora, come un metallico fiore, si apre e mostra il suo segreto: la possibilità di scrutare il mondo!
Basta pensare a qualcosa e lo specchio lo mosta.
Jimbo muove le lancette e lo specchio, docile, mostra ciò che è avvenuto prima e forse, se Jimbo lo volesse mostrerebbe anche quello che avverà dopo.
Ma l'uomo con la bombetta, tempo addietro, aveva detto di non giocare con il tempo, e Jimbo non vuole rischiare.

Mentre parla con gli altri di quello che ha scoperto il suo sguardo viene catturato dal vetro di una finestra, al suo interno sembra essere riflesso un volto.
E' solo un istante, ma Jimbo ne è certo, qualcuno li spiava!

Torno a scrutare il tempo con lo specchio, manda le lancette indietro fino al momento in cui ha intuito il volto nella finestra e lo vede.
Un volto d'ombra con profondi occhi rossi.
Gli occhi di un cacciatore.
Un brivido scende lungo la schiena di Jimbo.
Forse giocare col tempo ha richiamato l'attenzione di esseri che loro non possono combattere.
Jimbo osserva il volto e con sua immenso terrore, mentre tutto il tempo è fermo, l'essere si volta verso di lui!
Jimbo si stacca dallo specchio e fa riprendere il moto del tempo.
Mio dio, quella cosa non è vincolata la tempo!
Jimbo mette via l'orologio e si promette di essere molto, molto cauto.

mercoledì 10 marzo 2010

Il meccanismo del tempo

Continuo a controllare sui monitor quello che sta accandendo, ma una volta che i miei compagni sono entrati nella stanza non riceviamo più loro notizie e non osserviamo alcuna attività sospetta. Dopo un po' di tempo che sono fermo a non fare nulla decido di andare a vedere, prendo una pistola e mi alzo dirigendomi verso il corridoio. Così fa anche la nostra compagna, ma una volta sulla porta tutti gli schermi diventano neri e sull'unico rimasto acceso vi sono solo dei numeri: 4.00 - 3.59 - 3.58 - 3.57 - ...
Nella mia testa si palesa un pensiero che si tramuta in orrore, guardo l'orologio o mi precipito all'interno della stanza. Entro e davanti a me si apre un cunicolo scavato nella roccia e, senza chiedere ne come ne il perchè, mi fiondo all'interno di questo e finisco in una grotta. William giace morto e i miei compagni sono tutti presi da una discussione. Arrivo e li avviso che nella stanza comandi è comparso un countdown. Loro mi guardano rattristiti e mi spiegano come stanno le cose.
Nella stanza a fianco c'è un sorta di buco nero e sempre nella stessa stanza c'è un tipo che sprigiona un forte magnetismo, qualche volta anche repulsivo.
Decidiamo di parlare con questo tizio. Lui sembra quasi lobotomizzato e l'unica informazione che riusciamo ad avere è quella che il professore ha istallato delle cariche esplosive per tutta la struttura. Così il mio compagno Anthony si lega alla sua pistola e si getta nel buco nero, subito lo segue Joseph. Uno dopo l'atro sia Faust che John li seguono e così decido anche io di fare il salto.

Da allora solo il buio.


Il buoi si dirada e ci ritroviamo ancora nel labirinto. Faust sta ancora precipitando e noi siamo accerchiati da questi guardiani. Uno di essi ci chiede il motivo della nostra visita e noi diciamo di essere in cerca di Toropolis. Lui ci guarda e ci dice che non possiamo raggiungerla.
Facciamo delle domande a questo guardiano ma non ne caviamo un ragno da un buco, così lui ci dà due alternative, o rimanere qui per sempre o andarcene. Senza pensarci troppo prendiamo le nostre cose e torniamo a casa.
La troviamo Faust che dorme beato e una volta sveglio ci spiega che tutte le volte che lui sviene o si addormenta involontariamente ci fa ricordare momenti dimenticati delle nostre vite. Un po' quello che ci aveva detto Robert circa il linguaggio di Gea, ma da lì a capirci qualcosa il passo è lungo.

Mentre riflettiamo Jimbo nota che l'orologio di Barker diversamente dai nostri ha la possibilità di regolare l'ora.
Noi gli diciamo di provare e lui prova, insistiamo e lui ci risponde che lo ha già fatto.
Il tempo si è fermato quando lui ha staccato l'orologio ed è ripartito quando lo ha riattaccato, ma noi non ce ne siamo minimamente accorti.

Jimbo si alza e fa alcune prove e dopo una di essa torna con la barba. Noi un po' allarmati gli chiediamo che cosa è successo e lui ci risponde: "Ho capito come funziona lo specchio"

martedì 2 marzo 2010

La base nei ghiacci

Polo Sud - Novembre 2009
Jimbo si risveglia con l'acqua calda che gli brucia le mani.
"Sembra che funzioni tutto.."
La ragazza alle sue spalle è vestita con abiti da esplorazione antartica.
Il labirinto è solo un vago ricordo, come un sogno.
Adesso Jimbo è nel 2009 e sta cercando risposte alla morte di alcuni esploratori.

Per tutto il gruppo il 1863 nn è altro che un vago sentore che rimane in fondo al cervello.
Come un fugace ricordo di un'altra vita.

La spedizione ha lo scopo di capire chi, o cosa, ha ucciso 11 scienziati che si trovavano nella base antartica.
Hanno solo pochi indizi:
Primo: il capo spedizione, il dott. Lewis, sembra essere impazzito ed ha sfogato la cosa in una sorta di grafomania che lo ha portato ha scrivere cifre e date sui muri del suo laboratorio.
Secondo: la spedizione era li per studiare un fenomeno magnetico che si origina sotto la superficie terrestre, a circa 100m di profontità.
Terzo: le registazioni audio identificano la presenza di un' "ombra" che i ricercatori sembrano avere visto aggirarsi nei corridoi
Quarto: I computer sono stati tutti formattati e tutti i dati della ricerca sono stati persi.

Esplorano la base e scoprano che è completamente vuota.
Attivano in sequenza le telecamere scoprono che a volte ci sono dei cali elettrici in alcune zone della base.
Durante questi cali elettrici nell0ochio delle telecamere appare un'ombra indistinta.
Qualcuno pensa a fenomeni magnetici, altri ad un virus informatico..

Tre di loro armati di coraggio si nascondono nei corridoi.
Appena i compagni li avvisano di un calo elettrico corrono nella zona per vedere se l'ombra esiste realmente.
La vedano!
John lancia una torcia di segnalazione nella sua direzione e la luce illumina il corpo fisico di un uomo.
E' il professor Lewis!
Appena lo vedono il professore scompare come nel nulla e torna la luce.

Controllano le registrazioni delle telecamere:
l'immagine non viene registrata correttamente, come se l'ottica non riuscisse a catturarla, ma la cosa più sconvolgente è che nel momento della scomparsa gli orologi delle telecamere sembrano avere fatto un salto di 19 secondi!

venerdì 19 febbraio 2010

Si ricomincia

Ancora una volta ci troviamo a misurarci con qualcosa di inaspettato e di sconvolgente. Che, sin dall'inizio, sta mettendo a dura prova le nostre capacità e la nostra resistenza.

Scendere nel cuore della Terra è qualcosa di molto difficile sia fisicamente che mentalmente. Passare tutto qul tempo nell'oscurità rpofonda, con l'aria quasi irrespirabile e nel quasi totale silenzio ha messo a dura prova le nostre menti. Se fossi sceso solo credo sarei impazzito.

Quello che abbiamo scoperto è a dir poco inquietante.
Un intreccio di scale che sembrano "muoversi" slegate dalle normali leggi fisiche e architettoniche. A cosa porterà questo labirinto? Da chi o da cosa vuole tenere lontani i più deboli o i meno coraggiosi?

Mentre ci stiamo facendo queste domande nell'incredulità dello spettacolo che si dipana davanti ai nostri occhi, John ci fa spostare la nostra attenzione su una persona che si profila all'orizzonte. Su una delle innumerevoli scale c'è in piedi un uomo. Dall'abbiglaimento sembrerebbe un monaco. Vesito con un saio, cinto da una corda e dei sandali ai piedi.

Il tempo di dare un'ultima ochhiata e poi capiamo che le nostre forze psicofisiche ci stanno abbandonando. Non possiamo fare altro che risalire.
Dopo una faticosissima e lunghissima risalita finalmente rivediamo la luce e ricominciamo a respirare aria buona. Ci abbandoniamo a un sonno pieno di incubi.
Poi ci rechiamo nell'agenzia e risporfondiamo nel sonno.

Al nostro risveglio un biglietto sotto la porta ci intima di stare lontani.

Ora, come sempre, dobbiamo decidere cosa fare.

martedì 16 febbraio 2010

Il Labirinto

Due settimane di tempo per sistemare la nuova casa fornita dal museo.
Due piani tutti loro per installare una nuova agenzia investigativa.
L’unico lavoro che sanno fare.
Ficcare il naso è il loro unico modo per tirare avanti.
Ficcando il naso Paul scopre una cosa interessante.
Durante uno scavo sono stati scoperti una serie di cunicoli sotto Mont-Parnasse.
Due operai sono morti in circostanze misteriose.
Visitano lo scavo.
Scoprono, nei cunicoli, un passaggio che scende in profondità.
Scendono.
Una scalinata antica li porta in un antro profondo sotto la città di Parigi.
L’oscurità è opprimente.
Qualcuno prima di loro è sceso ad esplorare i cunicoli.
Un esploratore di nome Jerarde La Valle ha passato un mese nel 1979 in quell’antro cercando una cosa che lui chiama “IL LABIRINTO”.
Dalle incisioni che La Valle ha inciso sul muro capiscono che il labirinto è abitato.
Ma da chi?
Trovano il labirinto e la loro mente ha un collasso.
Nel labirinto sembra che le dimensioni verticale e orizzontale si fondano e perdano senso.
E’ troppo.
Lasciano il labirinto incapaci di esplorarlo.
Troppe domande sul quel luogo li affliggono.

mercoledì 10 febbraio 2010

Casa, Dolce Casa

La grande stanza era tetra e cupa, illuminata solo da una candela posta su un antico tavolo in legno massiccio. L'uomo, assorto nel suo lavoro, parlava da solo.

Non è pazzo, ma quando è nervoso perchè non riesce a venir a capo di qualche problema, parla da solo. Un brutto vizio che si trascina da più di trent'anni. E passa..

"Maledetto Robert! Non sono ancora diventato pazzo, forse vecchio, ma non pazzo.. Sono stra sicuro di non aver messo io quell'orologio nella mia tasca e non ho idea di come ci sia finito, dato che anche i miei compagni erano sorpresi quanto me."

"Pffffhhhhhhhhhhhh!" "Sgrat, sgrat"
Il bibliotecario concentrato e assorto nei suoi pensieri soffiava la polvere e puliva nervosamente le copertine di alcuni testi antichi. Intanto la sua mente vagava agli avvenimenti
degli ultimi tempi.

"Vabbè, a quanto pare, d'ora in poi dovrò abituarmi a stranezze di tutti i tipi; e forse stranezze ancor peggiori di quel felino maledetto che mi voleva far diventare un involtino."

Una mano gli andò inconsciamente al petto, dove il lungo taglio trasversale si stava lentamente cicatrizzando. In effetti la sua è stata proprio una brutta avventura.

"le cose ora sembrano comunque andare per il meglio, o no, mio caro e vecchio Roger?"

Il gatto sollevò il capo, lo guardò con aria assonnata, agitò la coda e riprese a dormire.

"E comunque è stata geniale l'idea di chiedere l'uso del palazzo antistan
te il Louvre al direttore del museo. Ho dovuto lasciargli quel bellissimo pugnale d'oro e la punta di lancia della prima era, ma amen. Grazie a quel posto avremo accesso diretto ai sotteranei e alle stanze che utilizzeremo come base per le nostre operazioni - quali che siano ... mi sembra che si brancoli un po' nel buio con le idee.."

Sospirò passando al volume successivo.

"Ehi! Questo libro è proprio conciato male.. altro che pulizia, bisognerebbe trascriverlo.. Ma temo che nel prossimo futuro non avrò troppo tempo da dedicare ai miei amati libri."

"MEEEOOOWHHHHHHHHHHHH!"
Il gatto strillò e scappò sotto uno scaffale quando un piccolo scopino dal manico ricoperto da sottili lacci di cuoio lo colpì in pieno sulla testa:

"Roger! Maledetto pelandrone! vattene a cacciare i topi che mi rosicchiano i libri al posto di poltrire tutto il giorno!"

Mentre il gatto lo stava osservando in cagnesco con le orecchie tese, il vecchio studioso iniziò a sistemare i libri su uno scaffale vuoto e polveroso lì vicino.

"Bisogna trovare una soluzione: dobbiamo inventarci il modo di ottenere informazioni a livello planetario e quasi in tempo reale.. e direi che senza i mezzi strambi che hanno i miei nuovi compagni, sia proprio impossibile.. Ed il bello Roger è che manco loro sanno in che modo farlo!"

Il felino in tutta risposta soffiò nella sua direzione e, come se volesse volutamente ignorarlo, dedicò tutti i suoi sensi acuti e la sua attenzione ad un movimento sotto le assi del pavimento.

"Si potrebbe.. si potrebbe fare.. No! che non si potrebbe, maledizione!"

E rimase assorto nei suoi cupi pensieri e nel suo lavoro finchè la candela non si spense in uno sfrigolio..

martedì 2 febbraio 2010

Un nuovo capo?

Dopo aver ulteriormente indagato capiamo che non possiamo uccidere il guardiano e che, forse, il solo modo per far tornare il villaggio alla sua vita tranquilla è quello di far allontanare le due persone a cui il guardiano da la caccia. Il maniscalco e il bibliotecario.
Loro sono le sole persone che hanno toccato la stele senza averne il permesso e quindi sono una minaccia da eliminare

Così parliamo col maniscalco e col borgomastro e, anche loro, convengono con noi su questa soluzione.

Nel giro di qualche ora il maniscaclo è diretto a nord sul suo carro con la sua famiglie.
Noi invece ci rechiamo alla stazione del villaggio vicino e, dopo una breve consulto decidiamo tornare in Austria da Robert l'orologiaio.

Dopo qualche ora di treno in cui cerciamo di recuperare le energie, arriviamo a Vienna. Il locandiere vuole essere certo della perdita della sua locanda e così è.
Quindi ci rechiamo da Robert con il solito nugolo di domande che ci attanaglia la mente.

Quando arriviamo alla casa siamo subito colpiti dalla torre dell'orlologio che svetta al centro.

Ci faciamo annunciare e veniamo indirizzati proprio verso la torre.
Quando iniziamo a salire le scale quasi tutti noi dell'agenzia, iniziamo ad avere strani malori.

Ci rechiamo in uno studio con Robert e, quando gli chiediamo dei malori, dice di non conoscerne la causa ma è palese ceh stia mentendo.
Gli raccontiamo l'accaduto e lui si presenta con un antichissimo tomo scritto nell'antica lingua egizia. La stessa che parlava il guardiano.
Ci spiega chi e cosa sono i guardiani, di questa lingua antica delle porte che conducono a Gea e, da quel che sembra, sa molto più di quello che ci dice.
Come al solito e come accadeve con Barker, l'uomo con la bombetta... la maggior parte delle noste domande cade nel vuoto.
Forse ci sono cose che non siamo pronti a conoscere, o forse la nostra sete di conoscenza è il loro modo di tenerci al loro servizio.

Con Barke fuori gioco sarà Robert il nostro nuovo vapo?

venerdì 29 gennaio 2010

Il Guardiano


La mente dell'essere non è costruita per pensare in maniera filosofica o morale.
La mente dell'essere è fatta per pensare a difendere.

Quando l'uomo tocca la stele la mente del guardiano si attiva e lui, dopo anni torna ad aprire gli occhi.
Il richiamo della pietra è un grido che gli spezza la mente.
Sente la pietra che vuole essere usata e lo urla senza ritegno.
Lo urala a orecchie umane che non possono sentire il suo grido.
Non è così per le orecchie dell'essere.
Un rapido movimento e il muschio che copriva il suo corpo si sbriciola.
Erano anni che era immobile, in attesa che servisse di nuovo.
Pochi balzi ed è nei pressi della roccia.
Ci sono due uomini che parlano.
Uno dei due tocca di nuovo la roccia e questa urla di nuovo.
Il grido ferisce l'essere per metà uomo e per metà gatto.
Nei suoi occhi le figure dei due sono avvolte da un alone rosso.
Rosso è male, rosso è non la puoi toccare.
L'essere si muove senza alcun rumore e arriva a pochi passi dai due.
La foresta difende la sua figura e le ombre della sera lo celano agli sguardi distratti dei due.
Un nuovo urlo.
Un balzo ed è tra i due.
Rimane immobile.
I due uralano e scappano.
L'essere prova un fendente ma va a vuoto.
Uno dei due spara.

Deve aver pensato:
Ce la posso fare, sono quasi al villaggio.
Già deve avere pensato così.
Adesso che è riverso nel canalone, sventrato da due colpi di artiglia sa che quello che ha pensato era sbagliato.
L'essere lo annusa e lo osserva.
Nessun alone.
Nessun alone è minaccia cessata.

L'altro uomo arriva a casa, chiude la porta di colpo e la spranga.
Non dovevamo andare li!
Le ossa, eccoco cosa erano, un avviso.
Mio dio che mi succederà adesso.
Dio mio, fa che non mi torvi!