giovedì 24 gennaio 2013

IL DUBBIO

Come da programmi contattiamo Tollin e ci diciamo disponibili a partecipare all'eliminazione di Cintia.
Passiamo un paio di giorni a valutare tutte le vari possibilità. Dal dire alla donna del tradimento allo eliminare anche i tre tizi... così, senza prendere decisioni, arriva il giorno concordato.

L'aereo di Cintia decolla e noi, coi tre tizi, la seguiamo su un altro velivolo a debita distanza. Come da programma l'aero, in pieno oceano, esplode. Noi facciamo dietrofront e atterriamo. Ci salutiamo coi tizi e ce ne torniamo a casa nostra col ghigno dei vincitori.
Neanche il tempo di gustarci la vittoria e Stephen chiede se qualcuno ha visto la donna salire sull'aereo.
Sì, l'hanno vista i tizi.

E se fosse una trappola? E se il demone non fosse morto?
Il dubbio si insinua nella nostra mente.
Stephen chiama Jonatan e, dopo una lunga conversazione, ci troviamo, tanto per cambiare, di fronte a un bivio. Convocare il demone per vedere se è ancora su questo piano. Se non risponde alla convocazione, possiamo ragionevolmente dire che l'abbiamo eliminato e il problema sarebbe risolto.

Se invece rispondesse lo dovremmo o confinare nel tempio di Jonatan (e qualcosa ci costerebbe) o liberarlo e chiedendogli in cambio qualcosa tipo di cancellare i nostri debiti con lui. Però, dopo, ci sarebbe un demone libero.

L'altra possibilità è lasciare che le cose facciano il loro corso e noi ci potremmo dedicare al recupero delle nostre anime presenti negli inferi o alla eliminazione dei tre tizi, insediandoci magari a capo dell'agenzia di Cintia.

Anche sta volta le decisioni da prendere non sono facili, ogni scelta ha i suoi pro e contro... che fare?


giovedì 17 gennaio 2013

E uno è andato

Dopo esserci presi il tempo necessario per decidere l'ordine delle cose da fare, mettiamo in atto il piano per eliminare Arold Jones.
Con una scuso lo chiamiamo a casa nostra col tizio che impedisce alle anime di tornare al loro piano di origine. Il nostro Arold copia il potere del tizio e, quando abbiamo l'OK, diamo fuoco alle polveri e scarichiamo i nostri caricatori sull'altro AJ. Intanto Antony si schianta col suo potente mezzo cnotro l'auto dove c'è il tizio assoldato da AJ. Lo riduce in fin di vita ma poi, assieme agli altri, decidono di rianimarlo per interrogarlo.

Il tizio però fugge spostandosi in un altro piano.

Intanto, dopo averlo perquisito, William da fuoco al corpo di AJ. Con sua grande sorpresa, nonostante la cura con cui ha fatto la pira, alcuni resti non vengono consumati dalle fiamme. William li analizza ma non scopre nulla. L'ipotesi avanzata è che questo fosse il costrutto.

Il nostro AJ ha subito dei cambiamenti nei suoi poteri ma, come le altre volte, non li capisce ancora fino in fondo.

Il giorno dopo si ripresenta a casa nostra il tizio che lavora per Cintia e che la vuole eliminare. Ci dice che presto la donna prenderà un aereo e il loro piano è quello di farlo saltare.

Diciamo che ci stiamo e che seguiremo, su un altro velivolo e a debita distanza, l'aero di Cintia quando verrà fatto saltare in modo da assicurarci che vada tutto per il verso giusto.

mercoledì 26 dicembre 2012

La lista delle cose da fare. Primo: uccidere Arold Jones


Le nostre essenze sono riunite.

In realtà non sono tutte, ne mancano altre...
Sono infiniti i posti in cui potrebbero essere
Nei tre tizi con i poteri che collaborano con Cinthia...
Nell'ultimo Arold rimasto
Nel tizio che ci permette di riunire i poteri
All'inferno o in qualunque altro piano di esistenza
Come possiamo recuperarli?
Appurato che non ci è per ora possibile andarcene da questo piano di esistenza a quello da cui proveniamo, non ci resta che sfruttare al massimo il mondo in qui siamo ora.

Dobbiamo mettere a punto un piano.

Iniziamo a studiare le nostre nuove capacità quando ci accorgiamo che qualcuno ci tiene d'occhio.
Dei tizi fanno da piantone intorno alla villa. Saranno degli uomini di Cinthia.
Mentre decidiamo come affrontare la cosa ci viene a trovare Mr. Tollin.
Mr. Tollin è uno dei tre con i poteri che collabora con Cinthia. Lui è in grado di spostare i ricordi.
Ci chiede a che punto è la nostra missione, iniziamo a rispondere e lui con una specie di cellulare fa saltare la corrente.
"Ora che nessuna cimice che la nostra agenzia ha piazzato funziona devo dirvi una cosa. All'interno del nostro gruppo si sta sviluppando una lotta intestina. Cinthia da quando si è risvegliata è cambiata e ha iniziato a infastidire alcuni di noi. Io e altri due miei compagni abbiamo deciso di eliminare il problema alla fonte e volevamo sapere se avete intenzione di creare un patto di alleanza, se così si può dire."
Così ci parla Mr. Tallin.

Non che l'idea di eliminare il demone di Cinthia non ci attiri, ma non siamo pronti a dare una risposta ora. Decidiamo che gli comunicheremo la nostra decisione più avanti.

Ora ci si prospettano davanti a noi alcune priorità e come sempre stendiamo una lista.
Premettendo che non sappiamo precisamente come uccidere quel demone e cosa quel demone è in grado di fare, eliminarlo è uno dei punti della nostra lista.
Eliminare i tre tizi con parte delle nostre essenze è anche questo un punto della lista.
Ma, in cima a tutto, come sempre c'è : uccidere Arold Jones.
Cosa fare per primo?

Dobbiamo decidere un piano ben congegnato. Ora abbiamo più capacità, ma dobbiamo riuscire a utilizzarle al meglio.

Cosa facciamo come prima cosa?
Chi eliminare per primo?
Cosa potrebbe comportare?
Quali sono i rischi?

Non possiamo muoverci alla cieca. Dobbiamo trovare una strategia vincente. Una strategia che non può fallire.

giovedì 20 dicembre 2012

Ricongiungimento

Dato che abbiamo poco tempo per scendere nel buco Faustine utilizza i suoi poteri per aprire un portale che ci porti direttamente in un porto, in Antartide, nelle vicinanze del luogo da esplorare. Arriviamo all'ingresso del buco, o meglio, del baratro. Gettiamo una torcia ma sembra che cada all'infinito, sembra essere un cratere senza fondo.

Hob, utilizzando i suoi poteri, si fa cadere per parecchie centinaia di metri senza mai raggiungere il fondo.

Ci tornano così alla mente le parole di Jonatan. Scoprire cosa c'è in fondo al buco è una compulsione creata apposta per tenere impegnato il demone che c'è in Cintia.

Appurato questo facciamo ritorno alla nostra villa e cominciamo a fare i rituali per riunire i frammenti rimasti di Antony e Hob. Quelli di William non arrivano.
Così Faustine decide di convocare ancora il viaggiatore onirico che protegge uno degli alter-ego di William.

William dice di essere disposto a finire il lavoro del suo protetto se gli concede di riunirsi a lui. Il viaggiatore rivela che quello che sta facendo è distruggere questo mondo. Rivela che lui è il reggente di un altro mondo, quello da cui anche noi veniamo, e che vuol far collassare i due mondi in modo da unirli e crearne uno nuovo.
Naturalmente chi regge questo mondo, Arold, è contrario a questo e cerca di impedirglielo.

Mentre siamo lì a parlare appare una sorta di manichino e, tra i due, inizia un scontro talmente veloce e talmente potente che noi ne siamo totalmente assorbiti e, per poco, non ne restiamo sopraffatti.

Il tutto dura pochi istanti poi, i due, spariscono e, probabilmente, vanno a proseguire il loro scontro da qualche altra parte.

Approfittando dell'assenza del viaggiatore onirico Faustin recupera gli altri William e, anche per loro, viene effettuato il rito.

Ora tutti noi ci siamo ricongiunti con i nostri frammenti.
Nemmeno il tempo di capire come sono mutate le nostre essenze e arriva Arold.
Dice che finalmente il cerchio si è chiuso e che abbiamo fatto esattamente ciò che voleva.
Anche sta volta mi sento manipolato da uno degli Arold.
Praticamente ci dice che lo scontro che sta avvenendo tra i reggenti dei due mondi è esattamente quello che lui voleva e che grazie a noi l'ha ottenuto senza dover faticare.

Ora non ci resta che attendere il ricongiungimento dei due mondi.

mercoledì 12 dicembre 2012

Nuovi poteri, nuovi patti e nuove missioni

William era scomparso e Faust non sapeva cosa fare.
L'unica via era convocare il prima possibile gli altri lui stessi.
Lui li convoca e noi chiamiamo Arold con il suo amico.
E come per Arold pratichiamo il rito.
Spari e morte.
Il nuovo Faust tenta di recuperare William, ma, apparentemente, apparentemente non ci riesce.
A un certo punto compare nella stanza il viaggiatore dei sogni che ci stava creando tutti questi problemi.
"Cosa siete disposti a fare per riavere i vostri compagni?"
Noi riflettiamo a questa domanda.
Quanto valgono le loro vite per noi?
All'improvviso la voce di Stephen rompe il silenzio: " Facciamo che se ci ridai i nostri compagni e io non ti mando all'inferno!"
Il tipo un po' sorpreso se ne va.
E dopo poco Faust ritorna con William

Nel mentre Arold ha contattato Cinthia per poter riallineare la propria anima con il proprio corpo,
Un nuovo patto.
Passiamo il tempo in cavolate.
L'Arold che ha creato questo mondo non è più dove lo avevo lasciato e, con lui, anche John e Jimbo.
Chissà dove saranno ora.
Fermiamo Cinthia per recuperare anche le parti delle anime dei nostri compagni che mancano.
Tra tre giorni saranno tutti qui.
Ma lei ci chiede un favore nei tre giorni che mancano.
Dobbiamo scendere in fondo al buco nel ghiaccio.
Ecco una nuova missione.

lunedì 10 dicembre 2012

Cinthia e la scomparsa di William

Dopo esserci tutti radunati è tempo che Jonathan paghi il suo debito.

Ci rechiamo all'ospedale e parliamo con i custodi di Cinthia. Li convinciamo che possiamo fare qualcosa per lei, per riportarla tra noi.
I tizi acconsentono e la donna viene portata alla villa.

Stephen e uno degli scagnozzi accompagnano Jonathan e la donna nella stanza del rito.
Tutti gli altri restano al di fuori della stanza che in trepidante attesa, chi assorto nei suoi pensieri.

Dopo parecchie ore la porta si apre. Il rito è riuscito ma ci vorrà un pò di tempo prima che la donna recuperi tutte le sue funzioni. Così viene riportata in ospedale.

Nel frattempo Stephen dice di stare attenti a quella creatura perché, mentre si stava risvegliando, lui e Jonathana sono scesi agli inferi per vedere che fosse quell'anima. Hanno così scoperto che lei è in realtà un demone che, forse, al momento non ha coscienza di chi o cosa sia. Sta di fatto hce è molto potente e nutre una schiera pressoché infinita di seguaci. Se dovesse risvegliarli potrebbe decidere di far invadere il mondo da queste anime e il risultato sarebbe simili a ciò che sta succedendo nei campi militari.

I due ci mettono in guardia sulla pericolosità di stringere patti o garantire servigi a questo essere. Peccato che qualcuno di noi, Antony, si sia reso disponibile a lavorare per lei.

Cinthia arriva nella villa e ci mettiamo intorno a un tavolo. Sembra essersi ripresa bene.
Cominciamo a parlare e William dice di avere qualcosa da chiederle in cambio del fatto di averla salvata dal baratro in cui era. I due contrattano e la donna accetta di esaudire la sua richiesta senza volere nulla in cambio. Così William scopre la locazione geografica di 3 suoi alter-ego. Faustine, che fino a quel momento sembrava nel mondo dei sogni, decide che anche lui vuole sapere dove sono gli altri se stesso. Così inizia a contrattare con la donne. Alla fine accetta di offrirle, per una volta e senza uccidere nessuno, il suo potere. Anche lui scopre la locazione di 4 Faustine.

Da ultima la dolce vecchina (Arold) cerca di convincere Cinthia a rimetterlo nel suo corpo ma, non volendo pagare, non ottiene nulla.

Faustine e William deidono di contattare i loro frammenti tramite i sogni. Faustine li convoca e i 4 si danno appuntamento a una settimana di distanza.

Tocca a William. Due dei tre arrivano subito nel sogno ma, al posto del terzo, arriva un viaggiatore onirico. Dice che sta proteggendo il suo amico. Lui e Faustine iniziano una battagli onirica che si conclude con uno scontro fisico. Faustine ne esce sconfitto e l'altro viaggiatore onirico trascina il corpo di William nel sogno.

domenica 9 dicembre 2012

Cento Anime

Scritto da Pontazza

L'anima di Arold era stata trascinata all'inferno e contemporaneamente il portale da cui il Nefarita era uscito, si era chiuso.
Dovevamo salvare Arold.
Jonathan mi propose di andare a recuperare la sua anima all'inferno, dove il Nefarita, prima di morire, lo aveva spedito. Così, in pochi minuti tracciò il cerchio per aprire il portale e il rito ebbe inizio, poco dopo entrammo nel cerchio e iniziammo a precipitare.
Ci ritrovammo all'inferno, ma questa volta il luogo era diverso, il paesaggio era cambiato, ci trovavamo in un deserto. Davanti a noi si stagliavano le dune e in lontananza, ondeggiante sul profilo rovente dell'orizonte, c'era un'oasi. CI incamminammo nella sua direzione, non mi sembrò di trascorrere molto tempo a camminare ma è difficile valutare il significato di spazio e tempo nei reami infernali.
Arrivati in prossimità dell'oasi trovammo esattamente ciò che si può immaginare di incontrare in un'oasi: della vegetazione verdeggiante e uno specchio d'acqua, ma a chiudere il quadretto non c'erano dei Beduini con le loro tende e qualche cammello, ma bensì dei Nefariti intenti a torturare le loro vittime, annegandole nello specchio d'acqua. La cosa era in qualche modo ironica: finire annegati nel bel mezzo di un deserto.

Con l'aiuto di Jonathan scovai il Nefarita che stava torturando l'anima di Arold, lo teneva legato ad una catena e tramite una carrucola lo immergeva nell'acqua. Lo fermai e gli chiesi cosa voleva in cambio di Arold: trattai con lui come avevo visto fare a Jonathan e ottenni di avere la sua anima in cambio di altre trenta. Solo che le anime legate alla catena e immerse nell'acqua erano in totale quatto! Così dovetti promettere di procurare cento anime di donna in cambio dei quattro frammenti di anima di Arold.
Costoso.
Prendemmo le anime ancora incatenate e ci dirigemmo verso il portale, ma una volta vicini all'uscita, un'enorme creatura si mosse sotto la sabbia. Voleva nutrirsi delle nostre anime ma fortunatamente il portale era vicino. Entrammo sani e salvi.

Ci risvegliammo nei corpi dei due guardiani notturni che giravano fuori dalla villa.
Non sapevamo dove fosse finito Arold reincarnandosi. Dovevamo trovarlo.
Pochi minuti dopo, mentre discutevamo con il resto del gruppo sul da farsi, arrivò una chiamata. Era Arold, ricordava qualcosa, anche se era ancora molto confuso.
Lo recuperammo in un villaggio non lontano, era ora una anziana signora sulla sessantina. La cosa sarebbe stata ridicola, perfino divertente, se non fosse che capivo benissimo il suo disagio, la sua frustrazione e non mi sarei mai voluto ritrovare nella sua situazione.
Lo tranquillizzai e lo riportai con Jonathan alla villa.

giovedì 29 novembre 2012

GILF

Stephne ci raggiunge a Londra e ci racconta, dettagliatamente, la proposta di Jonatan (l'altra anima conosciuta nella base).
Se noi lo liberiamo dal suo nefarita lui potrà riallineare l'anima di Cintia col suo corpo.

Facciamo le solite domande di rito sui rischi e sulle possibili conseguenze e ci prendiamo un paio di giorno per discuterne tra noi.

Dopo aver valutato tutte le possibilità e le alternative, decidiamo di accettare e di eliminare il nefarita.
Jonatan dice che per convocarlo deve fare un rito ma gli serve un luogo che possa diventare il suo tempio.
Decidiamo di acquistare una villa ottocentesca in un paesino fuori Londra che diventerà anche la nostra sede operativa.

Passa circa un mese per la ristrutturazione e per preparare un luogo adatto per il rituale.

Finalmente arriva il giorno tanto atteso: quello dello scontro.
La creatura appena appare è come spaesata, non sa bene dove sia. Subito parte la nostra raffica di colpi. Tutto il piombo che gli abbiamo scaricato addosso dovrebbe triturarlo invece, pur accusando i colpi, contrattacca.
Ha una forza e una velocità sorprendenti.
Inizia un danza tra noi e lui dove si colpisce e si viene colpiti. Quasi casualmente notiamo che le armi da taglio   lo danneggiano maggiormente. Così, tutti assieme, ci buttiamo su di lui brandendo le nostre lame.
Il nefarita cade sotto l'ultimo colpo. Il suo corpo va in polvere ma l'urlo di gioia si strozza in gola quando la creatura si rialza.
Senza battere ciglio ci avventiamo nuovamente su quell'essere.
Questa volta la sua anima abbandona il corpo. E' sconfitto.

Poco prima di soccombere, però. riesce a prendere Arold e gli spezza la colonna vertebrale lasciando il corpo esanime sul terreno.

Jonatan e Stephen discendono agli inferi per recuperare l'anima di Arold. Stephne contratta con un nefarita. Il prezzo è di 200 anime di donne per riavere il nostro compagno. Accetta.
Poco dopo Faustine riceve una strana telefonata e, dopo alcuni minuti, a casa nostra arriva un vecchietta. Brutta ma navigata e con la dentiera... Ci faccio un pensierino ma poi scopro che la Granny che vedo è Arold. dovremo uccidere 200 donne per averne una vecchia e brutta... che ingiustizia!

venerdì 23 novembre 2012


Scritto da Pontazza

Sono successe molte cose nell'ultima settimana.
Siamo partiti per Il Nevada, per raccogliere informazioni sulle basi militari. 
Arrivati, e trascorsa più di una settimana a raccogliere informazioni e a temporeggiare, ho deciso di entrare in azione.

La base si trova in una zona desertica, lontana da qualsiasi città (eccetto un paesino che si trova a pochi chilometri dalla base), un ottimo posto per tenere lontani i curiosi.
Dopo il sopralluogo di un nuovo membro (almeno per me) del gruppo – un tizio di nome Joseph, che non mi piace affatto e a cui pare che, altrettanto, io non piaccia – abbiamo scoperto all'interno della base, la presenza di un hangar chiuso da catene e lucchetti.
A questo punto, stanco di aspettare ho deciso di entrare nel campo, travestendomi da soldato. Grazie hai poteri dei miei compagni sono riuscito ad entrare nella base senza essere visto, ma quando sono arrivato vicino al hangar, ho avvertito la presenza di un anima più potente delle altre che avevo avvertito fino a quel momento: dopo qualche istante di smarrimento, qualcuno è uscito dal hangar, un uomo con poteri simili ai miei. Fingendomi un soldato appena arrivato mi sono incamminato verso di lui, bluffando ho detto di essere nella zona del hangar perché di passaggio per montare di guardia e dicendo di essere disponibile a dare una mano, sono stato invitato ad entrare.

L'interno era completamente dipinto di nero e vuoto, c'erano solamente altre 5 persone (tra cui una con un'anima dal potere elevato), disposte in cerchio. 
A questo punto l'uomo che mi aveva invitato a entrare ha preso posizione con me intorno al cerchio e il più potente di noi, attraverso un rituale, ha creato un cerchio di fuoco sul pavimento. 
Il pavimento al centro del cerchio è diventato nero, buio, tanto che la luce non lo illuminava e proprio come un buco nero, uno alla volta le persone intorno al cerchio ci sono entrate, cadendo verso il basso e venendone inghiottite. 
Io sono stato l'ultimo a entrare, ho iniziato a precipitare tutto è diventato buio.

giovedì 22 novembre 2012

La donna dietro i miei occhi

"Credi che un giorno qualcuno passerà di qui?" Jacob lo chiede alla ragazza con siede al suo fianco mentre entrambi guarano fuori dalla grande porta a vetri della casa rossa. "E che cosa cambierebbe a noi?" "Bhe, nulla, ma darebbe un senso alla strada davanti alla casa almeno." Lei gli cinge le spalle con un braccio e fa un sorriso. "Sempre a dire cose strane vero?" "Non è strano! E' una strada, se non ci passa nessuno che senso può avere?" La casa rossa si trova a ridosso di una strada in cui non passa mai nessuno. Questa cosa ha sempre dato a Jacob un senso di inutilità. A Morgana invece non sembra importare molto della strada, ne della gente che ci potrebbe passare sopra. A ben pensarci a lei non sembra importare nulla di niente. "Sai M. se io passassi su quella strada credo che guarderei verso questa casa." "E perchè mai?" "Perchè è una grande casa rossa in una via di casa che hanno tutte lo stesso colore marrone. E anche perchè ha un bel giardino. Si credo che ne rimarrei colpito." "Ma lo sai che tu non passerai mai su quella strada vero?" "Bhe, chi può dirlo. Forse un giorno avrò il coraggio di lasciarti qui e andare davvero a Londra." L'orologio ticchettando rompe il silenzio di sospensione che cade sui due. "Lo faresti?" dice Morgana. "Non lo so, ho detto forse." "Che credi di trovare a Londra?" "Non cosa M., ma chi." "Ok, chi credi di trovare?" "Una donna." "Bhe sei vago, ne hai una anche qui." "Ma qui siamo nella casa rossa, ciò che siamo io e te non ha alcun significato fuori." "E cosa siamo io e te J.?" "Io so cosa sei tu, sei una persona che mi tiene qui incollato, in una casa piena di ombre. Da non so quanto tempo." "E cosa è lei?" "Bhe, quando eravamo più piccoli io e Keira stavamo sempre insieme, eravamo una specie di fidanzatini. Poi lei è cresciuta ed è andata via. Poco prima che io prendessi il treno con te ho ritrovato una sua vecchia foto. Nella foto lei non mi guarda, ha i capelli rossi mossi dal vento e indossa un vestito nero. Credo di averle fatto quella foto il giorno in cui morì sua madre. Non so neppure perchè gliela feci." "Cosa centra questo con Londra?" "Ogni volta che guardo una donna io cerco qualcosa di lei, ogni donna che incontro non è una persona e solo una parte di Keira, una parte che mi manca. Nessuna è mai stata come lei, nessuna. Forse è per questo che voglio andare a Londra." "E io?" "Tu M. sei la sola su cui io non proietti lei, e forse è per questo che io sono ancora qui." "Spero che non te ne andrai mai." "Se io non trovassi lei forse sarei come quella strada." "Forse io e te lo siamo già."

Un arduo compito

Come da programmi ci mettiamo in viaggio per il deserto dell'Arizona.

Per avere un punto di appoggio prendiamo in affitto una catapecchia nel piccolo villaggio, Radiator Spring, sulla Route66 che si trova a mezz'ora dal campo militare.
Appena arriviamo io e Natan (il mio fedele falco) ci incamminiamo e, quando siamo a qualche decina di metri dal campo lo faccio librare in volo. Dopo poco abbiamo un filmato che ci consente di avere la planimetria del campo.
Ci sono 5 grossi caseggiati e 2 Hangar. Si vedono una cinquantina di persone e qualche veicolo armato.

Poco dopo Joseph utilizza il suo legame con un corvo per osservare più da vicino il tutto. Quello che scopriamo è che uno dei due hangar è chiuso con lucchetti e molto ben tenuto. Questo è molto in contrasto con la totale incuria che caratterizza l'edificio accanto.

Passa qualche giorno per capire come entrare e vedere cosa c'è in quell'enorme struttura. Alla fine Stephen decide di entrare.
Con altri simili a lui entrano nell'hangar  E' completamente buio. Uno degli altri, quello che sembra essere il capo, compie un rituale. Si apre un buco nel terreno e, attraverso questo portale, accedono all'inferno. Il capo si avvicina a un anima che stanno torturando e contratta col suo aguzzino per poterla liberare. Dopo una decina di minuti il gruppo esce col nuovo compagno.
 Stephen scopre che il capo, tutti i giorno, passa una paio d'ore all'interno di una delle case. La sola che è chiusa e inaccessibile a tutti gli altri. Prova a spiare per capire cosa si celi al suo interno ma senza successo.
Così, si fa amico del capo e scopre cose interessanti.

Lui ha questi poteri perchè è stato molto tempo e molte volte all'inferno. Così il suo neferita, il suo carceriere, lo lascia libero in cambio di alcuni favori.
Nel parlare Stephen chiede se e come è possibile riallineare un anima ad un corpo. Il tizio gli dice che lui potrebbe farlo ma, in cambio, Stephen deve liberarlo dal suo aguzzino.

Stephen ci dice il tutto. Se riallineassimo l'anima di Cintia col suo corpo potremmo farci aiutare da lei per ritrovare gli altri noi. Certo eliminare una creatura di quel genere non è facile.

martedì 20 novembre 2012

Stephen


Scritto da Pontazza

Sono stato portato qui dall'inferno.
Non sentiamo dolore, non proviamo stanchezza, non abbiamo paura di morire perché non siamo vivi, non abbiamo memoria del nostro passato.
I più deboli, come bambini, non hanno nemmeno coscienza di chi o cosa sono, altri invece, come me, hanno un potere maggiore e riescono a controllare la loro influenza sulle anime dei mortali, proprio per questo possono spostarsi tra i loro corpi. 
Qualcuno sta trascinando su questo mondo anime dall'inferno per creare un esercito. 
Le anime che hanno portato qui sono macchiate delle peggiori nefandezze, per questo penso di esser stato portato qui per sbaglio, non sono come loro, non so perché mi trovavo negli inferi.

Ho incontrato dei mortali che, come me, vogliono capire cosa sta accadendo, prima che sia troppo tardi, per questo mi sono unito a loro. Non potevo fidarmi di nessun'altro.

Hanno lasciato che mi unissi a loro e in cambio ho rivelato loro cosa sono, e cosa si trova nelle basi militari dove queste anime vengono richiamate.
Forse aiutarli, aiuterà anche me a capire io chi sono.

giovedì 15 novembre 2012

Esecuzione

A vederela da fuori sembrerebbe un esecuzione.
Una fila di persone, bendate.
Tutte con la schiena contro un muro.
Di fronte a loro una seconda fila di persone, armate.
Tutte con il fucile rivolto verso il muro.
Uno dei soldati dice: "Mirare solo alla testa".
Poi una batteria di colpi.

A vederla da fuori sembrerebbe un esecuzione.
Ma i condannati non urlano, non tremano spaventati.

I corpi bendati cadono a terra.
Tutti rimangono immobili.
Poi i soldati appoggiano a terra il fucile e aspettano.
Uno dei soldati si avvicina ai corpi.
Li controlla.
A ciascuno dei corpi taglia mani e spara un secondo colpo al cuore.

Poi una seconda batteria di colpi.
Il soldato a terra si gira con la faccia spaventata.
Alle sue spalle uno dei suoi ex compagni gli sta puntando il fucile.
"Quello lascialo stare, mi ci ero affezionato."

mercoledì 14 novembre 2012

Honolulu-Londra.. Sola andata

Vedo il sole filtrare attraverso le palme. Abbasso gli occhiali da sole, sorseggio il mio drink e guardo il mare.
Che bella vacanza.
Chissà cosa stanno combinando il miei soci.
Faccio per chiamare William, ma desisto.
Il sole brilla alto e le Hawaii sono troppo belle.
Chiudo gli occhi.
Il tenero abbraccio di un sonno pomeridiano mi avvolge.
Sento freddo.
Il Big Ben suona le sei.
Un momento! Il BIG BEN???
Apro gli occhi e dalla finestra vedo il cielo grigio di Londra, mi giro e vedo Faust. Faust senza un braccio.
"Che ti è successo al tuo braccio? Questo non è un sogno normale vero?"
"No Hob,  non lo è. Vieni subito a casa di Arold a Londra. Siamo tornati operativi."
Sbatto le palpebre e riecco il sole e il mare.
Mi alzo e torno in casa. Mi rimetto la giacca e la cravatta. Prendo la pistola e le Black Death. Chiudo a chiave la mia casa di Honolulu e poi il cielo non è più azzurro.
Honolulu-Londra. Solo andata.
Sono in soggiorno.
"Eccomi di ritorno"

Un nuovo elemento

Harold, dopo essersi unito agli altri se stesso, ci riunisce tutti a Parigi.
Ci racconta che, sparsi nel mondo, ci sono diversi campi militarizzati dove vengono tenute in custodia delle creature dall'aspetto umano ma che hanno qualcosa di MOLTO strano. Harold ne percepisce il potere ma è come se arrivasse da "qualcosa" che hanno dentro di loro.

Dai ricordi che  Harold ha recuperato con la fusione, sa che c'è una persona disposta a condurci nelle vicinanze di uno di questi campi.
Lo contata e, nel giro di un paio di giorni, ci raggiunge.
Prima di raccontarci chi è dice che, se lo fa, poi dovrà restare con noi. Accettiamo la proposta e così ci racconta la sua storia.
Il suo nome è Stephen ed è un'anima richiamata dal piano infernale e messa nel corpo in cui si trova.
Ci racconta che è fuggito da uno di quei campi dove ci sono molte creature come lui che vengono richiamate da gente facenti parte di una qualche organizzazione.

Le caratteristiche di questi esseri è che, essendo anime in corpi "vuoti", non possono morire nè subire danni fisici. Alcuni, quelli più potenti, possono anche cambiare corpo. Lasciare quello in cui sono per impossessarsi di un altro a loro più congeniale.

Da ciò che intuiamo sembra che qualcuno stia creando un esercito di esseri fatti per combattere.
L'altra cosa che sappiamo è che, prima, erano gli oggetti a limitare e a tenere a bada questi esseri. Ora che gli oggetti non hanno più poteri, non si sa cosa potrebbe accadere.

Stephen dice che può condurci a uno di questi campi che si trova nel deserto dell' Arizona.
Mentre stiamo pensando a cosa fare Harold decide di contattare gli uomini di Cintia e di guarirla con l'aiuto di Antony. Anche se non si capisce bene il perché lo voglia fare, i due vanno all'ospedale e Antony guarisce il corpo della donna. Essendo anche lei un'anima messa in un corpo, anche se fisicamente è integra, continua a restare in uno stato di coma.

Antony, a questo punto, fa presente che il nostro obiettivo è che tutti ritrovino e riuniscano i vari se stessi e non solo Harold.
Dato che ritrovare tutti noi è complicato, decidiamo di andare a spiare il campo in Arizona per vedre come si richiamano le anime dagli altri mondi. Così facendo speriamo di poter richiamare i frammenti delle nostra anime che sono imprigionate negli altri piani.

Col nostro nuovo compagno ci prepariamo ala viaggio

lunedì 12 novembre 2012

Harold Jones - Tutti e Uno

Scritto da Eol88
Cos'è successo? A si, ricordo, siamo rimasti li a farci sparare come degli idioti e ora siamo sul fondo di un burrone...ma siamo vivi.
Probabilmente Anthony si è ripreso per primo e ci ha curati, di lui e gli altri nessuna traccia, se ne sono già andati.
Ci serve aiuto, il braccio di Faust non ha un bell'aspetto...ha tutta l'aria di essere andato in cancrena, la caduta lo ha ferito gravemente e...ma comè possibile? La ferita non può avere più di un giorno, come può essere già in cancrena?!

Joseph è l'unico che riusciamo a contattare, ci tira fuori dal burrone e andiamo all'ospedale più vicino. Dovranno operare Faust, perderà il braccio destro.
Ci vorrà una settimana per il tutto, nel frattempo posso approfittarne, finalmente ho il tempo per andare a cercare gli altri 7 me stesso!
Joseph vuole accompagnarmi, non capisco se ha paura che mi accada qualcosa o se vuole solo tenermi d'occhio ma in ogni caso non mi importa, non ho nulla da nascondere.
Arriviamo al villaggio delle talpe giganti in 2 giorni, è deserto. Non cè più nessuno, neanche i cani. Così a occhio le case sono vuote almeno da un paio di settimane. Non cè nessuna traccia, tranne la tomba, quella dell'uomo con la lingua mozzata...è aperta ed è vuota.
Li sento vicini, probabilmente anche loro percepiscono la mia vicinanza e infatti in breve tempo arriva una macchina, è uno degli Harold che è venuto a prendermi.
Ci sono tutti e 7, per me è un grande momento ma non va come speravo, nessuno sa nulla di più di quanto io già non sappia, solamente uno ha informazioni interessanti sull'agenzia russa.
E adesso? Siamo punto a capo. Decidiamo di aspettare l'arrivo di qualcuno, quel qualcuno che ci ha convocato tramite gli "zombie", nessuno di noi sa chi sia ma non si fa attendere molto. Nel secondo giorno di attesa arrivano 2 uomini. Uno non so chi sia, l'altro, è un altro Harold Jones, ma è strano percepisco un enorme potere attorno a lui, così anche per l'uomo che lo accompagna. Ma la cosa che non capisco è perchè con lui non abbiamo un contatto mentale. Gli altri me stesso mi sembrano intimoriti, vado io a parlarci, oltre che intimoriti mi sembrano idioti.

Faticavo a crederci, l'uomo arrivato con Harold può effettuare la fusione dei ricordi e dei poteri, basta solo eseguire il "rituale". Ne resterà solamente Uno. Io.
E' lui, è questo Harold che che ci ha indirizzato su questa strada a partire da me, mostrandomi come far reincarnare i miei compagni. Anche gli altri hanno avuto contatti con lui e alla fine siamo qua tutti assieme. E io sono pronto per riprendermi ciò che è mio. Con qualche remora morale, ma sono pronto a farlo.
Joseph è con me, ha capito la situazione, mi aiuterà.
Entriamo in casa e iniziamo a fare fuoco. In pochi istanti torna il silenzio. Gli altri me stesso sono morti, mi sento diverso,ora sono quasi completo. Peccato solo che la parte di ricordi dal drago meccanico in poi li ha l'unico altro Harold ancora in vita. E non posso fare nulla, per ora, per riaverli.
Mi lascia un contatto nel caso dovessi cercarlo.

Ora comprendo il mio nuovo potere, ora comprendo quanto sarà indispensabile per gli eventi che a breve accadranno. Creature della città grigia nascoste nel mondo, pronte a entrare in guerra.

lunedì 3 settembre 2012

Nuova era

Sono passate circa quattro ore da quando il ring è stato chiuso.
Ormai nel mondo tutti gli oggetti hanno perso potere.
Le agenzie che vivevano dell'uso dei poteri magici adesso sono senza scopo.
Ora le agenzie non hanno scopo di esistere.
Lentamente chi le compone tornerà alla sua vita, poi i loro figli si scorderanno dei racconti che i loro padri facevano della magia.
Lentamente l'uomo tornerà ad essere inerme di fronte al fato.
Una nuova era, di nuovo.

mercoledì 29 agosto 2012

Quel che resta

John apre la porta del seminterrato dove si trova Harold.
Dentro le linee dei cerchi magici il suo amico sta seduto nella posizione del loto, con gli occhi chiusi intonando chissà quale incantesimo.
John varca il primo cerchi e Harold apre gli occhi.
"Hanno chiuso l'anello." dice John.
Harold si zittisce e il secondo cerchio si accende di luce gialla.
"Spevamo che prima o poi sarebbe successo." risponde.
"Non cos'i presto però, qualcuno deve averli spinti a cercarlo."
Harold si alza e il terzo cerchio si accende.
"Qualcuno che sapeva della sua esistenza li deve avere spinti a trovarlo e chiuderlo - continua John - era spezzato in due e privo di valore magico, non possono esserci arrivati da soli."
Harold esce dai due cerchi accesi e mette una mano sulla spalla di John.
"Chiedi a Jimbo dell'orologio, poi passa da Barker per lo specchio, io vado a vedere il treno."
John mette la sua mano su quella di Harold.
"Sai già cosa è successo, che senso ha andare a controllare? Sai che chiudendo il ring il potere degli oggetti sarebbe ritornato nei tre manufatti principali e li avrebbe riattivati!"
John e Harold svaniscono.

John apre la porta della stanza di Jimbo.
Dentro Jimbo sta guardando fuori dalla finestra.
"L'orologio ha ripreso a funzionare - dice - è il momento?"
"Forse che intenzioni hai?" dice John.
"Aspetterò, - Jimbo si volta verso John - prima o poi arriverà il treno no?"
"Già, prima o poi."

lunedì 27 agosto 2012

Harold

Tempo fa
Harold prende in mano la maniglia e la gira.
Apre la porta ed entra nel salone.
Dal soffitto le luci azzurre illuminano gli scranni vuoti e il volto dell'uomo che gli sta di fronte.
"Così sei giunto alla fine."
Harold si guarda attorno.
Il salone ê immenso, da una parte centinaia di seggi vuoti, dall'altra parte un cumulo di macchinari e cavi elettrici, di fronte l'uomo.
Alle sue spalle oltre la porta lo aspettano Jimbo e Jhon.
Sono rimasti solo loro tre, gli altri hanno preso altre vie.
Harold è stanco e ferito.
Adesso possiede delle capacità che prima poteva solo sognare.
Gli basta toccare qualcosa per imprimere in esso una parte del suo potere.
Cammina verso il seggio di fronte a lui.
Sente che la persona che gli sta di fronte non è come lui, forse è il capo di tutti.
"Sono passato per tutte le mie vite per trovarti e adesso ti sto di fronte come uomo."
L'uomo si alza dal seggio e gli va incontro.
"Harold, tu non sei più un uomo, hai attraversato luoghi che non esistono ancora e visto cose che devi ancora ideare. Io ti sto di fronte come pari adesso. Per giungere qui hai molto desiderato e molti di quei desideri si sono esauditi."
I due sono a un metro l'uno dall'altro.
" Ora dimmi Harold, qual'è il tuo ultimo desiderio?"
Harold mette una mano in tasca.
"Voglio essere te!"
La lama saetta veloce dalla mano di Harold al petto dell'uomo che gli sta di fronte.
L'acciaio penetra tra le ossa e lacera la carne e gli organi.
Dalla bocca dell'uomo cola un rivolo i sangue.
"Sia."
Sono le ultime parole che l'uomo dice, poi cade a terra.
Il corpo di Harold sembra andare a fuoco, lui urla per il dolore.
Le fiamme imprimono cicatrici contorte che si trasformano in tatuaggi metallici.
Dagli occhi fuoriescono luci verdi che colpiscono le cose che gli stanno attorno.
Jimbo vede la scena e si getta dentro per aiutare Harold.
Appena si avvicina una vampa di fuoco lo colpisce in pieno e lo butta fuori dalla stanza.
Due minuti e tutto è finito.
Harold si rialza da terra.
Il corpo nudo è tatuato per la quasi totalità.
"Ora pensiamo al mio mondo."

domenica 26 agosto 2012

Desideri

Aiko sta aspettando da circa un ora quando la porta si apre ed entra Cintia.
Aikonle sorride e la invita a sedersi.
Cintia si siede con la testa bassa.
La camicia di seta che indossa le lascia scoperte le braccia e gli innumerevoli tatuaggi.
"Tutto ok?" chiede Aiko.
"No, per nulla."
Aiko fa un cenno al barista e lui porta due birre.
"Io non bevo - dice Cintia - sono troppo piccola".
"Forse nel mondo da cui vieni, ma qui - Aiko apre la borsa e toglie uno specchietto per il trucco - qui sei grande" e le mette lo specchio di fronte.
"Dove siamo?" chiede Cintia.
"Quello che so è che..."
Cintia ascolta il racconto di Aiko e si beve ogni parola.
"E io che centro in tutto questo?" chiede Cintia.
"Tu hai una capacità speciale cara, tu puoi esaudire i desideri della gente."
"Sono una specie di genio della lampada?"
"Direi di si. Tu sei passata in questo nuovo mondo, ma non del tutto, quindi non sei soggetta a tutte le leggi che legano noi."
"Quindi posso fare quello che voglio?"
Aiko sorride.
"In realtà no. Innanzitutto non puoi esaudire i tuoi desideri, poi non puoi esprimere desideri che comportano la morte, la vita e l'amore. E non ultimo esaudire i desideri è un mestiere rischioso."
"Che intendi."
"In questo mondo ci sono entità più alte di noi, alcuni sono quelli che hanno creato questo mondo, altri sono quelli che cercano i primi tre. Vedi se uno di loro dovesse trovarti allora sarebbe un problema."
"Come mi possono trovare?"
"Usare i poteri emette una radiazione invisibile ma potente, loro la possono percepire e ti possono trovare. Più usi il potere e più rischi la vita."
Aiko e Cintia parlano fino a notte fonda.
"Hai detto che se ti aiuto mi puoi mandare a casa."
"Se mi dai una mano con alcune cose ti posso mostrare un posto in cui forse c'è un passaggio per casa tua."
"Che devo fare per te Aiko?"
"Una cosa semplice, devi trovarmi alcune persone."